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	<title>2bePOP &#187; Chiccherie</title>
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		<title>La sesta vita di Ghemon è.. Scritta nelle Stelle</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 11:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Qualche sera fa, stavo su Facebook. Cosa tutt’altro che rara in questa quarantena. Aspettavo, però, che Ghemon entrasse in diretta per ...<a href="https://www.2bepop.it/ghemon-scritto-nelle-stelle/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/ghemon-scritto-nelle-stelle/">La sesta vita di Ghemon è.. Scritta nelle Stelle</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3548" alt="foto-di-andrea-nose-barchi-3-1-682x1024" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2020/04/foto-di-Andrea-Nose-Barchi-3-1-682x1024.jpg" width="682" height="1024" /></p>
<p>Qualche sera fa, stavo su <i>Facebook</i>. Cosa tutt’altro che rara in questa quarantena.</p>
<p>Aspettavo, però, che <b>Ghemon</b> entrasse in diretta per ascoltare insieme ai suoi fan “<i>Scritto nelle stelle</i>”, disco che sarebbe uscito da lì a pochissime ore.<span id="more-3540"></span></p>
<h2> <b>APERTURA</b></h2>
<p>Di questa diretta (strumento inflazionatissimo di sti tempi) mi ha colpito una frase, usata come <i>Ouvertoure</i> per introdurre la sua ultima, riuscitissima, fatica discografica:</p>
<p>“<b><i>La tracklist di un disco è importantissima. Chi la fa, deve mettersi nei panni del curatore di una mostra che organizza il percorso e dispone i quadri in modo che i visitatori possano coglierne la bellezza per intero, senza tralasciarne nemmeno uno</i></b>.”</p>
<p>Non sono, proprio le parole esatte, ma questo è il concetto che mi è arrivato. In quel preciso istante, ho pensato:</p>
<p>“<i>Ok, questo disco devo ascoltarlo come merita. Non ora, non qui. D&#8217;altronde, non sono tipo da commenti su una board</i>.”</p>
<p>Così, ho chiuso la diretta e ho preferito aspettare la “<i>Mezzanotte</i>” (che poi è il titolo del suo penultimo disco) per ascoltare “<i>Scritto nelle stelle</i>” come piace a me. In cuffia, disteso sul letto, al buio. Da solo.</p>
<p>“<i>Scritto nelle stelle</i>” è il sesto album ufficiale di Ghemon, al secolo Gianluca Picariello. Esce per Carosello/Artist First/Macro Beats.</p>
<h2> <b>USCITA</b></h2>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-3552" alt="evlmx1xxyakh3vg-jpg_large" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2020/04/EVlMX1XXYAkh3VG.jpg_large-1024x1024.jpg" width="1024" height="1024" /></p>
<p>Esce, in un periodo in cui non esce (quasi) nessuno.</p>
<p>I quadri di una mostra, spesso, hanno il <b>valore</b> che tu vuoi dargli. Questo disco, lo diciamo subito, assume valore anche già solo per il fatto di essere uscito in questo <b>periodo storico</b>. Senza la certezza di poter dargli a breve una “<b>fase 2</b>”: portarlo in giro, suonarlo, facendo esplodere la gioia che contiene.</p>
<h2> <b>COLORI</b></h2>
<p>Si, esatto: “gioia”. Continuando il parallelismo con l’arte figurativa, questo è un disco “a colori”, anche se la copertina è in b/n. “Mezzanotte”, invece, aveva un’opera d’arte in copertina. A colori. Ma il contenuto era un meraviglioso bianco e nero.</p>
<p><b>Cosa è cambiato? </b>Tutto, per l’ennesima volta. Dal mood al suono, dal rap al cantato.<br />
Tutto.</p>
<p>Questo è un disco in cui l&#8217;autore ha il coraggio di dire “<b>Sono felice</b>”. Senza paura, senza imbarazzo. Con la disinvoltura di chi non ha avuto paura di affermare il contrario pochi anni fa. Torno su questo concetto esattamente tra quattro righe.</p>
<p>Prima devo dire che la tracklist, è perfetta. Lo avevo capito sin da subito, così ho deciso di sfidarla. Una volta arrivata la mezzanotte, vado su Spotify e scelgo di ascoltare il disco partendo dalla fine. Da “K.O”. Nell&#8217;intro, Ghemon dice:<br />
<i>“E questo è il primo giorno del resto della vita”.</i></p>
<p>Ecco il concetto di cui sopra. Se vuoi scegliere un modo perfetto per girare pagina, devi superare il dolore attraversandolo. Ci sono voluti 2 dischi e 2 tracklist, ma il tipo (che alla fine, anche se è andato a Sanremo, è <b>un ragazzo come noi</b>) ci è riuscito. “Scritto nelle stelle” è la seconda, anzi la sesta, vita di Ghemon.</p>
<p>Vi suggerisco, se come noi di 2bePOP siete amanti della buona musica, di fare un piccolo parallelo tra questo pezzo e “<b>Kintsugi</b>” (ultimo brano di “Mezzanotte”). Entrambi, si aprono con l&#8217;immagine della mattina. La “faccia allo specchio accartocciata” non c&#8217;è più, o almeno, non si vede. Ora c&#8217;è “un&#8217;altra mattina ancora”. Con la sveglia che sembra un allarme e lo specchio che ti chiama alla resa dei conti. Arriva un&#8217;età in cui puoi anche permetterti di fare &#8220;scena muta&#8221;. Non è una scelta, ma lo diventa per spegnere le ragioni del cuore e continuare a nutrire l&#8217;istinto.</p>
<p>E poi, arriva un&#8217;età in cui le cicatrici diventano il tuo legale:</p>
<p>“<i>Certe rughe valgono mille parole. Danno titolo di credito a chi è il loro portatore.”</i></p>
<h2> <b>SBAGLI</b></h2>
<p>Mi sono segnato una frase, presa sempre da “K.O”:</p>
<p>“Chi ti ha comprato l&#8217;anima ha una prova d&#8217;acquisto.”</p>
<p>Essere artisti nel 2020, purtroppo, vuol dire non poter sbagliare. Altrimenti, basta un pomeriggio per sprofondare nell&#8217;abisso. Nel dimenticatoio. Ma questo rischio, diventa un&#8217;opportunità: perché se la pensi così, inizi a pensare che non hai niente più da perdere.</p>
<p>E solo in quel momento, inizi a fare quello che vuoi.</p>
<h2><b><img class="alignnone size-full wp-image-3554" alt="schermata-2020-04-27-alle-13-55-41" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-27-alle-13.55.41.png" width="944" height="1188" /></b></h2>
<h2><b>QUOTES</b></h2>
<p>Ecco.</p>
