<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>2bePOP &#187; dario greco</title>
	<atom:link href="https://www.2bepop.it/tag/dario-greco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.2bepop.it</link>
	<description>Fucking Lifestyle</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2020 12:10:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.8.39</generator>
	<item>
		<title>Il mio Nome è Kevin Cipparrone e vivo a Fagnano Castello</title>
		<link>https://www.2bepop.it/kevin-cipparrone/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/kevin-cipparrone/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 May 2016 07:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Greco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiccherie]]></category>
		<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[dario greco]]></category>
		<category><![CDATA[fagnano castello]]></category>
		<category><![CDATA[honda nsr]]></category>
		<category><![CDATA[jack kerouac]]></category>
		<category><![CDATA[kevin cipparrone]]></category>
		<category><![CDATA[nicholas cipparrone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=3065</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ma è meglio PJ Harvey o Patti Smith? Dipende. E da che dipende? Da che punto guardi la ...<a href="https://www.2bepop.it/kevin-cipparrone/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/kevin-cipparrone/">Il mio Nome è Kevin Cipparrone e vivo a Fagnano Castello</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i><img class="alignnone size-full wp-image-3066" alt="Poster" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/05/poster.jpg" width="960" height="730" />Ma è meglio PJ Harvey o Patti Smith?</i></p>
<p><i>Dipende. E da che dipende? </i></p>
<p><i>Da che punto guardi la P tutto dipende. </i>(Tratto da “Un dialogo, probabilmente”)</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3065"></span>Una volta <b>Tom Waits</b> durante le riprese di Short Cuts chiese a <b>Robert Altman</b> come voleva inquadrarlo. E Altman gli rispose: &#8211; Il tuo mondo in questo momento è quello del recitare, il mio è quello di fare le inquadrature, quindi non rompere le palle.</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato che non sia più gente come Altman in circolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti stavo notando che ogni volta che muore un grande della musica, Prince, Bowie o <b>Merle Haggard</b>, c&#8217;è sempre lo spiritoso che fa qualche battutaccia su <b>Keith Richards</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">A me piace pensare che Keith legga tutti i nostri post, che di simpatico hanno davvero molto poco, e si faccia sopra… Niente, si faccia sopra. Basta così.</p>
<p style="text-align: justify;">Un po’ come quella volta che mi trovavo a Roggiano Gravina per assistere a un concerto di <b>Tolo</b> <b>Marton</b>, perché sono un tamarro come pochi e mi piace quel tipo di musica datata. In particolare apprezzo quando la sezione ritmica di una band è capace di chiudere il pezzo senza fare errori. E&#8217; una mia fissazione. Prendere o lasciare.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi reputo in assoluto una delle persone meno competenti per parlare o, peggio,  scrivere di musica. Onestà, ci vuole onestà di &#8216;sti tempi, fanculo la diplomazia e fanculo anche a quei quattro situazionisti che con tre accordi ci costruiscono una carriera e un conto in banca dignitoso. Non fa per me, campo alla giornata io e accampo scuse basandomi su alibi morali che reggono solo nei giorni pari, quando mi va bene. Soffro d&#8217;insonnia e piglio <i>un po&#8217; di cose</i> per riposare decentemente, di tanto in tanto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-large wp-image-3067" alt="Cipparrone Plus" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/05/Cipparrone-plus-1024x718.jpg" width="1024" height="718" />Ieri notte stavano dando in tv On the road, tratto dal libro-culto di <b>Jack Kerouac</b>. Non un bel film. Però è servito per farmi tornare in mente la storia dei gemelli Kevin e <b>Nicholas Cipparrone</b>, che ho conosciuto in villeggiatura a Fuscaldo, molti anni fa. Loro venivano per trovare nonni e zii e si fermavano due mesi all&#8217;anno, nei travolgenti e sfolgoranti anni novanta. E Fuscaldo all&#8217;epoca sfolgorava, di vita e di pazzia. Mio padre, che è sempre stato un grande ironico, aveva coniato un&#8217;espressione per descrivere quello status: <i>Vabbè, ma tanto siamo al mare</i>!</p>
<p style="text-align: justify;">Nel senso che era tutto concesso e tollerato. Qualche volta mi ricordo che andavamo da Zucchero a prendere un gelato e a discutere sui massimi sistemi e sulle scena musicale underground italiana. Loro in realtà, <i>i gemelli del gol</i> Cipparrone erano appassionati di heavy metal e di band come <b>Pantera</b>, <b>Anthrax</b>, <b>Sepultura</b> e altre realtà che io conoscevo solo di riflesso, visto che mio cugino aveva una dignitosa collezione di musicassette. Le canzoni erano come delle ciambelle, le potevi mettere in tasca, ora invece è tutto così impalpabile, o forse è solo l’arteriosclerosi che avanza…</p>
