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	<title>2bePOP &#187; Stati di Coscienza</title>
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		<title>La sesta vita di Ghemon è.. Scritta nelle Stelle</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 11:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Qualche sera fa, stavo su Facebook. Cosa tutt’altro che rara in questa quarantena. Aspettavo, però, che Ghemon entrasse in diretta per ...<a href="https://www.2bepop.it/ghemon-scritto-nelle-stelle/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/ghemon-scritto-nelle-stelle/">La sesta vita di Ghemon è.. Scritta nelle Stelle</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3548" alt="foto-di-andrea-nose-barchi-3-1-682x1024" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2020/04/foto-di-Andrea-Nose-Barchi-3-1-682x1024.jpg" width="682" height="1024" /></p>
<p>Qualche sera fa, stavo su <i>Facebook</i>. Cosa tutt’altro che rara in questa quarantena.</p>
<p>Aspettavo, però, che <b>Ghemon</b> entrasse in diretta per ascoltare insieme ai suoi fan “<i>Scritto nelle stelle</i>”, disco che sarebbe uscito da lì a pochissime ore.<span id="more-3540"></span></p>
<h2> <b>APERTURA</b></h2>
<p>Di questa diretta (strumento inflazionatissimo di sti tempi) mi ha colpito una frase, usata come <i>Ouvertoure</i> per introdurre la sua ultima, riuscitissima, fatica discografica:</p>
<p>“<b><i>La tracklist di un disco è importantissima. Chi la fa, deve mettersi nei panni del curatore di una mostra che organizza il percorso e dispone i quadri in modo che i visitatori possano coglierne la bellezza per intero, senza tralasciarne nemmeno uno</i></b>.”</p>
<p>Non sono, proprio le parole esatte, ma questo è il concetto che mi è arrivato. In quel preciso istante, ho pensato:</p>
<p>“<i>Ok, questo disco devo ascoltarlo come merita. Non ora, non qui. D&#8217;altronde, non sono tipo da commenti su una board</i>.”</p>
<p>Così, ho chiuso la diretta e ho preferito aspettare la “<i>Mezzanotte</i>” (che poi è il titolo del suo penultimo disco) per ascoltare “<i>Scritto nelle stelle</i>” come piace a me. In cuffia, disteso sul letto, al buio. Da solo.</p>
<p>“<i>Scritto nelle stelle</i>” è il sesto album ufficiale di Ghemon, al secolo Gianluca Picariello. Esce per Carosello/Artist First/Macro Beats.</p>
<h2> <b>USCITA</b></h2>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-3552" alt="evlmx1xxyakh3vg-jpg_large" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2020/04/EVlMX1XXYAkh3VG.jpg_large-1024x1024.jpg" width="1024" height="1024" /></p>
<p>Esce, in un periodo in cui non esce (quasi) nessuno.</p>
<p>I quadri di una mostra, spesso, hanno il <b>valore</b> che tu vuoi dargli. Questo disco, lo diciamo subito, assume valore anche già solo per il fatto di essere uscito in questo <b>periodo storico</b>. Senza la certezza di poter dargli a breve una “<b>fase 2</b>”: portarlo in giro, suonarlo, facendo esplodere la gioia che contiene.</p>
<h2> <b>COLORI</b></h2>
<p>Si, esatto: “gioia”. Continuando il parallelismo con l’arte figurativa, questo è un disco “a colori”, anche se la copertina è in b/n. “Mezzanotte”, invece, aveva un’opera d’arte in copertina. A colori. Ma il contenuto era un meraviglioso bianco e nero.</p>
<p><b>Cosa è cambiato? </b>Tutto, per l’ennesima volta. Dal mood al suono, dal rap al cantato.<br />
Tutto.</p>
<p>Questo è un disco in cui l&#8217;autore ha il coraggio di dire “<b>Sono felice</b>”. Senza paura, senza imbarazzo. Con la disinvoltura di chi non ha avuto paura di affermare il contrario pochi anni fa. Torno su questo concetto esattamente tra quattro righe.</p>
<p>Prima devo dire che la tracklist, è perfetta. Lo avevo capito sin da subito, così ho deciso di sfidarla. Una volta arrivata la mezzanotte, vado su Spotify e scelgo di ascoltare il disco partendo dalla fine. Da “K.O”. Nell&#8217;intro, Ghemon dice:<br />
<i>“E questo è il primo giorno del resto della vita”.</i></p>
<p>Ecco il concetto di cui sopra. Se vuoi scegliere un modo perfetto per girare pagina, devi superare il dolore attraversandolo. Ci sono voluti 2 dischi e 2 tracklist, ma il tipo (che alla fine, anche se è andato a Sanremo, è <b>un ragazzo come noi</b>) ci è riuscito. “Scritto nelle stelle” è la seconda, anzi la sesta, vita di Ghemon.</p>
<p>Vi suggerisco, se come noi di 2bePOP siete amanti della buona musica, di fare un piccolo parallelo tra questo pezzo e “<b>Kintsugi</b>” (ultimo brano di “Mezzanotte”). Entrambi, si aprono con l&#8217;immagine della mattina. La “faccia allo specchio accartocciata” non c&#8217;è più, o almeno, non si vede. Ora c&#8217;è “un&#8217;altra mattina ancora”. Con la sveglia che sembra un allarme e lo specchio che ti chiama alla resa dei conti. Arriva un&#8217;età in cui puoi anche permetterti di fare &#8220;scena muta&#8221;. Non è una scelta, ma lo diventa per spegnere le ragioni del cuore e continuare a nutrire l&#8217;istinto.</p>
<p>E poi, arriva un&#8217;età in cui le cicatrici diventano il tuo legale:</p>
<p>“<i>Certe rughe valgono mille parole. Danno titolo di credito a chi è il loro portatore.”</i></p>
<h2> <b>SBAGLI</b></h2>
<p>Mi sono segnato una frase, presa sempre da “K.O”:</p>
<p>“Chi ti ha comprato l&#8217;anima ha una prova d&#8217;acquisto.”</p>
<p>Essere artisti nel 2020, purtroppo, vuol dire non poter sbagliare. Altrimenti, basta un pomeriggio per sprofondare nell&#8217;abisso. Nel dimenticatoio. Ma questo rischio, diventa un&#8217;opportunità: perché se la pensi così, inizi a pensare che non hai niente più da perdere.</p>
<p>E solo in quel momento, inizi a fare quello che vuoi.</p>
<h2><b><img class="alignnone size-full wp-image-3554" alt="schermata-2020-04-27-alle-13-55-41" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-27-alle-13.55.41.png" width="944" height="1188" /></b></h2>
<h2><b>QUOTES</b></h2>
<p>Ecco.</p>
<p>Ghemon, in questo disco, ha fatto esattamente quello che voleva. Ha cantato, alla Ghemon, per esempio su drums anni &#8217;80. Quasi come a voler riportare in auge l&#8217;Italo-disco, quella bella, in un impianto sonoro e linguistico nuovo, diverso. Che alla fine rappresenta una nuova sfumatura della sua carriera.<br />