<p>Ghemon, in questo disco, ha fatto esattamente quello che voleva. Ha cantato, alla Ghemon, per esempio su drums anni &#8217;80. Quasi come a voler riportare in auge l&#8217;Italo-disco, quella bella, in un impianto sonoro e linguistico nuovo, diverso. Che alla fine rappresenta una nuova sfumatura della sua carriera.<br />
Ha rappato, come un assassino, su una canzone d&#8217;amore (“Io e te”). Spaccando in 2 il beat. Anzi, &#8216;ammazzando la traccia&#8217;, come direbbero i nostalgici dei &#8217;90.<br />
Vorremmo essere cattivi, ma rappa ancora 10 volte meglio del 70% di quelli che hanno il quintuplo delle sue views e della sua fan-base. Vecchi, nuovi e middle school.</p>
<p>Forse, la ricetta per tenersi così in forma è il silenzio.</p>
<p>Un silenzio in cui si impara, per poi dimostrare di essere pronto a un altro step, il più difficile dopo Sanremo: confermarsi ai più, senza snaturarsi.</p>
<p>In &#8220;Scritto nelle stelle&#8221; Ghemon si mette a nudo, per l&#8217;ennesima volta, ma forse per la prima volta mostra anche il sorriso.<br />
E trova il tempo di confermarsi un attento ascoltatore della musica &#8216;vecchia&#8217; e &#8216;nuova&#8217;. Di avere un debole per Pino Daniele, ma anche un forte amore per tutto ciò che è &#8216;fresh&#8217; oggi: da Nipsey Hussle (rip) a Childish a Masego, passando per Paak e per un&#8217;infinità di gruppi di cui, forse, avrò ascoltato 2 canzoni (grazie a lui).</p>
<p>Niente paralleli, però. Questo è un disco di Ghemon, diverso dai precedenti e non solo perché fa figo dirlo in nota stampa.<br />
Che poi, chi cazzo la legge più la nota stampa?</p>
<p>Adesso, la domanda è a te che leggi. Quanti ascolti/chances dai a un disco? Quanti giri fai di una mostra prima di andartene dal museo? Qui, ti avviso, ci vuole tempo per apprezzare a pieno. E questo, credimi, è il complimento più bello che si possa fare a “Scritto nelle stelle”.</p>
<p>Io, per non ammorbarti, ti scrivo qui di seguito un po&#8217; di rime, e in quali pezzi trovarle.</p>
<p>Il resto, fidati, fallo tu:</p>
<p>“<i>I dubbi sono come i vuoti d&#8217;aria e stare quassù in piccionaia ti assicuro che non è dolce / ma porto fieramente la mia croce / ho avuto un&#8217;intuizione forse troppo precoce” (t</i>raccia 1, Questioni di principio)</p>
<p>“<i>Se riapro i conti col passato per un attimo, con quei pensieri ormai fuori tempo massimo / Farò un esame di coscienza già che sto nel traffico anche se a che serve farlo da soli e senza dibattito?</i>” (traccia 3, Champagne)</p>
<p>“<i>Un paio di anni li ho smarriti e non li ho più sul radar, li avrò passati chiuso in casa o fermo in autostrada / Che cosa vuoi che dica? Che ogni lasciata è persa? / Che poi mi sono intestardito a metterci una pezza / Tu eri stremata ed io ricordo che ero scuro in volto / Nel tentativo di aggiustare quello che era rotto / cerca di venirmi incontro / Il resto è solo nebbia / Non ha più contorno / non c&#8217;era scelta, la città era un forno / Che vuoi? Qualcuno doveva pur prendere una decisione e c&#8217;era il vuoto attorno</i>” (traccia 5, Cosa resta di noi)</p>
<p>“<i>Ho capito che la mia vita è un caleidoscopio / in dei casi non metto cose e colori a fuoco / solamente che poi non mi godo proprio niente / del presente perché penso quasi sempre al dopo / mi hanno detto che ho numeri o colpi da vincente / ma con le scorciatoie si sbanca prima il gioco / io per tutta risposta vado controcorrente / il genio senza coraggio serve davvero a poco” (traccia 7, Buona stella)</i></p>
<p>“<i>Perché passiamo tutto il grosso delle nostre vite a raccontarci l&#8217;abitudine a certe ferite” </i>(traccia 8, Io e te)</p>
<p>“<i>Non lasci indietro nessun indizio, ma quante notti in bianco fai? Chissà realmente che cosa speri quando preghi per te / sei solo un&#8217;anima, chiusa in angolo / Tieni le mani sui freni proprio perché sei solo un&#8217;anima, chiusa in un angolo</i>” (Traccia 10, Un&#8217;anima)</p>
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		<title>A casa &amp; cose.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 12:17:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><img class="aligncenter size-full wp-image-3538" alt="ste" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2020/04/ste1.jpg" width="1080" height="1080" />Ciao Stefanù,</div>
<div dir="auto">che giornate, vero? Tutte uguali, tutte diverse.</div>
<div dir="auto">Riflessive, pienissime, lunghissime.<span id="more-3533"></span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Gente che si affaccia ai balconi, per ascoltare dj improvvisati che talvolta propinano canzoni improponibili.</div>
<div dir="auto">Gente in “Smartworki”, politici che manco te li racconto e gente che non ha un cazzo da fare.</div>
<div dir="auto">Tutti (o quasi) a casa. E cose.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Chi ti scrive, crede fortemente che in questo periodo le tue parole ci avrebbero aiutato a sdrammatizzare.</div>
<div dir="auto">E questo, in fondo, lo sai pure tu, (che forse in questa quarantena ti saresti fatto crescere il baffo tra una Recensione e un Articolo di quelli belli belli).</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Intanto gli anni passano e, ora come non mai, basta un niente per essere POP.</div>
<div dir="auto">Una diretta sui social per raccontare puttanate, un pezzo in una playlist figa, una foto strappa-like o uno status strappalacrime.</div>
<div dir="auto">Sempre la solita, maledetta, corsa all’attenzione.</div>
<div dir="auto">Quanto sono narcisisti questi cazzo di artisti!?</div>
<div dir="auto">Quanto li prendevi in giro, con stile, per questo?</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Ah, ma questa volta sono giustificati eh?</div>