<p style="text-align: justify;">A me interessavano poche cose e musicalmente ai tempi non ero andato oltre la sacra triade <strong>De André </strong>- <strong>De Gregori </strong>- <strong>Guccini</strong>, e a livello internazionale, <strong>Police</strong>, <b>Nirvana</b>, <strong>U2</strong>, <strong>Queen</strong> e <strong>Madonna</strong>. Insomma, non capivo un cazzo di musica, ignoravo l&#8217;esistenza dei <b>Magma</b> (gruppo francese che canta in una lingua inventata dal leader-batterista e glottoteta) e la ignoro ancora oggi. Più che altro mi interessavo di cinema e libri, ma anche lì non è che ci capissi molto. Insomma sono sempre stato uno coerente, diciamo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">A Kevin non stavo simpatico, perché lui era uno di quelli emancipati, oggi lo definiremmo <i>hipster</i>, ma all&#8217;epoca non avevamo tanti termini per etichettare la gente. Ci limitavamo a chiamare stronzi, le persone che ci stavano sulle palle. Eravamo fatti così, come diceva la sigla di un cartone animato educativo. Un&#8217;altra cosa importante era che tutti noi, simpatici e antipatici, eravamo ostinatamente contro la tecnologia. Cioè, facevamo delle concessioni. Videoregistratore, impianto stereo e chitarra elettrica erano ok. Ma già chi era fissato con i cd non ci andava così tanto a genio. Io avevo un walkman Sony, e penso anche Nicholas, con cui ci univa la passione per i testi di <b>Kurt Cobain</b> e alcuni libri che ci scambiavamo in un gioco inesauribile e sfiancante di citazioni, per noi colte, ma che oggi farebbero solo pensare a due disadattati come tanti. Due di quelli che preferiscono trascorrere il proprio tempo dietro ai libri, piuttosto che ad andare appresso alla ragazzine.</p>
<p><img class="size-full wp-image-3076 aligncenter" alt="Cipparrone Brothers" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2016/05/cipparrone_brothers.jpg" width="600" height="338" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ma negli anni novanta era tutto molto normale e dignitoso. Anche l&#8217;essere dei disadattati poteva avere un senso, o forse mi piaceva pensare fosse così. Se non ricordo male c&#8217;era anche qualcos&#8217;altro che ci univa: l&#8217;ideale politico. Qualcosa di vago, che era in qualche maniera legato con la <b>Pantera</b>, il movimento universitario di cui noi sapevamo poco e niente. Ma era bello pensare di farne parte, anche solo a livello ideale. Del resto ero uno che leggeva Kerouac, e che quindi in qualche modo aspirava a quello stile di vita cosiddetto “alternativo”. E gli alternativi all&#8217;epoca erano il mainstream di oggi, per quanto riguarda il “<i>Volume Noi Giovani Anni Novanta”</i>.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ci si accontentava davvero di poco, o forse no. In effetti eravamo scontenti come pochi… </b></p>
<p style="text-align: justify;">In giro c’erano personaggi a dir poco sovversivi e folkloristici. Impazzavano i fan di <b>Lorenzo Lamas</b>, e c’era chi a bordo di una <b>Honda NSR</b> 125 si sentiva un maniaco della velocità, mentre sfrecciava a tavoletta, evitando pedoni, passeggini e anziani con la mobilità di un bradipo in calore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma poi c’era il momento che tutti noi aspettavamo. Il falò di San Lorenzo. Che ci prendeva almeno una settimana per preparativi e organizzazione. Legna, fischi, ragazze da invitare e che sistematicamente ci davano bidone e poi, dulcis in fundo, un assortimento di bottiglie che manco i peggiori bar di <b>Caracas</b>. Era l’epoca del Gin Lemon e del Vodka Tonic, quella, e quasi nessuno di noi era ancora andato in Spagna. Fatto da non sottovalutare. Nonostante questo, si procedeva sempre a testa alta, come tanti <i>caproni disarticolati</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">I gemelli Cipparrone suonavano entrambi la chitarra, e io all’epoca mi ero convinto di saper cantare. Di positivo ci fu che tramite una ragazza che piaceva a tutti e tre, scoprimmo un mondo: l’Irlanda. E anche qui, grandi seghe mentali e non, con cinema musica e libri. Anche se la scoperta di <b>Roddy Doyle</b>, mi sarebbe tornata utile, quasi 10 anni dopo, a Cork. Ma quella è un’altra storia!</p>
<p style="text-align: justify;">L’unico vera dramma di quelle sere d’estate era quando l’ubriachezza molesta mista agli ormoni sfociava nel delirio politico e distopico alla Gibson, William, purtroppo!</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Questo è quello che la mia mente ricorda a grandi linee, del comizio di Kevin Cipparrone:</b></p>
<p style="text-align: justify;"><i>La dittatura, il sistema, la nomenclatura, e tutto quello che noi vediamo come un barlume di parvenza che in tanti chiamano società civile in realtà non esistono. L&#8217;individuo oggi viene completamente lasciato libero, (allo sbando) da uno stato invisibile, impalpabile, che però quando avverte che l&#8217;individuo diventa pericoloso, e che quindi costituisce una minaccia reale, o potenziale, lo bracca e fa di tutto per ridimensionarlo, come si fa con una bestia feroce, che ha perso il senno. C&#8217;è solo questo controllo &#8220;apparente&#8221; tra gli individui e gli stati, le nazioni, che hanno perso sempre più potere e sono ormai allo sbando e verso un disarmo totale. Dove conta solo il profitto di aziende, multinazionali e corporation. Diciamo che il mio punto di vista si ispira più ad autori come Dick, Burroughs e William Gibson… </i></p>
<p style="text-align: justify;">E qui il ricordo diventa davvero molto vago, ma non so dire se per colpa mia o no.</p>