Ha rappato, come un assassino, su una canzone d&#8217;amore (“Io e te”). Spaccando in 2 il beat. Anzi, &#8216;ammazzando la traccia&#8217;, come direbbero i nostalgici dei &#8217;90.<br />
Vorremmo essere cattivi, ma rappa ancora 10 volte meglio del 70% di quelli che hanno il quintuplo delle sue views e della sua fan-base. Vecchi, nuovi e middle school.</p>
<p>Forse, la ricetta per tenersi così in forma è il silenzio.</p>
<p>Un silenzio in cui si impara, per poi dimostrare di essere pronto a un altro step, il più difficile dopo Sanremo: confermarsi ai più, senza snaturarsi.</p>
<p>In &#8220;Scritto nelle stelle&#8221; Ghemon si mette a nudo, per l&#8217;ennesima volta, ma forse per la prima volta mostra anche il sorriso.<br />
E trova il tempo di confermarsi un attento ascoltatore della musica &#8216;vecchia&#8217; e &#8216;nuova&#8217;. Di avere un debole per Pino Daniele, ma anche un forte amore per tutto ciò che è &#8216;fresh&#8217; oggi: da Nipsey Hussle (rip) a Childish a Masego, passando per Paak e per un&#8217;infinità di gruppi di cui, forse, avrò ascoltato 2 canzoni (grazie a lui).</p>
<p>Niente paralleli, però. Questo è un disco di Ghemon, diverso dai precedenti e non solo perché fa figo dirlo in nota stampa.<br />
Che poi, chi cazzo la legge più la nota stampa?</p>
<p>Adesso, la domanda è a te che leggi. Quanti ascolti/chances dai a un disco? Quanti giri fai di una mostra prima di andartene dal museo? Qui, ti avviso, ci vuole tempo per apprezzare a pieno. E questo, credimi, è il complimento più bello che si possa fare a “Scritto nelle stelle”.</p>
<p>Io, per non ammorbarti, ti scrivo qui di seguito un po&#8217; di rime, e in quali pezzi trovarle.</p>
<p>Il resto, fidati, fallo tu:</p>
<p>“<i>I dubbi sono come i vuoti d&#8217;aria e stare quassù in piccionaia ti assicuro che non è dolce / ma porto fieramente la mia croce / ho avuto un&#8217;intuizione forse troppo precoce” (t</i>raccia 1, Questioni di principio)</p>
<p>“<i>Se riapro i conti col passato per un attimo, con quei pensieri ormai fuori tempo massimo / Farò un esame di coscienza già che sto nel traffico anche se a che serve farlo da soli e senza dibattito?</i>” (traccia 3, Champagne)</p>
<p>“<i>Un paio di anni li ho smarriti e non li ho più sul radar, li avrò passati chiuso in casa o fermo in autostrada / Che cosa vuoi che dica? Che ogni lasciata è persa? / Che poi mi sono intestardito a metterci una pezza / Tu eri stremata ed io ricordo che ero scuro in volto / Nel tentativo di aggiustare quello che era rotto / cerca di venirmi incontro / Il resto è solo nebbia / Non ha più contorno / non c&#8217;era scelta, la città era un forno / Che vuoi? Qualcuno doveva pur prendere una decisione e c&#8217;era il vuoto attorno</i>” (traccia 5, Cosa resta di noi)</p>
<p>“<i>Ho capito che la mia vita è un caleidoscopio / in dei casi non metto cose e colori a fuoco / solamente che poi non mi godo proprio niente / del presente perché penso quasi sempre al dopo / mi hanno detto che ho numeri o colpi da vincente / ma con le scorciatoie si sbanca prima il gioco / io per tutta risposta vado controcorrente / il genio senza coraggio serve davvero a poco” (traccia 7, Buona stella)</i></p>
<p>“<i>Perché passiamo tutto il grosso delle nostre vite a raccontarci l&#8217;abitudine a certe ferite” </i>(traccia 8, Io e te)</p>
<p>“<i>Non lasci indietro nessun indizio, ma quante notti in bianco fai? Chissà realmente che cosa speri quando preghi per te / sei solo un&#8217;anima, chiusa in angolo / Tieni le mani sui freni proprio perché sei solo un&#8217;anima, chiusa in un angolo</i>” (Traccia 10, Un&#8217;anima)</p>
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		<title>A casa &amp; cose.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 12:17:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><img class="aligncenter size-full wp-image-3538" alt="ste" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2020/04/ste1.jpg" width="1080" height="1080" />Ciao Stefanù,</div>
<div dir="auto">che giornate, vero? Tutte uguali, tutte diverse.</div>
<div dir="auto">Riflessive, pienissime, lunghissime.<span id="more-3533"></span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Gente che si affaccia ai balconi, per ascoltare dj improvvisati che talvolta propinano canzoni improponibili.</div>
<div dir="auto">Gente in “Smartworki”, politici che manco te li racconto e gente che non ha un cazzo da fare.</div>
<div dir="auto">Tutti (o quasi) a casa. E cose.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Chi ti scrive, crede fortemente che in questo periodo le tue parole ci avrebbero aiutato a sdrammatizzare.</div>
<div dir="auto">E questo, in fondo, lo sai pure tu, (che forse in questa quarantena ti saresti fatto crescere il baffo tra una Recensione e un Articolo di quelli belli belli).</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Intanto gli anni passano e, ora come non mai, basta un niente per essere POP.</div>
<div dir="auto">Una diretta sui social per raccontare puttanate, un pezzo in una playlist figa, una foto strappa-like o uno status strappalacrime.</div>
<div dir="auto">Sempre la solita, maledetta, corsa all’attenzione.</div>
<div dir="auto">Quanto sono narcisisti questi cazzo di artisti!?</div>
<div dir="auto">Quanto li prendevi in giro, con stile, per questo?</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Ah, ma questa volta sono giustificati eh?</div>
<div dir="auto">Anzi, fanno pure bene perché la creatività è figlia della crisi e “dal letame nascono i fior” come diceva quello.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Ci perdoni?</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Oggi, intanto, è Pasquetta. Ma niente “zipangulo rock” e tarantelle. Tutti a casa, (e cose), a festeggiare a distanza e sognare abbracci con chi è lontano.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Oggi, per noi, è invece un giorno in cui ci manchi particolarmente. Quasi tutti stiamo ascoltando alcune canzoni “speciali” e speriamo che mo che c’è il 5G e l’Audio8D arrivino fino a te!</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Così ce le ascoltiamo insieme, ci facciamo 2 risate e un po’ di compagnia. Come sempre!</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<div dir="auto">Ps: tranquillo, pupo. Qui stiamo tutti bene, ognuno col suo viaggio nell’orbita dell’astronave madre.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Ciao Stefanù, ci vediamo di la!</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" style="text-align: right;">TEXT: DonDiegoh</div>