<div dir="auto">Anzi, fanno pure bene perché la creatività è figlia della crisi e “dal letame nascono i fior” come diceva quello.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Ci perdoni?</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Oggi, intanto, è Pasquetta. Ma niente “zipangulo rock” e tarantelle. Tutti a casa, (e cose), a festeggiare a distanza e sognare abbracci con chi è lontano.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Oggi, per noi, è invece un giorno in cui ci manchi particolarmente. Quasi tutti stiamo ascoltando alcune canzoni “speciali” e speriamo che mo che c’è il 5G e l’Audio8D arrivino fino a te!</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Così ce le ascoltiamo insieme, ci facciamo 2 risate e un po’ di compagnia. Come sempre!</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<div dir="auto">Ps: tranquillo, pupo. Qui stiamo tutti bene, ognuno col suo viaggio nell’orbita dell’astronave madre.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Ciao Stefanù, ci vediamo di la!</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" style="text-align: right;">TEXT: DonDiegoh</div>
<div dir="auto" style="text-align: right;">VISUAL: RobGentili</div>
</div>
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		<title>2bePOP Waves &#8211; chapter 3</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 21:55:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L’estate sta finendo e un anno se ne va. Sto diventando grande. Lo sai che non mi va. ...<a href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves-chapter-3/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves-chapter-3/">2bePOP Waves &#8211; chapter 3</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3490" alt="2bePOP Waves" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/Asset-2.png" width="1014" height="730" />L’estate sta finendo e un anno se ne va. Sto diventando grande. Lo sai che non mi va. In spiaggia di ombrelloni, non ce ne sono più. No, fermiamoci. Sto copiando il testo di una canzone dei Righeira. L’estate perὸ stava finendo davvero e dovevo lasciare la California e tornare a New York.  Stani e Ninni, i miei amici surfisti, come me cresciuti a St. Agata street (un quartiere comparabile a Santa Monica), erano partiti la mattina dopo la grande mareggiata. Nelle orecchie avevo la playlist di Peter, il dj che come me viveva a Brooklyn e che aveva suonato al 2bePOP. <span id="more-3509"></span>Qualche giorno prima mi aveva stranamente umiliato nel playground di Pacific Grove, nonostante il play della mia squadra, Gabriel Curry, un tipo che giocava con i Warriors ed era il mio erede sui campi della West Coast, urlasse di tutto pur di stimolarmi. Oltre a surfare, in molti giocavamo a basket a St. Agata street. Era, questa strada, un posto particolare. Attorno a questo neighborhood di Paola-by-the-sea erano gravitati Soap il musicista avvocato, Macromarco quando cantava “monotematico, monocromatico, monotonico, attonito”, Stefano il dj con i baffi e fondatore di 2bePOP e pure Otto uno che nel ’98 accendeva lo spinotto con le sue musicassette. Negli anni d’oro il <i>Los Angeles Times</i> aveva mandato un giornalista che seguiva la scena hip hop e i surfisti locali.  Avevo sentito che un regista di Monterey voleva girare un docufilm su quel periodo. Secondo Andy Mar, un mio vecchio amico di Cos Angeles, era il miglio con più personaggi di tutta la costa ovest degli Stati Uniti. Eppure ce ne andavamo quasi tutti da li. Verso nord: Palo Alto, San Francisco, Seattle, Portland e Vancouver; e verso sud: Los Angeles e San Diego. Per noi l’emigrazione era un elemento come l’acqua. Nonostante questo, c’era chi guardava con sospetto i latinoamericani che venivano fuggendo dalla fame, dalla sete e dalle guerre dei narcotrafficanti. Stranezze della natura umana, ma io sto, di nuovo, targiversando. Ricominciamo: Eravamo alla fine dell’estate, il 2bePOP sembrava lontano e la partenza si avvicinava. Brooklyn mi aspettava. Jade, la famosa musicista con vemenza sexy, mi cercava e altre lasciavano messaggi in segreteria – ma non rispondevo quasi mai. Avrei mai più rivisto la ragazza americana dai capelli di mare? Avrei forse voluto, di tanto in tanto, sentire l’intensità della sua bocca e l’elettricità del suo corpo. Sarebbero bastati tre secondi per riattivare le connessioni che sarebbero poi continuate o finite per sempre. Ma serviva coraggio, non paraocchi, per guidare le imprevedibili geometrie dei sentimenti. Intanto, mentre penso al loft che dovrὸ trovare per guardare Manatthan, fumare e scrivere poesie, penso agli sguardi nuovi incrociati per caso e ai silenzi che diventavano magicamente parole. Si avvicinano, nel frattempo, dei ragazzi di Bristol. Si facevano chiamare Massive Attack. Iniziano a suonare “Teardrop” sulla spiaggia. Il vento spirava forte come a spingerci via. Arrivava il primo vero temporale estivo e portava con se metafore e forse arcobaleni. Passa quel genio con i baffi che fa il dj. Guarda che fisso l’oceano in silenzio. “È oggi che si da il meglio di se stessi amico”, mi sussurra all’orecchio.   Era con Valentina, la cantante con il fiore nei capelli che sorrideva sempre. Fischiettava “Finally moving” dei Pretty Lights. <i>Finalmente il movimento</i>. Mi venne in mente Galileo Galilei (“Eppur si muove”). Pensai che quando si sta troppo attenti alle virgole ci si blocca. E, soprattutto, si perde il contenuto vero delle cose e lo sguardo d’insieme. In fono in qualche modo si farà. Come il nuovo 2bePOP, il prossimo campionato NBA e quello NCAA. E si <i>muoverà</i>. Come il globo. Anche in autunno.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Professor</em> AM</p>