<p style="text-align: center;"><i>Viviamo per desiderare, e cosi farò anch&#8217;io, e balzerò giù da questa montagna sapendo tutto alla perfezione o non sapendo un bel niente, pieno di splendida ignoranza come un &#8220;coglionazzo&#8221; qualsiasi che si barcamena scongiurando un naufragio con questa Marea di seconda mano.</i></p>
<p style="text-align: center;">(<b>Jack Kerouac</b>)</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/kevin-cipparrone/">Il mio Nome è Kevin Cipparrone e vivo a Fagnano Castello</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/kevin-cipparrone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The Wolf of Pietrafitta</title>
		<link>https://www.2bepop.it/the-wolf-of-pietrafitta/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/the-wolf-of-pietrafitta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2015 15:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiccherie]]></category>
		<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[dario greco]]></category>
		<category><![CDATA[Francis F. Coppola]]></category>
		<category><![CDATA[Herman Hesse]]></category>
		<category><![CDATA[Jack London]]></category>
		<category><![CDATA[Magister]]></category>
		<category><![CDATA[pietrafitta]]></category>
		<category><![CDATA[Steppenwolf]]></category>
		<category><![CDATA[The Rolling Stones]]></category>
		<category><![CDATA[Van Morrison]]></category>
		<category><![CDATA[Warren Zevon]]></category>
		<category><![CDATA[wolf]]></category>
		<category><![CDATA[wolf of pietrafitta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=2570</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Dario Greco, visual di Roberto Gentili “Ogni superiore umorismo incomincia col non prendere sul serio la propria ...<a href="https://www.2bepop.it/the-wolf-of-pietrafitta/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/the-wolf-of-pietrafitta/">The Wolf of Pietrafitta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" style="text-align: center;"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-2574" alt="the wolf of pietrafitta (rob gentili)" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2015/08/the-wolf-of-pietrafitta.jpg" width="718" height="876" /></em></p>
<p dir="ltr" style="text-align: center;">di Dario Greco, visual di Roberto Gentili</p>
<p dir="ltr" style="text-align: center;"><em>“Ogni superiore umorismo incomincia col non prendere sul serio la propria persona.”</em></p>
<p dir="ltr" style="text-align: center;"><em>(Herman Hesse)</em></p>
<p dir="ltr"><span id="more-2570"></span>Sapresti indicarmi la direzione esatta per raggiungere Carpanzano?</p>
<p dir="ltr">Per chi, come me, ama avventurarsi con mezzi di fortuna nell&#8217;entroterra calabro, sa benissimo che l’ostacolo principale da superare è entrare in modalità: segnaletica stradale fatta a organo riproduttivo di cane lupo. Proprio così. La segnaletica italiana, secondo un recente sondaggio internazionale, è stata considerata una delle peggiori in Europa.<br />
Ecco le notizie che volevo leggere oggi! Lo so, un po’ come quando il vostro fedele compagno di banco, giù al call center vi posta le ultimissime news che riguardano la nuova figuraccia del presidente del <em>coniglio</em> in trasferta estera. Invece di andare a lavare bicchieri a Londra come gli altri… No, questo non è un post vecchio, caro <em>Andvea</em>, e mi sto riferendo proprio al tuo amico Matteo, con quel bel partito o progetto politico, se preferisci, che era la Margherita.</p>
<p dir="ltr">Ve lo ricordate voi il mitico Margheritoni, interpretato dal sempre ottimo Andrea Roncato? Ah, no giusto, voi eravate fans sfegatati di Frassica  e del suo cult “Il bi e il ba”! Bah! Io invece ho sempre amato il cinema americano, fin dalla mia più vergine età, come avrebbe detto Augusto Daolio. Ai tempi non era ancora arrivata la cosiddetta estate italiana. Eppure in certi periodi il nostro vivere da beatnick di provincia ci aveva spesso condotti in luoghi ameni, e non <em>armeni</em> e ci aveva fatto incontrare artisti del calibro di Vittorio Nocenzi, Kelly Joe Phelps, i Camaleonti e in un viaggio della speranza perfino Cucciolo, il mitico batterista dei Dik Dik. Che perfidia! Come direbbe Gianni Minà! Lo so, arrivati già qui qualcuno di voi mi vorrebbe davvero minà e non certo per via del celebre giornalista amico di Fidel e del Pibe de oro.</p>
<p dir="ltr">Carpanzano state of mind. Tutte le strade portano da qualche altra parte, quando vi perdete nell&#8217;<em>heartland cosentino</em>. E già mi viene in mente il migliore rock di Warren Zevon e dei suoi ululati metropolitani e sardonici. Qui però tra i boschi delle Serre e della Sila, è davvero dura essere un santo specialmente se di nome ti chiami Santino. Giusto? <img src="https://www.2bepop.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /> </p>
<p dir="ltr">E mentre cercavo di raccapezzarmi vidi, a fari accesi e con la vista annebbiata il celebre lupo di Pietrafitta. Strano incrocio sub-urbano, a metà strada tra il Viggo Mortensen di The Indian Runner, e il Mickey Rourke di Rumble Fish. Lo conoscete anche voi il famoso lupacchiotto che vive tra Aprigliano e Pedace, vero? Un vero canide che non perde mai occasione per manifestare all’ambiente circostante la propria individualità. Come ha detto qualcuno più saggio di me, se non ti conoscono a Scalzati, Pedivigliano, Sartano e Calopezzati non sei proprio nessuno!</p>