<div dir="auto" style="text-align: right;">VISUAL: RobGentili</div>
</div>
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		<title>2bePOP Waves &#8211; chapter 3</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 21:55:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L’estate sta finendo e un anno se ne va. Sto diventando grande. Lo sai che non mi va. ...<a href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves-chapter-3/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves-chapter-3/">2bePOP Waves &#8211; chapter 3</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3490" alt="2bePOP Waves" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/Asset-2.png" width="1014" height="730" />L’estate sta finendo e un anno se ne va. Sto diventando grande. Lo sai che non mi va. In spiaggia di ombrelloni, non ce ne sono più. No, fermiamoci. Sto copiando il testo di una canzone dei Righeira. L’estate perὸ stava finendo davvero e dovevo lasciare la California e tornare a New York.  Stani e Ninni, i miei amici surfisti, come me cresciuti a St. Agata street (un quartiere comparabile a Santa Monica), erano partiti la mattina dopo la grande mareggiata. Nelle orecchie avevo la playlist di Peter, il dj che come me viveva a Brooklyn e che aveva suonato al 2bePOP. <span id="more-3509"></span>Qualche giorno prima mi aveva stranamente umiliato nel playground di Pacific Grove, nonostante il play della mia squadra, Gabriel Curry, un tipo che giocava con i Warriors ed era il mio erede sui campi della West Coast, urlasse di tutto pur di stimolarmi. Oltre a surfare, in molti giocavamo a basket a St. Agata street. Era, questa strada, un posto particolare. Attorno a questo neighborhood di Paola-by-the-sea erano gravitati Soap il musicista avvocato, Macromarco quando cantava “monotematico, monocromatico, monotonico, attonito”, Stefano il dj con i baffi e fondatore di 2bePOP e pure Otto uno che nel ’98 accendeva lo spinotto con le sue musicassette. Negli anni d’oro il <i>Los Angeles Times</i> aveva mandato un giornalista che seguiva la scena hip hop e i surfisti locali.  Avevo sentito che un regista di Monterey voleva girare un docufilm su quel periodo. Secondo Andy Mar, un mio vecchio amico di Cos Angeles, era il miglio con più personaggi di tutta la costa ovest degli Stati Uniti. Eppure ce ne andavamo quasi tutti da li. Verso nord: Palo Alto, San Francisco, Seattle, Portland e Vancouver; e verso sud: Los Angeles e San Diego. Per noi l’emigrazione era un elemento come l’acqua. Nonostante questo, c’era chi guardava con sospetto i latinoamericani che venivano fuggendo dalla fame, dalla sete e dalle guerre dei narcotrafficanti. Stranezze della natura umana, ma io sto, di nuovo, targiversando. Ricominciamo: Eravamo alla fine dell’estate, il 2bePOP sembrava lontano e la partenza si avvicinava. Brooklyn mi aspettava. Jade, la famosa musicista con vemenza sexy, mi cercava e altre lasciavano messaggi in segreteria – ma non rispondevo quasi mai. Avrei mai più rivisto la ragazza americana dai capelli di mare? Avrei forse voluto, di tanto in tanto, sentire l’intensità della sua bocca e l’elettricità del suo corpo. Sarebbero bastati tre secondi per riattivare le connessioni che sarebbero poi continuate o finite per sempre. Ma serviva coraggio, non paraocchi, per guidare le imprevedibili geometrie dei sentimenti. Intanto, mentre penso al loft che dovrὸ trovare per guardare Manatthan, fumare e scrivere poesie, penso agli sguardi nuovi incrociati per caso e ai silenzi che diventavano magicamente parole. Si avvicinano, nel frattempo, dei ragazzi di Bristol. Si facevano chiamare Massive Attack. Iniziano a suonare “Teardrop” sulla spiaggia. Il vento spirava forte come a spingerci via. Arrivava il primo vero temporale estivo e portava con se metafore e forse arcobaleni. Passa quel genio con i baffi che fa il dj. Guarda che fisso l’oceano in silenzio. “È oggi che si da il meglio di se stessi amico”, mi sussurra all’orecchio.   Era con Valentina, la cantante con il fiore nei capelli che sorrideva sempre. Fischiettava “Finally moving” dei Pretty Lights. <i>Finalmente il movimento</i>. Mi venne in mente Galileo Galilei (“Eppur si muove”). Pensai che quando si sta troppo attenti alle virgole ci si blocca. E, soprattutto, si perde il contenuto vero delle cose e lo sguardo d’insieme. In fono in qualche modo si farà. Come il nuovo 2bePOP, il prossimo campionato NBA e quello NCAA. E si <i>muoverà</i>. Come il globo. Anche in autunno.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Professor</em> AM</p>
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		<title>2bePOP Waves &#8211; chapter 2</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Aug 2017 15:49:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo il 2BEPOP ci ritrovammo in spiaggia. In un bar vicino suonava Estas Tonne, un chitarrisa ucraino che ...