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		<title>2bePOP Waves &#8211; chapter 2</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Aug 2017 15:49:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo il 2BEPOP ci ritrovammo in spiaggia. In un bar vicino suonava Estas Tonne, un chitarrisa ucraino che ...<a href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves-chapter-2/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves-chapter-2/">2bePOP Waves &#8211; chapter 2</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3490" alt="2bePOP Waves" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/Asset-2.png" width="1014" height="730" />Dopo il 2BEPOP ci ritrovammo in spiaggia. In un bar vicino suonava Estas Tonne, un chitarrisa ucraino che Albo dell’Old Square Beats mi aveva presentato la sera prima. La musica arrivava fino a noi e confondeva le parole di Stefano e Aldo (si, proprio quello che aveva allevato tritoni vicino Santa Cruz). <span id="more-3496"></span>Il dj con i baffi parlava di una festa sulla scalinata di una vecchia villa comunale, che avrebbe organizzato in un paesino lontano, bagnato da un mare altrettanto lontano, chiamato Mediterraneo. L’oceano intanto, almeno quel giorno, non era pacifico. La mia ragazza americana con i capelli neri mossi dal mare e dal sole restὸ ferma a guardare l’orizzonte. I suoi sguardi racchiudono il tramonto e il giorno che risorge. Mentre fumo foglie di tabacco e bevo anice selvatico, la brezza e la salsedine fissavano gli equilibri mobili dei sentimenti e dipingevano la luce tra i nostri occhi. Avevamo il vento contro, soffiato anche dagli dei gentili che credevano al mondo standard e lineare. Ero finalmente pronto difenderla cavalcando un drago buono o sparire per sempre. Il dj con i baffi ci aveva insegnato che le mappe dell’amore, e del genio, e della felicità, possono essere imprevedibili e diverse per ogni essere umano. Trovarsi. Perdersi. Ritrovarsi. Metto allora il messaggio in francese per lei nella bottiglia e lo lancio in mare: forse era il primo, forse l’ultimo. Accarezzo il suo cuore fatato mentre lei mi sistema il cinturino dell’orologio e prendo la tavola. Era la più grande mareggiata del nuovo secolo. Un canadese, Danny Michel, intanto aveva iniziato a cantare <i>Ashes to Ashes</i> di David Bowie. Stani, uno con la bandana da <i>native american</i> che parlava sempre di rivoluzione e viveva vicino il campus di Berkeley, e Ninni, che di solito dava lezioni di beach volley a Santa Monica, mi aspettavano sulla riva. La nostra forza era anche nella mancanza di rancori e nel ritrovarsi senza darsi appuntamento. Quando volevo fuggire, ma le stelle dicevano di fermarmi, loro, in un modo o nell’altro, spuntavano sempre per cavalcare le onde. E il mare ci dava le risposte. Surfammo per ore. La colonna sonora iniziava con <i>Green Onions</i> del 1962 ed era stata preparata da Uncle Mike, un dj cult con barba e capelli lunghi da santone indiano del quale stampavano magliette con la sua sagoma e che avevo incontrato anni prima al Grand Hotel Soho di Manatthan. Quando la mareggiata finì mi ritrovai da solo, sdraiato sulla tavola a pancia in giù, ma senza tante risposte. Chiudo gli occhi e mi svegliano le sirene sulle note di <i>Surfer Girl</i> dei Beach Boys. Devo riprendermi. Arriva planando il dj con i baffi. Sfiora l’acqua. “Il timore del dare il nome alle cose o del lottare per le giuste cause puὸ bloccarci e non realizzare i sogni”, iniziὸ a urlare. “Spegni la mente. Ascolta il cuore e senti l’aria”, mi disse. “Perché il destino è scritto nei segreti. Perché la navicella degli spiriti possa continuare il viaggio. Perché è la vita di chi sceglie un mondo migliore.” Effettivamente era stato cosi anche per il 2bePOP. Chi avrebbe mai pensato che sarebbe diventato l’evento dell’anno o che le coordinate sarebbero arrivate dal cielo?</p>
<p style="text-align: right;"><em>Professor</em> AM</p>
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		<title>2bePOP Waves</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 11:31:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> Era arrivato il momento di ritrovare le nostre anime e tornare a casa. Partii quindi per la California ...<a href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves/">2bePOP Waves</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><img class="aligncenter size-full wp-image-3490" alt="2bePOP Waves" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/Asset-2.png" width="1014" height="730" /> Era arrivato il momento di ritrovare le nostre anime e tornare a casa. Partii quindi per la California del sud in una calda mattina d’estate. Passai qualche giornata tra Venice Beach e Westwood sulla collina di UCLA. <span id="more-3488"></span>Lì Joseph, il guru con la barba che era diventato ascetico tra i silenzi di Busto Arsizio e che non si occupava mai di temi secondari, cercava il prossimo segretario di stato americano, io, più semplicemente osservavo quelli sopra i due metri di altezza per capire chi poteva essere l’erede di Jabbar. In realtà incontrammo il nostro riflesso: Paul e MaryGiὸ, una coppia che aveva le nostre stesse facce, dialetti e storie. Il giorno dopo fummo risucchiati in quella via lattea che è l’autostrada di Los Angeles. Sentii un rumore. Ci sorpassὸ con la motocicletta sorridendo. Era Stefano il DJ con i baffi. Dietro aveva Warren G che cantava Regulate. Li seguimmo fino a una spiaggia con a fianco un vigneto che finiva quasi a mare e alle spalle una scogliera alta quanto i grattacieli di New York. Il Pacifico quel giorno era un’oasi di pace. Le onde erano lunghe ma dolci. Era l’8 agosto e non c’era nessuno. Loro si misero su due pietre a cantare Miss you dei Rolling Stones. A ognuno manca, in fondo, sempre qualcosa o qualcuno. A me in quel momento nessuno. Quel luogo era la cosa più vicino al paradiso e aspettavano una ragazza americana che sarebbe arrivata quella sera da Yale. Eravamo diretti tutti a Paola by-the-sea per il 2bePOP Fest, l’evento musicale della West Coast organizzato dal famoso DJ con i baffi. Ci