<p dir="ltr">Ed è per questo che io mi ero dato alla macchia, in compagnia del mio amico Ivan Marini, per le strade di Cropalati domandando a tutti: mi conoscete? Mi riconoscete? Nessun esito. Un po’ come quella volta che andammo con una comitiva di antipatici in trasferta a Corleone. Nessuno ci diede un minimo di retta. Anzi, andammo a mangiare in una pizzeria e ci fecero perfino la ricevuta fiscale! Cose dei pazzi! Mi raccapezzo: eravamo in macchina. Una Polo Volkswagen del 1987. Eravamo a fari accesi e con la vista annebbiata, io e il mio amico Ivan, quando scovammo, in una calda sera d’estate di qualche anno fa, questo famoso lupacchiotto di Pietrafitta. Credetemi, facemmo la conoscenza di un tipo davvero fuori dal comune.</p>
<p dir="ltr">Aveva una maglietta nera degli Stones con la celebre tongue &amp; lip.  Io in quel periodo ero andato in fissa con <em>Il lupo della steppa</em> di Herman Hesse, e visto che avevo clamorosamente toppato cercando un po’ d’africa in giardino, avevo risolto vestendomi da ricercatore senza borsa in antropologia culturale: ovvero, come un <em>caggio</em>. Faceva davvero caldo e quella giacca con le toppe di velluto poteva essere indossata solo di sera con una temperatura inferiore ai 24 gradi, per la serie: conta solo lo stile!</p>
<p dir="ltr">Era stato un inverno difficile con Red Ronnie che ci faceva il lavaggio del cervello, a noi giovani, che volevamo solo vedere un po’ di musica dal vivo in tv. Io, come già detto, ero in fissa con Hesse, ma era il mio amico Ivan il vero geniaccio metafisico della situazione. Raccontava storie di bar e di periferia ambientate alla fine degli anni settanta. In questi luoghi della mente, la monotonia  veniva infranta solo da una Fiat 128 Coupé o da qualche canzone di Umberto Tozzi. Lui poi era un grandissimo fan di Alberto Camerini e millantava di averlo conosciuto in una fresca sera d’autunno a Mottafollone, tanti anni fa.</p>
<p dir="ltr">Si stava come dentro l’incanto dovuto al riposo estivo e tutto nella mia mente appariva rallentato, surreale e apparentemente senza un significato preciso. In lontananza sentivo il rumore di un motore Fiat preparato e pronto per ruggire. Il suono si confondeva con le note imperiose di Born to be wild degli Steppenwolf. E così iniziava il viaggio. Allacciate le cinture e siate pronti all’avventura.</p>
<p dir="ltr">Il lupo di Pietrafitta era il nostro contatto locale per una storia d’erba e noi dovevamo tenercelo buono, perché era un’estate davvero scarsa e volevamo svoltare senza troppi grattacapi. Io dovetti <strong><em>redarguire</em></strong> il mio amico Ivan, che di solito quando vedeva qualcosa di pittoresco diventava insopportabilmente sarcastico e petulante. Procurare un dizionario a Pietrafitta vi assicuro che non è assolutamente un’impresa da poco e nemmeno da Polo. Però visto che m’ero impanicato utilizzando un vocabolo a me estraneo, un po’ come i <em>foreign body</em> di una canzone di Van Morrison in preda al <em>mantra</em> e al repeat-one, decisi di fare il <em>Gonzo</em> della situazione. Il piano era semplice: andare nella tana del Lupo, farci la nostra storia e tornare in città da eroi.</p>
<p dir="ltr">E’ nei momenti di apatia e di apparente facilità che l’uomo pur di non annoiarsi è disposto a fare qualsiasi cosa pur di incasinare un caffè espresso. Sarà il senso di avventura che ci contraddistingue, sarà che non è bello ciò che è bello, ma… il nostro Ivan inizia a raccontare una delle sue interminabili e mirabolanti storie di paese andate, Caputo docet.</p>
<p dir="ltr"><em>Sapete dove si trova Civita?</em> Male, molto male. Dovete sapere che il nostro eroe in tempi non sospetti aveva uno zio che era titolare di un tabacchino. Voi direte, bello sforzo del cazzo, gira e rigira in ogni famiglia arbereshe che si rispetti c’è uno zio che è titolare di un edicola-benzina-tabacchi. E’ vero, anche le società più primitive hanno un innato rispetto per gli alienati.</p>
<p dir="ltr">Però voi non sapete di che tipo di zio stiamo parlando, giusto? Il vostro pure va a caccia di cinghiali, produce un ottimo vino e brinda alla vita come un autentico cosacco? Non credo proprio, perciò state buoni… Adesso il lupo di Pietrafitta era un tipo abbastanza paranoico, e appena sente parlare di fucili, tabacchini e di tutte quelle phesserie inizia ad insospettirsi e a farci un sacco di domande. Il come e il perché, noi forestieri, eravamo andati a svoltare proprio in quel di Pietrafitta. <em>Anche questo è vero! Ivan, tu zitto no, eh!</em></p>
<p dir="ltr">Con una mossa da prestidigitatore, ma con la fodera di culo da principiante, estraggo la mia copia del <em>Lupo della Steppa</em> di Hesse, e gli cito quasi a memoria questo passo:</p>
<p dir="ltr" style="text-align: center;"><em>Se il mondo ha ragione, se hanno ragione le musiche nei caffè, la gente americana che si contenta di così poco, vuol dire che ho torto io, che sono io il pazzo, il vero lupo della steppa, come mi chiamai più volte, l&#8217;animale sperduto in un mondo a lui estraneo e incomprensibile, che non trova più la patria, l&#8217;aria, il nutrimento.</em></p>