<a href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves-chapter-2/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves-chapter-2/">2bePOP Waves &#8211; chapter 2</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3490" alt="2bePOP Waves" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/Asset-2.png" width="1014" height="730" />Dopo il 2BEPOP ci ritrovammo in spiaggia. In un bar vicino suonava Estas Tonne, un chitarrisa ucraino che Albo dell’Old Square Beats mi aveva presentato la sera prima. La musica arrivava fino a noi e confondeva le parole di Stefano e Aldo (si, proprio quello che aveva allevato tritoni vicino Santa Cruz). <span id="more-3496"></span>Il dj con i baffi parlava di una festa sulla scalinata di una vecchia villa comunale, che avrebbe organizzato in un paesino lontano, bagnato da un mare altrettanto lontano, chiamato Mediterraneo. L’oceano intanto, almeno quel giorno, non era pacifico. La mia ragazza americana con i capelli neri mossi dal mare e dal sole restὸ ferma a guardare l’orizzonte. I suoi sguardi racchiudono il tramonto e il giorno che risorge. Mentre fumo foglie di tabacco e bevo anice selvatico, la brezza e la salsedine fissavano gli equilibri mobili dei sentimenti e dipingevano la luce tra i nostri occhi. Avevamo il vento contro, soffiato anche dagli dei gentili che credevano al mondo standard e lineare. Ero finalmente pronto difenderla cavalcando un drago buono o sparire per sempre. Il dj con i baffi ci aveva insegnato che le mappe dell’amore, e del genio, e della felicità, possono essere imprevedibili e diverse per ogni essere umano. Trovarsi. Perdersi. Ritrovarsi. Metto allora il messaggio in francese per lei nella bottiglia e lo lancio in mare: forse era il primo, forse l’ultimo. Accarezzo il suo cuore fatato mentre lei mi sistema il cinturino dell’orologio e prendo la tavola. Era la più grande mareggiata del nuovo secolo. Un canadese, Danny Michel, intanto aveva iniziato a cantare <i>Ashes to Ashes</i> di David Bowie. Stani, uno con la bandana da <i>native american</i> che parlava sempre di rivoluzione e viveva vicino il campus di Berkeley, e Ninni, che di solito dava lezioni di beach volley a Santa Monica, mi aspettavano sulla riva. La nostra forza era anche nella mancanza di rancori e nel ritrovarsi senza darsi appuntamento. Quando volevo fuggire, ma le stelle dicevano di fermarmi, loro, in un modo o nell’altro, spuntavano sempre per cavalcare le onde. E il mare ci dava le risposte. Surfammo per ore. La colonna sonora iniziava con <i>Green Onions</i> del 1962 ed era stata preparata da Uncle Mike, un dj cult con barba e capelli lunghi da santone indiano del quale stampavano magliette con la sua sagoma e che avevo incontrato anni prima al Grand Hotel Soho di Manatthan. Quando la mareggiata finì mi ritrovai da solo, sdraiato sulla tavola a pancia in giù, ma senza tante risposte. Chiudo gli occhi e mi svegliano le sirene sulle note di <i>Surfer Girl</i> dei Beach Boys. Devo riprendermi. Arriva planando il dj con i baffi. Sfiora l’acqua. “Il timore del dare il nome alle cose o del lottare per le giuste cause puὸ bloccarci e non realizzare i sogni”, iniziὸ a urlare. “Spegni la mente. Ascolta il cuore e senti l’aria”, mi disse. “Perché il destino è scritto nei segreti. Perché la navicella degli spiriti possa continuare il viaggio. Perché è la vita di chi sceglie un mondo migliore.” Effettivamente era stato cosi anche per il 2bePOP. Chi avrebbe mai pensato che sarebbe diventato l’evento dell’anno o che le coordinate sarebbero arrivate dal cielo?</p>
<p style="text-align: right;"><em>Professor</em> AM</p>
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		<title>2bePOP Waves</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 11:31:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> Era arrivato il momento di ritrovare le nostre anime e tornare a casa. Partii quindi per la California ...<a href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/2bepop-waves/">2bePOP Waves</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><img class="aligncenter size-full wp-image-3490" alt="2bePOP Waves" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/Asset-2.png" width="1014" height="730" /> Era arrivato il momento di ritrovare le nostre anime e tornare a casa. Partii quindi per la California del sud in una calda mattina d’estate. Passai qualche giornata tra Venice Beach e Westwood sulla collina di UCLA. <span id="more-3488"></span>Lì Joseph, il guru con la barba che era diventato ascetico tra i silenzi di Busto Arsizio e che non si occupava mai di temi secondari, cercava il prossimo segretario di stato americano, io, più semplicemente osservavo quelli sopra i due metri di altezza per capire chi poteva essere l’erede di Jabbar. In realtà incontrammo il nostro riflesso: Paul e MaryGiὸ, una coppia che aveva le nostre stesse facce, dialetti e storie. Il giorno dopo fummo risucchiati in quella via lattea che è l’autostrada di Los Angeles. Sentii un rumore. Ci sorpassὸ con la motocicletta sorridendo. Era Stefano il DJ con i baffi. Dietro aveva Warren G che cantava Regulate. Li seguimmo fino a una spiaggia con a fianco un vigneto che finiva quasi a mare e alle spalle una scogliera alta quanto i grattacieli di New York. Il Pacifico quel giorno era un’oasi di pace. Le onde erano lunghe ma dolci. Era l’8 agosto e non c’era nessuno. Loro si misero su due pietre a cantare Miss you dei Rolling Stones. A ognuno manca, in fondo, sempre qualcosa o qualcuno. A me in quel momento nessuno. Quel luogo era la cosa più vicino al paradiso e aspettavano una ragazza americana che sarebbe arrivata quella sera da Yale. Eravamo diretti tutti a Paola by-the-sea per il 2bePOP Fest, l’evento musicale della West Coast organizzato dal famoso DJ con i baffi. Ci sarebbero stati davvero tutti: quel dj produttore lungo lungo con un figlio piccolo che, nonostante fosse pure lui lungo lungo, si presentava come “Micromarco”, Soap, quell’avvocato musicista, Aldo, che da ragazzo allevava tritoni sulle colline che da Santa Cruz affacciano sul mare, quei fuoriclasse del freestyle di nome Mirko e Diego e così via. La serata successiva sarebbe stata aperta da Peter, il DJ sognatore appena arrivato da Brooklyn con i suoi vinili. Chi più, chi meno, avevamo tutti quanti un seppur piccolo debito col DJ con i baffi. Passammo le serate più belle dell’estate. Restai a guardarne una da un muretto insieme a un paio di fantasmi gentili, poi in pista ricevetti l’abbraccio più bello. La ragazza americana con i capelli mossi dal mare e dal sole, i grandi occhi e l’anima intensa mi sussurrὸ all’orecchio: “stanotte il cuore di Paola by-the-sea batte tutto per il DJ con i baffi”. Aveva ragione e, appena arrivὸ Stefano ai dischi, la magia fece si che le statue iniziarono a saltare e poi a veleggiare in cielo. A un certo punto, non contento, prese la sua bacchetta magica e fece apparire i Public Enemy che, direttamente da un palco del 1988, iniziarono a cantare Don’t believe the hype. Non credere ai semplici slogan e alle trovate pubblicitarie. Era ormai chiaro anche alle nuvole: il 2bePOP era una filosofia di certi spiriti. Era diventato come la grande onda in un Un mercoledì da leoni. Una volta l’anno occorreva ritrovarsi sulla nostra spiaggia, prendere la tavola da surf e cavalcarla.</p>