sarebbero stati davvero tutti: quel dj produttore lungo lungo con un figlio piccolo che, nonostante fosse pure lui lungo lungo, si presentava come “Micromarco”, Soap, quell’avvocato musicista, Aldo, che da ragazzo allevava tritoni sulle colline che da Santa Cruz affacciano sul mare, quei fuoriclasse del freestyle di nome Mirko e Diego e così via. La serata successiva sarebbe stata aperta da Peter, il DJ sognatore appena arrivato da Brooklyn con i suoi vinili. Chi più, chi meno, avevamo tutti quanti un seppur piccolo debito col DJ con i baffi. Passammo le serate più belle dell’estate. Restai a guardarne una da un muretto insieme a un paio di fantasmi gentili, poi in pista ricevetti l’abbraccio più bello. La ragazza americana con i capelli mossi dal mare e dal sole, i grandi occhi e l’anima intensa mi sussurrὸ all’orecchio: “stanotte il cuore di Paola by-the-sea batte tutto per il DJ con i baffi”. Aveva ragione e, appena arrivὸ Stefano ai dischi, la magia fece si che le statue iniziarono a saltare e poi a veleggiare in cielo. A un certo punto, non contento, prese la sua bacchetta magica e fece apparire i Public Enemy che, direttamente da un palco del 1988, iniziarono a cantare Don’t believe the hype. Non credere ai semplici slogan e alle trovate pubblicitarie. Era ormai chiaro anche alle nuvole: il 2bePOP era una filosofia di certi spiriti. Era diventato come la grande onda in un Un mercoledì da leoni. Una volta l’anno occorreva ritrovarsi sulla nostra spiaggia, prendere la tavola da surf e cavalcarla.</p>
<p dir="ltr" style="text-align: right;"><em>Professor</em> AM</p>
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		<title>Nella luce delle 6 e olTRE</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 16:19:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3486" alt="img_0237" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/IMG_0237-1024x681.jpg" width="1024" height="681" /></p>
<p>Sentivamo la necessità di confermare, durante questa terza edizione del 2BePOP, che ogni sforzo organizzativo e ogni decisione di natura artistica erano in favore di una Comunità che prima di ogni cosa ama la Musica e lo stare insieme. Per farlo abbiamo raddoppiato la libidine costruendo due serate, siamo partiti dal centro per arrivare al mare e abbiamo cercato un dialogo sonoro tra ieri e domani. Ci siamo svegliati presto per farvi fare tardi.<br />
Ci siamo riusciti?</p>
<p><span id="more-3484"></span><br />
Martedì 8 e Mercoledì 9 agosto il Brunnen Bier di Paola e il Lido La Calura di San Lucido sono stati i teatri di 2 feste meravigliose. Avremo modo di rivedere i video, di emozionarci di nuovo con lo &#8220;straniero&#8221; <strong>Davide Shorty</strong>, di sorridere e ballare con <strong>Killacat</strong> oppure gridare con il Rap di <strong>Kiave</strong> e <strong>Don Diegoh</strong>. Ma non sarà solo questo a dirci se ci siamo riusciti. Lo penseremo ricordandoci quanta gente ha partecipato attivamente rendendo uniche queste due serate (che piacevole paradosso!).<br />
E allora rivedremo un mare di ragazzi e ragazze di ogni età incollate sotto la consolle di <strong>Dj Kerò</strong>, rimaste in estasi per la qualità del set di <strong>Godblesscomputers</strong> e rapite dal viaggio musicale di <strong>Katzuma</strong>. Che non sappiamo dove porta, e il bello è proprio questo.<br />
Stasera ci ripenseremo su, con un pizzico di stanchezza post <em>ballamenti</em>, e capiremo che siamo riusciti nella cosa più importante: rivederci tutti, per il terzo anno, per &#8220;<em>uscire a riveder le stelle</em>&#8221; e poi salutarci &#8220;<em>nella luce delle 6:00</em>&#8220;.</p>
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		<title>Fine primo tempo, cambio campo.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Aug 2017 10:46:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3482" alt="whatsapp-image-2017-08-09-at-12-07-09" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/WhatsApp-Image-2017-08-09-at-12.07.09.jpeg" width="720" height="351" /></p>
<p>Nell&#8217;era delle Instagram stories i ricordi durano 24 ore, ma il 2BePOP Fest dura il doppio e quest&#8217;anno è partito in maniera perfetta, dal centralissimo <strong><em>Brunnen Bier</em></strong> di Paola prima di fare tappa al Lido La Calura per il super party di questa sera!</p>
<p><span id="more-3481"></span></p>
<p>Non sappiamo e non amiamo quantificare il numero dei presenti, perché noi siamo quelli del &#8220;chi c&#8217;era sa&#8221;. Quello che possiamo dirvi, a caldo (e che caldo!) è che erano presenti davvero! Un oceano di anime danzanti, rapite dalle voci di Davide Shorty e Killacat e scatenatesi ulteriormente con il mega dj set firmato Dj Kerò. Paola ha inaugurato la terza edizione del 2BePOP, grazie all&#8217;ospitalità e alla grande accoglienza del Brunnen Bier (che ha festeggiato come meglio non poteva due anni di attività) mettendo un&#8217;altra bandierina sulla mappa del festival. Una mappa fatta di mille luoghi, da cui ogni anno arrivano i protagonisti di questa stupenda realtà: artisti e pubblico, insieme, per emozionarsi.<br />
E ieri non mancava <strong>nessuno</strong>.<br />
<strong>Davide Shorty</strong> è un talento immenso. Lo ha dimostrato ieri sulle note del pianista factotum Claudio Guarcello, dando letteralmente vita a un live che parla soul e pensa moderno. <strong>Killacat</strong>, alla prima uscita ufficiale dopo il nuovo disco, sceglie sempre una strada nuova per arrivare al cuore di chi ascolta. Con la certezza di essere un fenomeno al microfono.<br />
Ed eccolo il &#8220;chi c&#8217;era sa&#8221;, perché mentre vi scriviamo chi ha fatto notte con noi sta lentamente ricaricandosi in vista di oggi con la consapevolezza di aver già sorriso e amato questa prima parte di <strong>2BePOP</strong>.<br />