<p dir="ltr">Lupo più lupo, fa sempre Volfkswagen, no? Sul resto ho ricordi piuttosto confusi e annebbiati perché il Lupo dopo essersi tranquillizzato stampò una canna di una certa rilevanza. Questo fu positivo anche perché per un po’ smisi di sentire caldo, ma soprattutto smisi di sentire i racconti dello zio di Ivan, e mi scordai anche la metà delle dispense che avevo studiato su <em>John Landis</em> <em>e la fenomenologia del cinema horror giovanilistico statunitense, in relazione alla guerra fredda e in ottica di colonizzazione del continente euro-asiatico.   </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>“Ogni cosa era davvero romantica, la nebbia simile alla grigia ombra del mistero senza fine che sembrava covare la terra roteante; e gli uomini insignificanti piccole luci, condannati ad una sfrenata smania di lavoro. O come direbbe Mick Jagger nella canzone: “May the good Lord shine a light on you, Make every song you sing your favorite tune.”</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/the-wolf-of-pietrafitta/">The Wolf of Pietrafitta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/the-wolf-of-pietrafitta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;era troppo Clubbing nel tuo Thriller</title>
		<link>https://www.2bepop.it/troppo-clubbing-nel-tuo-thriller/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/troppo-clubbing-nel-tuo-thriller/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 May 2015 13:32:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Greco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[clubbing]]></category>
		<category><![CDATA[dario greco]]></category>
		<category><![CDATA[don chisciotte]]></category>
		<category><![CDATA[fuscaldo]]></category>
		<category><![CDATA[george miller]]></category>
		<category><![CDATA[gianni celeste]]></category>
		<category><![CDATA[hipster marinaretto]]></category>
		<category><![CDATA[marina abramovic]]></category>
		<category><![CDATA[matrix]]></category>
		<category><![CDATA[rota greca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=2277</guid>
		<description><![CDATA[<p>Immaginate se fra un po&#8217;, in seguito a un fortissimo esaurimento nervoso, dovuto a troppi Estathé e a ...<a href="https://www.2bepop.it/troppo-clubbing-nel-tuo-thriller/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/troppo-clubbing-nel-tuo-thriller/">C&#8217;era troppo Clubbing nel tuo Thriller</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2276" alt="Clubbing Thriller" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2015/05/Thriller_Clubbing.jpg" width="1024" height="768" />Immaginate se fra un po&#8217;, in seguito a un fortissimo esaurimento nervoso, dovuto a troppi Estathé e a pochi riposi postprandiali, io quasi per incanto, e con un insolito piglio <i>suprematista</i> cominciassi a scrivere status farraginosi sulla condizione di un ultra trentenne affetto da pigrizia acuta che ha smesso di radersi perché di lacrima facile o solo perché <i>fa figo </i>essere un hipster.<span id="more-2277"></span></p>
<p>Potrei in alternativa scrivere dei finti report dove esalto le performance astruse della nuova Marina Abramović di turno, senza però scordarmi di denunciare la carenza di CLUBBING in Italia&#8230; ormai sempre più imperante e diffusa. Oppure diventerei uno di quegli intellettuali di provincia, che al venerdì preferiscono il cinema alla serata live, dimenticando il mio background da giovinastro affetto da aritmia precoce. Potrei esaltare il ritorno di George Miller, mito di gioventù e baluardo di velocità, nichilismo e visione distopica di tutte le brutture che ogni giorno viviamo nel nostro quotidiano inferno al silicio. Immaginate una scena degna di Matrix, dove al posto di campi di esseri umani, si snodano cuffie, tastiere e monitor da call center. Dacci oggi il nostro call master quotidiano e rimetti a noi i nostri accrediti.</p>
<p>O magari se facessi lotte di principio per un giornale di merda come CALABRIA ORA, e come diceva Pierangelo Bertoli, vestendomi come un fesso con maglie a righe da <i>hipster-in-stile-marinaretto-minimal-chic-fan-di-David-Crosby</i> o del cantautorato west coast agrodolce alla James Taylor, salviamo le balene, liberate li pescetti + apericena vegan-style &amp; cose, vorrei che, a quel punto, qualche vero amico mi prendesse a male parole o, ancora meglio, a calci nel deretano!</p>
<p>Se le cose andassero così mi aspetterei da voi una colletta per pagare un sicario affinché mi possa cucire un pregevole cappotto di legno vecchio stampo, così almeno uscirei di scena come un &#8220;martire&#8221;, facendo la figura dell&#8217;eroe idealista e romantico tutto d&#8217;un pezzo. Per poi venire rivalutato dopo tanti anni come un novello <i>Peppino Impastato</i>, con tanto di serate a tema organizzate dal teatro dell&#8217;acquario a cui partecipano persone ipovedenti o con evidenti problemi di deambulazione e maglioni a collo alto, polacchine e giacche di velluto a costine larghe.</p>
<p>…E una vita sprecata e gli altri siamo noi di Umberto Tozzi che fa da colonna sonora ad una periferica esistenza di silente monotonia e di assoluta vigliaccheria, sopportando angherie sul posto di lavoro, corna e cazziatoni, e nervi a fiori di pelle, e palle che girano come eliche di un idrovolante invisibile che smuove la mia coscienza di verme rancoroso e inutile ammennicolo, avanzo di call center, rifiuto di liceo, bandito da ogni accademia che si rispetti e non. Tanto alla fine come diceva qualcuno una moglie brutta e una laurea in scienza della comunicazione non la si nega a nessuno, o quasi&#8230;</p>