<p dir="ltr" style="text-align: right;"><em>Professor</em> AM</p>
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		<title>Nella luce delle 6 e olTRE</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 16:19:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3486" alt="img_0237" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/08/IMG_0237-1024x681.jpg" width="1024" height="681" /></p>
<p>Sentivamo la necessità di confermare, durante questa terza edizione del 2BePOP, che ogni sforzo organizzativo e ogni decisione di natura artistica erano in favore di una Comunità che prima di ogni cosa ama la Musica e lo stare insieme. Per farlo abbiamo raddoppiato la libidine costruendo due serate, siamo partiti dal centro per arrivare al mare e abbiamo cercato un dialogo sonoro tra ieri e domani. Ci siamo svegliati presto per farvi fare tardi.<br />
Ci siamo riusciti?</p>
<p><span id="more-3484"></span><br />
Martedì 8 e Mercoledì 9 agosto il Brunnen Bier di Paola e il Lido La Calura di San Lucido sono stati i teatri di 2 feste meravigliose. Avremo modo di rivedere i video, di emozionarci di nuovo con lo &#8220;straniero&#8221; <strong>Davide Shorty</strong>, di sorridere e ballare con <strong>Killacat</strong> oppure gridare con il Rap di <strong>Kiave</strong> e <strong>Don Diegoh</strong>. Ma non sarà solo questo a dirci se ci siamo riusciti. Lo penseremo ricordandoci quanta gente ha partecipato attivamente rendendo uniche queste due serate (che piacevole paradosso!).<br />
E allora rivedremo un mare di ragazzi e ragazze di ogni età incollate sotto la consolle di <strong>Dj Kerò</strong>, rimaste in estasi per la qualità del set di <strong>Godblesscomputers</strong> e rapite dal viaggio musicale di <strong>Katzuma</strong>. Che non sappiamo dove porta, e il bello è proprio questo.<br />
Stasera ci ripenseremo su, con un pizzico di stanchezza post <em>ballamenti</em>, e capiremo che siamo riusciti nella cosa più importante: rivederci tutti, per il terzo anno, per &#8220;<em>uscire a riveder le stelle</em>&#8221; e poi salutarci &#8220;<em>nella luce delle 6:00</em>&#8220;.</p>
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		<title>Non c’è due senza TRE</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jul 2017 15:51:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dicono che dalle nostre parti, nel ‘famigerato’ e profondo Sud, la vegetazione sia florida. Ma, dicono, al contempo ...<a href="https://www.2bepop.it/non-ce-due-senza-tre/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/non-ce-due-senza-tre/">Non c’è due senza TRE</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3452" alt="copertina_evento" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/07/copertina_evento-1024x541.jpg" width="1024" height="541" />Dicono che dalle nostre parti, nel ‘famigerato’ e profondo Sud, la vegetazione sia florida. Ma, dicono, al contempo gli eventi culturali faticano a crescere.</p>
<p>Così, nel primo caso qualche benpensante d’estate appicca incendi per spegnere l’erba. Nel secondo caso, migliaia di cuori bruciano e sudano in dancehall lontani dalle <i>Despac(h)ito</i> di turno.</p>
<p>In questo panorama <i>caliente</i>, 2bePOP fa storia a sé. E arriva sano e salvo alla terza edizione, raddoppiando i giorni di festa e di Festival.<span id="more-3448"></span></p>
<p>Noi siamo quelli che stanno zitti tutto l’anno e all’improvviso escono fuori con poche parole e l’annuncio che molti aspettano.</p>
<p>Siamo quelli del “chi c’era sa”, con le foto ricordo e l’udito educato bene.</p>
<p>Così, dopo Brunori e Bluebeaters, dopo Ghemon e Funk Rimini, quest’anno (un po’ come ‘accidentalmente’ successe due anni fa) l’equazione è presto risolta.</p>
<p><b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">2 serate, 1 festa unica= 2bePOP 3</b></p>
<p>O, per dirla con Massimo Troisi, ricominciamo “da 3”.</p>
<p>Insomma ci vediamo l’8 e il 9 agosto 2017, ovviamente a Paola, e per l’occasione partiamo dalla città.</p>
<p>Già, perché si parte da un doppio live speciale direttamente da casa Macro Beats. Tanto per continuare anche i ‘ballamenti’ relativi al traguardo dei 10 anni della label.</p>
<p>L<b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">’8 agosto</b>, al Brunnen Bier di Paola <b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">Davide Shorty</b> e <b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">Killacat</b> presenteranno i loro dischi <i>Straniero </i>e <i>Quando toccherò terra</i>.</p>
<p>I due cantanti, background completo e zaino pieno di esperienze di ogni tipo, sono accomunati dall’essere al primo disco da solisti.</p>
<p>Ma non chiamatele ‘new entry’;in un mondo in cui appena fai due views in più ti firmano con una major (un po’ come quando a 16 anni ti comprano la macchina 50 che fa solo tanto rumore), loro sul palco e in studio sono 2 Maserati.</p>
<p>Il <b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">9 agosto</b> la festa si sposta in quella che ormai è la location culto di 2BePOP: <i>La calura </i>di San Lucido. E il menu è di quelli seri.</p>
<p><b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">Katzuma aka Deda</b> (ma noi lo sappiamo che ai nostri lettori non dobbiamo specificare “quello dei Sangue Misto”) e <b style="font-family: 'Gotham Medium', sans-serif;">Godblesscomputers</b> daranno tutto in consolle. Due dj set per una lunga notte di suoni e stelle, di bella musica e bella gente.</p>
<p>Per il momento, solo per il momento, è tutto.</p>
<p>Ah, anche quest’anno, alla fine, abbiamo scelto Paola.</p>