Adesso, tutti a ballare al Lido<strong> La Calura</strong> con <strong>Katzuma aka Deda</strong> e <strong>Godblesscomputers</strong>. Siamo stati in città, e adesso siamo pronti per arrivare al mare e fare mattina. Fino alla luce delle 6 e oltre.</p>
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		<title>5 motivi per non mancare al 2bePOP Fest 2017</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 14:56:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Quello che stai per leggere riguarda tutti. Un giorno ti svegli con la sensazione di voler portare il ...<a href="https://www.2bepop.it/5-motivi-per-non-mancare-al-2bepop-fest-2017/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/5-motivi-per-non-mancare-al-2bepop-fest-2017/">5 motivi per non mancare al 2bePOP Fest 2017</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3474" alt="copertina_evento-1" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/copertina_evento-1-1024x541.jpg" width="1024" height="541" /></p>
<p><strong>Quello che stai per leggere riguarda tutti.</strong></p>
<p>Un giorno ti svegli con la sensazione di voler portare il posto in cui vivi il più in alto possibile. Ne conosci a memoria stradine, vicoli, pub, lidi, pizzerie e parchi.<br />
Conosci gli occhi della sua gente e sai bene quanto abbiano da dare. Così decidi di partire, con poche cose, convinto che un giorno tornerai con un bagaglio infinito di esperienza e voglia di fare.</p>
<p>Una delle leggende del Rap italiano, Esa (Otr/Gente Guasta) diceva: &#8221;Coltivo dove tutti han detto che non cresce un cazzo&#8221;.</p>
<p>E nel rapparlo forte e chiaro si riferiva alla provincia in cui abitava, lui che come noi viene dal basso. Dove le novità passano di moda troppo presto per noia. O arrivano troppo tardi per problemi di comunicazione.</p>
<p>La strada, il treno, gli aerei che vanno dal basso verso l&#8217;alto non sono molti. E a volte prenderli costa anche tanto. Ma non parliamo di soldi. Parliamo di scelte. Scegli di lasciare chi ti ha cresciuto, per crescere. E quando fai il percorso inverso è per partecipare a qualcosa di grande, come la vita della collettività, in cui finalmente potrai mettere a frutto ciò che hai imparato. Quando vai via da un posto come la Calabria non è mai per sempre.</p>
<p>Questi sono i nostri (di tutti) 5 motivi per non mancare alla terza edizione del 2BePOP.</p>
<p><span id="more-3473"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>• &#8220;Paola, Stazione di Paola&#8221;</strong></p>
<p>Un posto di passaggio, uno scalo ferroviario, per qualcuno.</p>
<p>Una città viva e solare per tutti gli altri.<br />
Chi lo avrebbe detto, 3 anni fa, che ogni estate una sempre più grande Comunità si incontrasse a pochi passi da quei binari così popolati per dare vita a un momento unico?<br />
Se sei stato al 2BePOP nelle due edizioni precedenti, sei stato il 2BePOP.<br />
Avrai visto un gruppo di ragazzi e ragazze montare e smontare un palco, accogliere band di artisti venute da fuori con background e backliner, proporre un&#8217;idea nuova dello stare assieme: dove il festeggiare è più forte del piangersi addosso e il ricordare diventa uno stimolo per proseguire l&#8217;opera di altri più che edificare statue.</p>
<p><strong>• La Comunità che partecipa</strong></p>
<p>&#8220;Sta roba la fai tu che stai sotto il palco&#8221;. Mai parole, di Kiave, furono più azzeccate. Stanno in un pezzo che si chiama N.O.I. e oggi hanno un significato più forte (se possibile) rispetto a quando le scrisse.</p>
<p>Già, perché oggi a volte tra gli artisti e il pubblico ci trovi delle transenne e degli energumeni pagati per evidenziare che chi sta su quel palco vive in una dimensione ultraterrena.<br />
Poi arrivi tu, con noi, vieni a fare festa al 2BePOP e ti accorgi che non c&#8217;è nessuna linea di demarcazione tra i partecipanti.<br />
Chi canta non esiste senza chi ascolta. Chi suona non esiste senza qualcuno che balla.<br />
Aldilà del nome del gruppo, aldilà dell&#8217;etichetta e del genere, lo spettacolo lo fanno i TUTTI.</p>
<p><strong>• Conferme e certezze</strong></p>
<p>Impossibili da trovare, se leggi l&#8217;introduzione a questo elenco, in un contesto come il Sud. Eppure li abbiamo trovati, raddoppiando i giorni del Festival e partendo dalla città per arrivare al mare.<br />
Li abbiamo trovati perché sentiamo il bisogno di coinvolgerti in qualcosa che ti appartiene. Perché non c&#8217;è due senza tre.<br />
Perché sono proprio le incertezze a renderci sicuri di essere vivi e di fare qualcosa che (con l&#8217;aiuto di ognuno) verrà ricordato.<br />
Essere arrivati alla terza edizione del 2BePOP non è un caso fortuito, non è sentirsi &#8216;miracolati&#8217;. Vuol dire avere voglia di continuare a continuare.</p>
<p><strong>• &#8220;Chi viene da fuori e non ci sta più dentro&#8221;</strong></p>
<p>Chi ti scrive non è di Paola.</p>
<p>Ricordo quando arrivai il primo anno al 2BePOP Fest. Intorno a me c&#8217;erano musicisti, avvocati, barman, studenti, visitatori occasionali e qualsiasi altra categoria di lavoratori.<br />
Tutti si davano un gran da fare per superare ogni piccola difficoltà. Mi venne spontaneo togliermi la maglietta e aiutarli.<br />
Da allora, è come se non me ne fossi mai andato e ogni anno non vedo l&#8217;ora di tornare.<br />
Potrei andare all&#8217;estero, ma alla fine ho scelto Paola perché ci ho trovato una famiglia.</p>
<p><strong>• Il quinto motivo</strong></p>
<p>Sei tu che hai letto. Che hai fame di musica e che probabilmente una volta nella vita avrai detto &#8220;Nella mia città non c&#8217;è mai nulla&#8221;.</p>
<p>No. L&#8217;8 e il 9 agosto c&#8217;è la terza edizione del <a href="https://www.facebook.com/events/145392459373760/">2BePOP Fest 2017</a>.<br />