<p>Forse c’era solo un po’ troppo clubbing nel suo thriller, per essere un ragazzo simpatico e colto, come ce ne sono tanti in questa provincia sorniona e narcolettica. O, forse, sto solo narrando le gesta di un novello Don Chisciotte armato di cuffie e consolle, con un cuore grande più di una valigetta colma di bei cd e musica celestiale. Oppure forse dovrei smetterla di farmi distrarre dal cd di Gianni Celeste, che la mia vicina si ostina a mandare in loop a tutto volume. Il buon trading chiama e ci sono piatti da lavare, account da sloggare e profili twitter da aggiornare.</p>
<p>Se non giochi a calcio, da giovane nei piccoli paesi di provincia come Lattarico o Rota Greca, difficilmente trovi un posto, una moglie e un cognato che possa davvero stimarti. C’è troppo thriller in queste mie affermazioni. La notte è un cacciatore solitario con un biglietto invisibile da vidimare. Devi solo scegliere se tu sarai il vigilante o il gaglioffo seduto in quel bar a consumare amari, aspettando il finale di partita: Lattarico-Rota Greca. La vita è qualcosa di più che una battuta di caccia al cinghiale: doveva andare a Berlino, ma a Fuscaldo era già una leggenda.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/troppo-clubbing-nel-tuo-thriller/">C&#8217;era troppo Clubbing nel tuo Thriller</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/troppo-clubbing-nel-tuo-thriller/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La cultura americana vista attraverso il tavolo da poker, il whisky e le donne</title>
		<link>https://www.2bepop.it/la-cultura-americana-vista-attraverso-il-tavolo-da-poker-il-whisky-e-le-donne/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/la-cultura-americana-vista-attraverso-il-tavolo-da-poker-il-whisky-e-le-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 16:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[dario greco]]></category>
		<category><![CDATA[man' ruin]]></category>
		<category><![CDATA[poker e alocol]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[vizi americani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1979</guid>
		<description><![CDATA[<p>Qualcuno ha detto che gli Stati Uniti d&#8217;America sono diventati un vero Paese grazie a poche cose, tra ...<a href="https://www.2bepop.it/la-cultura-americana-vista-attraverso-il-tavolo-da-poker-il-whisky-e-le-donne/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/la-cultura-americana-vista-attraverso-il-tavolo-da-poker-il-whisky-e-le-donne/">La cultura americana vista attraverso il tavolo da poker, il whisky e le donne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1982" alt="man'sruin" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2014/01/mansruin.jpg" width="360" height="477" />Qualcuno ha detto che gli Stati Uniti d&#8217;America sono diventati un vero Paese grazie a poche cose, tra queste si dice che una delle fondamentali sia stato il gioco d&#8217;azzardo. E&#8217; quindi naturale che la cultura pop abbia trattato con entusiasmo, vitalità e una forte dose di celebrazione questo tema. Chiedere al regista Robert Altman e al musicista Bob Dylan per meglio capire il tema trattato<span id="more-1979"></span>.</p>
<p>Nella costruzione delle ferrovie il gioco d&#8217;azzardo, le donne e l&#8217;alcool erano il sacro trittico su cui la cultura musicale tradizionale ha detto molto e prima che le roulette fossero disponibili online su <a href="http://casino.williamhill.it/giochi/roulette/">casino.williamhill.it/giochi/roulette/</a></p>
<p>Pensiamo ad esempio al classico, scritto probabilmente da una ex prostituta House of the rising sun. Una canzone discendente su cui lo stesso Dylan baserà alcune sue liriche e atmosfere country western. Il plot narra di una casa di tolleranza dove le sole cose che contavano erano il denaro facile, l&#8217;alcool e la perdizione della carne. La voce narrante è innamorata di un giocatore d&#8217;azzardo, un biscazziere che praticava il poker come stile di vita.</p>
<p>Un altro cantore dei beatiful loser, come Bob Seger, nativo del midwest, scrive in Ramblin&#8217; Gamblin&#8217; Man che la sua filosofia di vita è stata basata sulla ruota della fortuna e sul modo di gettare i dadi. Chiamando la mala sorte col nome di &#8220;snake eyes&#8221; occhi di serpente, il doppio uno, il punto più basso possibile. Questo giocatore pensava che la vita fosse un giro di roulette e che prima o poi uscirà il tuo numero, tocca a tutti, anche a te.</p>
<p>In tempi più recenti invece l&#8217;ex leader dei Dire Straits, Mark Knopfler ha dedicato un suo lavoro al gioco vista come metafora di seconda chance e occasione di vita. Il disco in questione si intitola Get Lucky, e al centro delle sue liriche c&#8217;è il desiderio di recarsi a Las Vegas, puntare tutto sul rosso e vedere se la fortuna lo accompagnerà.</p>
<p>Al centro di una sterminata produzione filmica, letteraria e musicale il giocatore resta una figura mitologica per una nazione giovane, spavalda e fatalista come gli Stati Uniti. Il binomio poker e whisky è uno dei più collaudati di sempre, e resiste al tempo nonostante l&#8217;attuale strapotere delle sale da gioco online. C&#8217;è qualcosa di ancestrale e di leggendario in figure del genere. E&#8217; il fascino del pioniere, dell&#8217;avventuriero maverick su cui è stata basata, a torto o a ragione l&#8217;intera mitologia del west.</p>
<p>Quindi dove vedrai un cappello stetson, un paio di stivali e un mazzo di carte da poker, vedrai una storia degna di essere raccontata.</p>