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		<title>Like a Virgin</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2017 16:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Greco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Guida alla produzione del tuo primo disco New York 1972 Hell&#8217;s Kitchen Manatthan John O&#8217;Riley, un chitarrista si ...<a href="https://www.2bepop.it/like-a-virgin/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/like-a-virgin/">Like a Virgin</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-3392" alt="Rockets" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/01/Rockets.jpg" width="400" height="290" />Guida alla produzione del tuo primo disco</strong></em></p>
<p><b><i>New York 1972 Hell&#8217;s Kitchen Manatthan</i></b></p>
<p>John O&#8217;Riley, un chitarrista si sveglia sopra un materasso dentro a un vicolo impreziosito da pipì di classe, John non si ricordava come mai era finito lì e manco gli interessava, iniziò subito ad elaborare mentalmente i testi per un pezzo che aveva appena composto, un pezzo breve e commerciale, una roba per le radio, una suite di scale concatenate di 20 minuti. La parte strumentale era stata già registrata anche se c&#8217;erano state diverse interruzioni nella lavorazione del disco perché il batterista (che lui conosceva solo come “il batterista del disco”) era pericolosamente poco fornito di cavallo. Il cavallo è l&#8217;eroina. “Ecco sì, perfetto! Questa canzone parlerà di eroina. Per essere precisi, di come quella del Lower East Side faccia schif&#8230;” intanto mentre componeva la frase dentro la sua mente aveva già cambiato idea. Cambiò diverse volte idea quella mattina, intanto vi ricordo che era sempre sul materasso con la pipì di classe.<span id="more-3391"></span></p>
<p>Andò a casa, entrò in casa dalla finestra, passando come al solito dalle scale antincendio, per ribadire il concetto che abitata a New York. Si mise sul divano sempre a riflettere… ok no, non era casa sua. Cazzo però, non state sempre a sottilizzare! Ok la riscrivo; andò in una casa, entrò in una casa dalla finestra, passando per le scale antincendio e si mise sul divano a riflettere.</p>
<p>La canzone però era davvero troppo semplice. Serviva qualcosa di diverso, sì, ma che cosa? Cosa? E sopratutto: “Chi è lei? Cosa ci fa qui? Ora chiamo la poliz&#8230;” Queste sono le ultime parole che sentì prima che il proprietario andasse a prendere un calibro 12 in cucina. Troppo film di Scorsese? No, no, scene del genere capitano spesso, da queste parti… e non solo!</p>
<p>Doveva assolutamente parlare col suo manager discografico, serviva una svolta a questo disco e alla sua carriera. Serviva essere seri e iniziare a lavorare. Ok, il suo manager discografico era anche il suo spacciatore quindi la serata assunse (e quando dico <b><i>assunse</i></b> mica butto parole alla cazzo!) un tono leggermente diverso.</p>
<p>“<i>C&#8217;è questa roba nuova che mi è arrivata dal porto, dicono che sia fenomenale, me ne ha parlato molto bene il mio medico, che anche se è italiano resta una persona seria: il Dottor Droga</i>”. Questa novità andava provata, dopo tutto noi qui, abbiamo un dovere verso la comunità scientifica!</p>
<p>“Senti ma che farebbe” “No, nulla dicono che possa piegare lo spaziotempo. Solo questo… Hai presente che per ogni sistema di riferimento la separazione spazio-temporale tra due eventi (chiamata <i>metrica</i>) è costante e si calcola come ds² = dx² + dy² + dz² – d(ct)²?” “Certo! Ma che domande fai? Mi hai preso per un cretino?”.</p>
<p>Beh in realtà quest&#8217;ultimo dialogo non andò così ma mi piace farvelo credere, fu più un gorgogliare di vomito tra due persone in intossicazione da alcool in un auto parcheggiata davanti a un cimitero. Roba che <em><strong>Hunter S. Thompson</strong></em> era già con la mascella <i>smostrata</i> a prendere appunti come un allievo di liceo qualunque!<br />
John comprò la nuova droga, magari avrebbe potuto essere la svolta per scrivere il testo giusto e tornò a casa sua. No, no! Stavolta era davvero casa sua, prese il primo disco di <b>Trout Mask Replica</b> di <i>Captain Beefheart &amp; His Magic Band</i> e mise sul piattò il lato B. Iniziò a sniffare quella <i>strana polvere rossa,</i> che odorava di zolfo e di cantine vuote. Intanto fuori pioveva copiosamente. Come succede solo a New York City.</p>
<p>Dopo il primo tiro iniziò a piovere <strong>Frank Sinatra</strong>, dopo il secondo <strong>Dean Martin</strong> e dopo il terzo <strong>Sammy Davis Junior.</strong> Fu proprio durante la fase Sammy Davis Junior che si sdraiò sul letto e tutto iniziò a diventare nero. BAAAAM! Fine. Forse devo smettere con la droga? No, troppo tardi, ormai.<br />
<b><i><img class="alignleft size-medium wp-image-3393" alt="Franco_Battiato_con_il_suo_gruppo_nel_1972 (1)" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2017/01/Franco_Battiato_con_il_suo_gruppo_nel_1972-1-300x209.jpg" width="300" height="209" />New York 2017 Hell&#8217;s Kitchen Manatthan</i></b><br />
John O&#8217;Riley, un chitarrista si sveglia sopra un materasso dentro a un vicolo impreziosito da pipì di classe, John non si ricordava come mai era finito lì e manco gli interessava. Iniziò subito ad elaborare mentalmente i testi per un pezzo che aveva appena composto. Era un pezzo breve, ma intanto la droga che trasforma i materassi pieni di pipì in macchine del tempo aveva funzionato.</p>
<p>Capì quasi subito che era nel futuro, si ricordò dell&#8217;equazione e tutto era chiaramente ovvio, tranne il lieve problemino di aver viaggiato nel tempo-spazio verso il futuro pisciandosi (oppure venendo coperto di piscio da qualche creatura <i>spaziodimensionale</i> ignota). La droga aveva funzionato!</p>
<p>Ora aveva l&#8217;idea per il pezzo, ok tutti i suoi musicisti erano morti o lungodegenti per malattia/sifilide/rapimento alieno/infarto/troppa salute, però aveva capito tutto. Finalmente aveva il pieno controllo sul suo modo di comporre. Gli bastava scrivere tutti i pezzi in una lingua di un&#8217;altra dimensione inventata da lui con regole grammaticali e dizionario.</p>