E tu, proprio tu, dovresti esserci. Per portare in alto il posto in cui vivi.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3478" alt="giphy-2" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/giphy-2-1024x915.gif" width="1024" height="915" /></p>
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		<title>Non c’è due senza TRE</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jul 2017 15:51:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dicono che dalle nostre parti, nel ‘famigerato’ e profondo Sud, la vegetazione sia florida. Ma, dicono, al contempo ...<a href="https://www.2bepop.it/non-ce-due-senza-tre/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/non-ce-due-senza-tre/">Non c’è due senza TRE</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
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<p>Così, nel primo caso qualche benpensante d’estate appicca incendi per spegnere l’erba. Nel secondo caso, migliaia di cuori bruciano e sudano in dancehall lontani dalle <i>Despac(h)ito</i> di turno.</p>
<p>In questo panorama <i>caliente</i>, 2bePOP fa storia a sé. E arriva sano e salvo alla terza edizione, raddoppiando i giorni di festa e di Festival.<span id="more-3448"></span></p>
<p>Noi siamo quelli che stanno zitti tutto l’anno e all’improvviso escono fuori con poche parole e l’annuncio che molti aspettano.</p>
<p>Siamo quelli del “chi c’era sa”, con le foto ricordo e l’udito educato bene.</p>
<p>Così, dopo Brunori e Bluebeaters, dopo Ghemon e Funk Rimini, quest’anno (un po’ come ‘accidentalmente’ successe due anni fa) l’equazione è presto risolta.</p>
<p><b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">2 serate, 1 festa unica= 2bePOP 3</b></p>
<p>O, per dirla con Massimo Troisi, ricominciamo “da 3”.</p>
<p>Insomma ci vediamo l’8 e il 9 agosto 2017, ovviamente a Paola, e per l’occasione partiamo dalla città.</p>
<p>Già, perché si parte da un doppio live speciale direttamente da casa Macro Beats. Tanto per continuare anche i ‘ballamenti’ relativi al traguardo dei 10 anni della label.</p>
<p>L<b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">’8 agosto</b>, al Brunnen Bier di Paola <b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">Davide Shorty</b> e <b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">Killacat</b> presenteranno i loro dischi <i>Straniero </i>e <i>Quando toccherò terra</i>.</p>
<p>I due cantanti, background completo e zaino pieno di esperienze di ogni tipo, sono accomunati dall’essere al primo disco da solisti.</p>
<p>Ma non chiamatele ‘new entry’;in un mondo in cui appena fai due views in più ti firmano con una major (un po’ come quando a 16 anni ti comprano la macchina 50 che fa solo tanto rumore), loro sul palco e in studio sono 2 Maserati.</p>
<p>Il <b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">9 agosto</b> la festa si sposta in quella che ormai è la location culto di 2BePOP: <i>La calura </i>di San Lucido. E il menu è di quelli seri.</p>
<p><b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">Katzuma aka Deda</b> (ma noi lo sappiamo che ai nostri lettori non dobbiamo specificare “quello dei Sangue Misto”) e <b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">Godblesscomputers</b> daranno tutto in consolle. Due dj set per una lunga notte di suoni e stelle, di bella musica e bella gente.</p>
<p>Per il momento, solo per il momento, è tutto.</p>
<p>Ah, anche quest’anno, alla fine, abbiamo scelto Paola.</p>
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		<title>Il nuovo album di Killacat? Lo capiranno tra 5 anni</title>
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		<pubDate>Wed, 03 May 2017 13:40:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“Tutti quelli che dovranno promuoverlo, invece, dicono che un disco così è DIFFICILE da promuovere, perché boh&#8230; la ...<a href="https://www.2bepop.it/il-nuovo-album-di-killacat-lo-capiranno-tra-5-anni/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/il-nuovo-album-di-killacat-lo-capiranno-tra-5-anni/">Il nuovo album di Killacat? Lo capiranno tra 5 anni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p><i>“Tutti quelli che dovranno promuoverlo, invece, dicono che un disco così è </i><b><i>DIFFICILE</i></b><i> da promuovere, perché boh&#8230; la domanda è sempre ‘bello, ma quindi che genere è?’. </i><i>Io voglio sempre rispondere: Genere bella musica, cazzonesò, dai seriamente&#8230; che minchia ce ne frega del genere?”.</i></p>
<p>Questo status è apparso pochi giorni fa sul profilo di <b>Gheesa</b>, Musicista siciliano trapiantato nella multietnica Milano ed orami elemento di spicco di <b>Macro Beats</b>. Musicista (perché chiamarlo <i>producer</i> è riduttivo) che troviamo dietro a <strong>&#8220;<i>Quando toccherò terra&#8221;</i></strong>, il primo album di <b>Killacat</b>, in uscita il 12 maggio 2017 per la label del Nostro Macro Marco. Occorre leggerlo con attenzione questo status, perché è molto più di una simpatica provocazione. In qualche modo, infatti, nasconde una <b>verità</b>.</p>
<p>Ma andiamo con ordine.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3429" alt="03-killacat" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/05/03-Killacat.jpg" width="5616" height="3744" /></p>
<p><span id="more-3428"></span></p>
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<p>Abbiamo ascoltato <strong>IN ANTEPRIMA</strong> il nuovo album di <b>Killacat</b>. Il primo <b>album solista</b> di Killacat. Oggi i ragazzi fanno un disco dopo 5 giorni di carriera. Lui, invece, ha preferito prima calcare i palchi di tutta Italia assieme al fratello <b>Gioman</b>, infuocando le <i>danz</i> e diventando in breve un giovane veterano del <i>reggae</i> italiano. La combo catanzarese ha dato alle stampe tre dischi e numerosi singoli senza tempo.</p>
<p>Storia. Una storia che conosciamo e che conoscete.</p>
<p>Per cui, andiamo avanti. In tutti i sensi.</p>