<p>Se non vi fidate di me rivedete California Poker di Rober Altman per meglio capire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><i>Get lucky fellas!</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/la-cultura-americana-vista-attraverso-il-tavolo-da-poker-il-whisky-e-le-donne/">La cultura americana vista attraverso il tavolo da poker, il whisky e le donne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/la-cultura-americana-vista-attraverso-il-tavolo-da-poker-il-whisky-e-le-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La fredda lama di Goemon (Campagnano State Of Mind)</title>
		<link>https://www.2bepop.it/la-fredda-lama-di-goemon-campagnano-state-of-mind/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/la-fredda-lama-di-goemon-campagnano-state-of-mind/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2013 16:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[dario greco]]></category>
		<category><![CDATA[le origini del male]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1918</guid>
		<description><![CDATA[<p> “Il topo diventò l&#8217;unità monetaria&#8221; (Zbignew Herbert)  Dici Cosenza e pensi ad una città. Sette Colli. Sette fiumi ...<a href="https://www.2bepop.it/la-fredda-lama-di-goemon-campagnano-state-of-mind/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/la-fredda-lama-di-goemon-campagnano-state-of-mind/">La fredda lama di Goemon (Campagnano State Of Mind)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1919" alt="campagnano" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/10/campagnano.jpg" width="960" height="721" /> “Il topo diventò l&#8217;unità monetaria&#8221; (Zbignew Herbert)<span id="more-1918"></span></p>
<p> Dici Cosenza e pensi ad una città. Sette Colli. Sette fiumi e sette meraviglie. Io a Cosenza ci sono nato, però non c&#8217;ho mai veramente vissuto. C&#8217;ho studiato, o meglio, ho fatto finta. Diciamo.</p>
<p>Sono cresciuto Altrove. Un posto che voi non conoscete, se non per nome. Un posto che ha il nome di una rosa, più o meno. Da piccolo i miei amici volevano diventare naziskin. Io no. Non sapevo nemmeno cosa volesse dire. Da piccolo volevo giocare a pallone, come tanti.</p>
<p>Cosenza per me è un ricordo, un panzerotto a via Rivocati. E poi? Andavamo a fare compere con la mia famiglia a Cosenza. Il sabato pomeriggio. E un sabato pomeriggio mio padre mi portò da Yankee. Una delle migliori tavole calde della città. All&#8217;epoca.</p>
<p>Oggi pomeriggio mi sono fatto un giro, tra le traverse di una zona che conosco bene. Una zona di architettura fascista. Era un bel posto quello. Bei panini, belle riviste, belle partire a pallone. Nessuno che io ricordi ha mai celebrato gli anni delle scuole medie, mi domando il motivo. Sarà una questione di cabala? Sarà il sistema metrico decimale?</p>
<p>Erano i primi anni novanta e Cosenza, come diceva Thomas Mann in un racconto, sfolgorava. C&#8217;erano pochi writers e quasi nessun graffito. Però le scritte me le ricordo tutte. E una di più diceva<b><i>: Intifada fino alla vittoria!</i></b> A dodici anni ti resta impressa una frase così. Nessuno dalle mie parti parlava dell&#8217;intifada, e nemmeno di Bob Marley se per questo.</p>
<p>L&#8217;unico argomento universale era il calcio. Le uniche squadre erano Milan e Juventus. E naturalmente il Cosenza! Marulla, Urban e Padovano.</p>
<p>Campagnano state of mind. Tarsia uscita autostradale. Mancuso &amp; Ferro. Sì!</p>
<p>E poi una domenica mattina, alla fiera di Montalto, mio padre mi comprò la fascetta di Bob Marley. Anni dopo, venne aperta una Conad a Taverna, e i ricordi di giovani provinciali di belle speranze, come ero stato io, mutarono per sempre, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p align="right">Dario Greco</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/la-fredda-lama-di-goemon-campagnano-state-of-mind/">La fredda lama di Goemon (Campagnano State Of Mind)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/la-fredda-lama-di-goemon-campagnano-state-of-mind/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le citazioni errate nei social network</title>
		<link>https://www.2bepop.it/le-citazioni-errate-nei-social-network/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/le-citazioni-errate-nei-social-network/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 14:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[dario greco]]></category>
		<category><![CDATA[le origini del male]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1862</guid>
		<description><![CDATA[<p>Leggendo con attenzione questo articolo: http://giovannacosenza.wordpress.com/2013/08/19/la-mania-di-fotografare-i-dettagli-piedi-mani-tatuaggi-pizze/ Mi sono soffermato un attimo a riflettere sul significato che ha assunto ...<a href="https://www.2bepop.it/le-citazioni-errate-nei-social-network/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/le-citazioni-errate-nei-social-network/">Le citazioni errate nei social network</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1863" alt="citazioni" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/09/citazioni.jpg" width="550" height="700" />Leggendo con attenzione<span id="more-1862"></span> questo articolo:</p>
<p>http://giovannacosenza.wordpress.com/2013/08/19/la-mania-di-fotografare-i-dettagli-piedi-mani-tatuaggi-pizze/</p>