<p>In un mondo a lui totalmente alieno in cui le persone ascoltavano la musica col telefono invece che con il giradischi. In un emisfero dove c’era chi si masturbava davanti a un calcolatore invece che nel parco come tutte le persone perbene, John iniziò a scrivere e a comporre tutto con una velocità e una maestria senza pari. Il tutto avveniva mentre stava realizzando che tutti i musicisti più bravi di lui erano morti, e quelli del mondo della masturbazione sbagliata non erano certo alla sua altezza, figuriamoci!</p>
<p>Beh io non so come successe ma… oddio no, lo so ma non credo di potervelo dire. Comunque John O&#8217;Riley viaggiatore nel tempo venuto dal passato e chitarrista sperimentale si recò presso una nota casa discografica convinto che i produttori discografici fossero cambiati poco, rispetto ai suoi tempi.</p>
<p><i>“Salve senta cosa vorrebbe proporci?” </i></p>
<p><i></i>“Un disco di rock psichedelico di 90 minuti tutto cantato in una lingua <i>dimensionale</i> inventata da me, una lingua con regole grammatiche e dizionario, una cosa come i <b>Magma</b> però con una lingua dimensionale invece che aliena! Quindi direi abbastanza diversa, in effetti…” (disse John con il massimo della convinzione possibile)</p>
<p>“<i>Mmmh interessante, ci segua nell&#8217;altra stanza, ora…</i>”</p>
<p>E fu così che John venne preso a randellate nel sottoscala della casa discografica da tutti i discografici e anche dell&#8217;uomo delle pulizie che mostrò tanto sadismo e pochissima empatia. Un fatto davvero sbalorditivo, visto in una storia tanto normale, quanto folle.</p>
<p style="text-align: right;"><b><br />
FINE </b></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Osiander</em></strong></p>
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		<title>Kento: Resistenza Rap. Il racconto di un viaggio in musica</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 12:37:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[#kento #roundrobin #nonchiamatelasoloeditrice #daSud #resistenzarap]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>In concomitanza all’uscita del suo nuovo album, “<i>Da Sud</i>”, arriva sul mercato edito dalla Round Robin editrice per la collana Fari, “<i>Resitenza Rap (Musica, lotta e (forse) poesia: come l’Hip-Hop ha cambiato la mia vita)</i>”, opera prima di Francesco “Kento” Carlo, rapper classe 1976, che per la prima volta, si fa per dire, si cimenta con la parola o almeno con il linguaggio letterario.</p>
<p>Di Chiara Santoni</p>
<p><a href="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/11/Kento-the-Voodoo-Brothers-foto-Pierpaolo-Lo-Giudice.jpg"><img alt="Kento &amp; the Voodoo Brothers (foto Pierpaolo Lo Giudice)" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/11/Kento-the-Voodoo-Brothers-foto-Pierpaolo-Lo-Giudice.jpg" width="1024" height="683" /></a></p>
<p><span id="more-3360"></span></p>
<p>E da Sud si parte, per l’esattezza dalla statale 106 Jonica e con un automezzo confiscato alla mafia, per questo viaggio trasversale nel mondo dell’Hip-Hop e dell’impegno sociale, che non mancherà di arricchire e stimolare il fruitore. Indipendentemente dalla passione o meno per il genere musicale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un viaggio, del resto, fatto dal racconto di tanti concerti, manifestazioni, ma anche di progetti e collaborazioni non solo musicali.</p>
<p>Dall’esperienza con i ragazzi nei carceri minorili, a quella dell’<i>Hip-Hop Smash the Wall</i> in Palestina, che a dire di Kento gli ha letteralmente cambiato la vita, passando per le <i>Slam Poetry</i> ed il recupero della taranta nelle scuole con il “<i>Tempo rubato alla ‘ndrangheta</i>”, tra concerti sabotati e innegabili soddisfazioni, il racconto si mischia tra i ricordi e le rime potenti (o “<i>irruente, spigolose e rozze</i>” per citare lo stesso Kento) di questo <i>mc</i> reggino.</p>
<p><a href="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/11/Kento-foto-Simone-Mast.jpg"><img alt="Kento (foto Simone Mast)" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/11/Kento-foto-Simone-Mast.jpg" width="1024" height="681" /></a></p>
<p>Aneddoti personali in cui musica, vita, morte, lotta culturale e politica si fondono, offrendo al lettore uno spaccato fin troppo percettibile di ingiustizia sociale ma anche e soprattutto un impulso irrefrenabile al riscatto, uno stimolo a non mollare o meglio, ad agire per contribuire ad un cambiamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Hip-Hop non è una cultura neutrale e sicuramente non lo è neppure Kento, che fa dell’impegno sociale, delle sue radici e della “<i>Resistenza sonora”</i>, per citare il concept album del 2010, la cifra stilistica di ogni suo brano e in fondo anche di questo libro.</p>
<p><a href="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/11/Kento-foto-Pierpaolo-Lo-Giudice.jpg"><img alt="Kento (foto Pierpaolo Lo Giudice)" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/11/Kento-foto-Pierpaolo-Lo-Giudice.jpg" width="1024" height="683" /></a></p>
<p>Basti pensare al bellissimo pezzo scritto su suggerimento dell’associazione antimafia Da Sud per Denise Cosco, la donna che ebbe il coraggio di denunciare il padre per l’uccisione della madre collaboratrice di giustizia, Lea Garofalo.</p>
<p>Non stupisce, pertanto, che anche in questa sua prima esperienza letteraria, Kento si riveli un autore coraggioso ed ostinato, che invita alla consapevolezza e alla responsabilità ma senza perdere di piacevolezza e di una certa ironia. Attivo sin dai primi anni ’90, appena un mese fa è arrivato ad essere il primo rapper di sempre invitato a partecipare al prestigioso Premio Tenco e a chi gli chiede se il rap può essere considerato il nuovo cantautorato oppure una forma di poesia risponde: “<i>Il rap, a mio avviso, non ha ancora avuto lo stesso impatto sociale e culturale che ha avuto il cantautorato a partire dagli anni ’70 […] penso ai vari De Andrè, Guccini, Dalla, […] ma auspico che lo stesso impatto lo possa avere anche il rap prima o poi[…] il mio sogno, del resto, è Tupac Premio Nobel!”.</i></p>