<p>C’è sempre un momento, nella vita di ogni artista, che suona come un <i>break even</i>: è il momento in cui tiri le somme, capisci che hai bisogno di fare cose nuove e diversissime e quindi molli la strada facile per ripartire da zero.</p>
<p>Traduzione: Killacat in poco tempo è diventato un capo delle dancehall, ma evidentemente questo ruolo gli stava ‘stretto’, così ha scelto di cambiare. Tutto.</p>
<p>Un paio di anni fa è uscito l’ep <b><i>Parto da qu</i></b><i>i</i>, anticipato dal singolo <i>Non c’eri</i>: chi vi scrive sta in fissa totale con quel pezzo. Che hit.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/8NogNzxG4aI?feature=oembed&#038;wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Chi ha ascoltato il “primo” Killacat, quello di pezzi come <i>Pull up</i> e <i>Bun dem</i> per intenderci, è rimasto spiazzato di fronte a pezzi come <i>Non c’eri</i> o come <i>Tienimi in mente</i>. Diversi tra loro, diversi dal passato e diversi anche dalla più “leggera” <i>Quando ti rivedrò</i> (altro cavallo di battaglia del Nostro).</p>
<p>Metabolizzato, lato ascoltatore, il cambiamento, ci si aspetta un disco che in qualche modo sia la naturale prosecuzione di <i>Parto da qui</i>. Il titolo, “Quando toccherò terra”, in fondo è un accomodante indizio del fatto che il lavoro proseguirà su quel mood e manterrà un fil rouge col recente passato.</p>
<p>E, invece, no. Manco per il cazzo.</p>
<p>Metti in play e, una dopo l’altra, ti arrivano in faccia canzoni (occhio a questa parola, se la sono dimenticata tutti questa parola. Ma è il motivo per cui siamo qui, questa parola) con tutt’altra linfa vitale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3430" alt="05-killacatgheesa" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/05/05-Killacat+Gheesa.jpg" width="5616" height="3744" /></p>
<p>Piccola digressione: avete visto il film <i>Zelig</i> di Woody Allen? Quello in cui l’attore si trasforma in ogni scena incarnando un ruolo diverso e strappando risate infinite all’ascoltatore? No? Pazzi. Ad ogni modo, il Killacat di <b><i>Quando toccherò terra</i></b>, stimolato dalla colonna sonora di Gheesa, per il suo primo album ha optato per una regia del genere.</p>
<p>Ehm, scusa Gheesa, non volevamo dire “genere”. Anche perché, è vero, un genere non c’è.</p>
<p>C’è un cantante che, talvolta accompagnato da altri autori, tira fuori brani profondi e maturi e decide di stilizzarli con una voce matura. Adatta a ogni contesto, elegante e densa di significato in tutte le sue sfumature.</p>
<p>E poi c’è un musicista che, zitto zitto, stravolge ancora una volta il suono di Killacat e fa qualcosa che per ora mastichiamo con un minimo di incredulità. Perché è qualcosa che non abbiamo mai assaggiato. Fra qualche anno, non abbiamo dubbi, troveremo sto sound in tutti i menu.</p>
<p>Ok, ma oggi? Che cazzo gli raccontiamo ai lettori? Il nuovo album di Killacat ha dentro tutto. Se volete etichette, se siete alla costante ricerca di un porto sicuro in cui identificarvi, probabilmente state ascoltando il disco sbagliato. Ma forse no.</p>
<p>Se volete, invece, stupirvi, siete nel posto giusto.</p>
<p><b><i>Non serve più</i></b>, <b><i>Come Chinatown</i></b>, <b><i>Porta Genova</i></b>, <b><i>Alibi</i></b>, sono solo alcune delle perle di <b><i>Quando toccherò terra</i></b>. Voce e musica si fondono, sincronizzate alla perfezione, in un percorso fatto di parole e sentimenti. Di amore per la musica e osservazione delle sfumature della realtà. Interni ed esterni, anima e città, camera e club, sono descritti come parti di un solo ambiente.</p>
<p><iframe src="https://open.spotify.com/embed/track/2h1ebaV8wTKNDFb7jZPf5E" width="300" height="380" frameborder="0" allowtransparency="true"></iframe></p>
<p>Killacat ha un background musicale senza eguali. Ascoltando il disco, sembra di vederlo attento e ben intenzionato nei confronti dell’ascolto di TUTTA la musica: da Pino Daniele a Frank Ocean, da Kendrick al <i>classic</i> <i>Rap</i> italiano, dai cantautori più navigati come De Andrè a quelli più matti e a quelli più <i>Pop</i>.</p>
<p>Eppure &#8211; e il bello è proprio questo &#8211; entra in ogni brano con uno stile tutto suo. Non ci trovi la minima somiglianza con quelli citati. Ci trovi un ragazzo che ha la consapevolezza di quanto siano importanti gli ultimi quattro-cinque decenni di musica e che ha le palle di metterli di parte per creare qualcosa di nuovo, pazzo, concreto e innovativo.</p>
<p><b>Caro Gheesa</b>, il merito è anche tuo. E, come mi ha detto qualcuno, se Battisti ascoltasse ‘Porta Genova’ probabilmente chiederebbe il tuo numero di telefono per lavorare con te.</p>
<p>Senza spazio e senza tempo, <b><i>Quando toccherò terra</i></b> rappresenta l’altra faccia della musica italiana. Quella che non curante dei giudizi, rivoluziona il linguaggio e riesce ad oltrepassare le barriere per addormentarsi nelle cuffie di chi la ascolta. La qualità di questo disco è anche un’altra: lo puoi ballare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3432" alt="killacat-qtt-itunes" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/05/KILLACAT-QTT-iTunes.jpg" width="1400" height="1400" /></p>
<p><b>Il suo difetto più grande?</b> Non ha un genere (vedi status iniziale) e forse ci sarà bisogno di tempo prima di ‘capirlo’. Per noi, però, questo è un pregio perché siamo figli di robe tipo ‘Crx’ e ‘Channel Orange’. Il cambiamento, la musica con un lungo orizzonte di attesa, è ciò che ci dà benessere. Non ci spaventa.</p>
<p>Quelli che la pensano diversamente, dispiace dirlo, lo capiranno tra 5 anni.</p>
<p>Preordina &#8220;Quando Toccherò Terra&#8221; su iTunes &#8211; <a href="http://apple.co/2qeXvvs">http://apple.co/2qeXvvs</a></p>
<p>Preordina &#8220;Quando Toccherò Terra&#8221; in CD - <a href="http://bit.ly/Killacat-QTT">http://bit.ly/Killacat-QTT</a></p>
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