<p><i> </i></p>
<p>Insomma un libro da leggere tutto di un fiato, o almeno in quello con cui Kento rappa le sue rime. Per il resto, condivido l’ottimo suggerimento dell’autore: “<i>L’Hip-Hop si può raccontare tramite i libri, tramite film, tramite dischi ma non si può vivere se non di persona. Appena avete finito di leggere queste pagine, se vi ho incuriosito, andate a cercare un evento nella vostra città e andateci di persona</i>”.</p>
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		<title>#hosceltopaola &#8211; Ghemon &#8220;Indigo Tour&#8221; x 2bePOP Fest 2016</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 09:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[#hosceltopaola #ghemon #indigotour #macromarco]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Di: Diego Lechiara &#8211; Don Diegoh &#160; Subito al sodo, perché fa caldo Antò. Veniamo tutti da strade ...<a href="https://www.2bepop.it/hosceltopaola-indigo-tour/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/hosceltopaola-indigo-tour/">#hosceltopaola &#8211; Ghemon &#8220;Indigo Tour&#8221; x 2bePOP Fest 2016</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignnone  wp-image-3250" alt="foto-indigotourghemon2" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/07/foto-indigotourghemon2.jpg" width="690" height="460" /></div>
<div></div>
<div>Di: <em>Diego Lechiara &#8211; Don Diegoh</em></div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Subito al sodo, perché fa caldo Antò.</p>
<p>Veniamo tutti da strade diverse, ma ci ritroviamo nello stesso posto che ha il sapore di famiglia. Ognuno con il suo viaggio, con le sue convinzioni, con i limiti che tenta di superare.</p>
<p>Alla fine, tutti, scegliamo Paola il 10 agosto 2016. Non tanto per vedere le stelle, sicuramente per una serata stellare.</p>
<p><em></em><span id="more-3246"></span></p>
<p>Famiglia, dicevamo.</p>
<p>2BePOP vuole essere questo, dal vivo come su un foglio virtuale o carteceo. Ci prepariamo alla seconda edizione del Festival, quella delle &#8216;conferme&#8217;. La prima, quella più importante, è che una grande famiglia c&#8217;è. Unita dal suono, dalla voglia di stare assieme per ricordare un Amico. Dalla voglia, importantissima, di fare.</p>
<p>La stessa voglia che ha contraddistinto da sempre la carriera di Gianluca Picariello, in arte Ghemon. O Gilmar, se preferite.</p>
<p>Stefano Cuzzocrea ne ha parlato spesso. Lo considerava un &#8220;diverso&#8221;. Un &#8220;cazzotto nello stomaco a tutto il rap italiano, ma sferrato con la leggerezza di una farfalla e la forza di un elefante&#8221;.</p>
<p>Spiegando, come solo lui sapeva fare, cos&#8217;ha di diverso:</p>
<p>&#8220;Una laurea in Giurisprudenza, tanto per cominciare, a differenza di tutti i suoi colleghi, e soprattutto di quelli che vestono i panni di scugnizzi da Z movie di Scarface nelle camerette dei quindicenni. Poi indossa, talvolta, la t-shirt dei Joy Division, segno che ha una certa apertura mentale. Senza contare l’animo romantico da anticonformista del soul. Forse è lui la new wave dell’hip hop a casa nostra. Eppure è un estimatore del passato, dal funk e dal soul americani alle posse nostrane. Quello che non si atteggia a vincente e va per la sua strada comunque&#8221;.</p>
<div>
<p>Chi lo sa? &#8211; Forse è proprio quella laurea in Giurisprudenza ad accomunare Ghemon e Stefano. Entrambi, in qualche modo &#8216;sfuggiti alla legge&#8217; ( ma non leggete questa frase in chiave &#8216;Bad&#8217;) per dedicarsi alla scrittura.</p>
<div><img alt="foto-indigotourband" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/07/foto-indigotourband.jpg" width="690" height="460" /></div>
</div>
<div></div>
<p>Chi vi scrive è un estimatore di entrambi, per due motivi:</p>
<p>- la continua ricerca sonora e lessicale;</p>
<p>- la capacità di rialzarsi sempre.</p>
<p>C&#8217;è anche un terzo motivo: la capacità di scrivere per tutti. Due esempi:</p>
<p>-&gt; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=PEcGS3HKgzQ" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=PEcGS3HKgzQ</a></p>
<p>-&gt; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Lt35XtBNyCM" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=Lt35XtBNyCM</a></p>
<p>L&#8217;Indigo Tour di Ghemon &amp; Le Forze del Bene farà capolino a Paola, al Lido La Calura, su quel palco che è stato teatro dello splendido show dei Bluebeaters e Brunori un anno fa. Altri pezzi, importanti, di questa grande famiglia.</p>
<p>Nella sserata di Festival, dunque, un headliner scelto con la naturalezza di chi sa come unire passato e futuro con un prezioso <i>fil rouge</i> farà ascoltare a Stefano e a tutti noi ciò che &#8220;è diventato&#8221;. La penna di Stefano sapeva già quale evoluzione avrebbe preso il suo viaggio. L&#8217;8 gennaio del 2013, il Nostro, Scriveva:</p>
<p>&#8220;In verità tutto lascia presagire che si metterà a cantare più che limitarsi a rappare.&#8221;</p>
<div><img alt="stefano_00s" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2015/07/63551_10201683698313344_249907169_n.jpg" width="960" height="694" /></div>
<div></div>
<p>Una piccola profezia, dettata dalla capacità di empatizzare con l&#8217;artista e di seguirlo nei suoi momenti. In quelli difficili, soprattutto. Momenti che, con grande acume, sono stati trasformati in energia positiva. Da restituire, dose dopo dose, agli spettatori di un tour che da anni tocca le città di tutta Italia. Ogni volta rinnovato nella forma e nei contenuti, ma senza mai dimenticare le premesse iniziali: la &#8216;semplice&#8217; voglia di fare buona Musica.</p>
<p>In fondo è quella che accomuna tutti noi, no? Dalle teste Hip Hop agli amanti del Soul, dai dancers sotto il palco agli amici che scelgono il 2BePop per fare festa e bere qualcosa sulla spiaggia. In una delle notti più belle dell&#8217;anno.</p>
<p>Ecco perché veniamo tutti da strade diverse, ma ci ritroviamo nello stesso posto che ha il sapore di famiglia. Ognuno con il suo viaggio, con le sue convinzioni, con i limiti che tenta di superare.</p>
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