<p>Mi sono soffermato un attimo a riflettere sul significato che ha assunto la tecnologia digitale nel nostro vivere odierno.</p>
<p>Mi è quindi  sorto un atroce dubbio ancestrale : siamo sicuri che la tecnologia digitale non sia più nociva per la nostra mente rispetto a quella analogica?</p>
<p>Perché vogliono farci pensare che non è così?</p>
<p>Chi c&#8217;è dietro questa volontà di modernità e di tecnologia?</p>
<p>Le industrie dell&#8217;intrattenimento di massa? <b>Fabio Fazio</b>? <b>James Cameron</b>? <b>David Cameron</b>? Il ministro Calderoli? La mamma del ministro Calderoli?</p>
<p>Forse perdendo l&#8217;unicità e l&#8217;irripetibilità dello scatto &#8220;singolo&#8221; stiamo perdendo anche la nostra</p>
<p>vera identità, oltre che la nostra &#8220;natura estemporanea e casuale&#8221;. Come diceva De Niro nel Cacciatore è la teoria del colpo singolo. Tu devi contare su un colpo solo, hai soltanto un colpo,</p>
<p>il cervo non ha il fucile, deve essere preso con un colpo solo. Altrimenti non è leale.</p>
<p>Vale per il &#8220;vero&#8221; cacciatore, così come per il vero fotografo, desumo. Anche in vacanza, anche d&#8217;estate. Chi guarderà quelle centinaia e centinaia di foto brutte, uguali e prive di significato?  Che senso ha la ripetizione infinita e seriale? La vita nasce e muore da un colpo singolo, così come l&#8217;arte, e come i nostri ricordi. La memoria liquida non deve duplicarsi, perché nella nostra mente non esiste una carta copiativa né una cartuccia per fotocopie.</p>
<p>Le immagini si fissano nella mente e restano indelebili solo quando sono uniche, dinamiche e irripetibili.</p>
<p>Tutto il resto è Instagram.</p>
<p align="right">(Peppario feat Jerry Polemica)</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/le-citazioni-errate-nei-social-network/">Le citazioni errate nei social network</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/le-citazioni-errate-nei-social-network/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uomo che importò la Heineken a Marri (Lo zio della birra)</title>
		<link>https://www.2bepop.it/luomo-che-importo-la-heineken-a-marri-lo-zio-della-birra/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/luomo-che-importo-la-heineken-a-marri-lo-zio-della-birra/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2013 18:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[dario greco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1741</guid>
		<description><![CDATA[<p>Adesso sedetevi e ascoltate. Vi rubo solo pochi minuti. Perciò a breve potrete tornare ai vostri soliti status ...<a href="https://www.2bepop.it/luomo-che-importo-la-heineken-a-marri-lo-zio-della-birra/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/luomo-che-importo-la-heineken-a-marri-lo-zio-della-birra/">L&#8217;uomo che importò la Heineken a Marri (Lo zio della birra)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1742" alt="zio birra" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/07/zio-birra.jpg" width="881" height="960" />Adesso sedetevi e ascoltate. Vi rubo solo pochi minuti. Perciò a breve potrete tornare ai vostri soliti status da depressi e vanesi del monitor<span id="more-1741"></span>.</p>
<p>Io voglio raccontarvi una piccola storia, sperduta tra i barbagli di una provincia sonnacchiosa che tutto inghiotte, comprime e rielabora per metabolizzare a proprio uso e consumo.</p>
<p>Vi racconterò di un uomo, non dirò un eroe, perché che cos&#8217;è poi un eroe? ma a volte, se ne sarete degni, vi ritroverete faccia a faccia con un uomo che è la persona giusta nel posto giusto, ma al momento sbagliato.</p>
<p>E questo è mio zio. Lo scorcio è la provincia cosentina metà anni ottanta. Dove vi assicuro che, tranne per qualche musicassetta dei <b>Pet Shop Boys</b> in meno, è tutto pressoché uguale a prima.</p>
<p>Parola di Maurizio Seimandi.</p>
<p>Mio zio, un barista simpatico, tipo curioso e cordiale, scazzato e nonsense, uno di quelli che ascolta le canzoni in radio e che segue poco il calcio, un po&#8217; di più la politica, forse.</p>
<p>Però prima di tutto egli è fondamentalmente un commerciante, uno di quelli con lo sguardo lungo, e che vorrebbe imporre il suo gusto al di sopra di una clientela che non ha un buon gusto.</p>
<p>Un giorno, così <b><i>&#8220;pì cangià&#8221;</i></b>, decise di cambiare la marca di birra, nel suo bar.</p>
<p>Non solo. Non contento di una così repentina rivoluzione copernicana, quest&#8217; uomo dotato di un baffo serio, decise di iscrivere il suo nome nell&#8217;albo d&#8217;oro dei ribelli con una causa oltre che con una bolla di accompagnamento.</p>
<p>In provincia, negli anni ottanta, si viveva di mode passeggere e di slanci vitali umorali. E io, giovane <i>hipster</i> minorenne li osservavo con occhi vivaci e voraci, quegli slanci!</p>
<p>Era il tempo in cui se non sapevi giocare a biliardo eri soltanto un altro fesso con un&#8217;opinione. Era il tempo in cui il baracchino era l&#8217;unico social network possibile e al quale tutti potevano accedere. Fermoposta escluso. Era il tempo in cui la Juventus vinceva la sua prima Coppa dei Campioni. E io mi ricordo un gelato con lo stesso nome. Era della Motta, se non erro.</p>
<p>In tv c&#8217;era Bonolis a guidare BIM BUM BAM e mio zio, col suo intuito straordinario si impose con la sua trovata di stile e gusto: fu lui il primo a portare l&#8217;Heineken alla spina a Marri. Come pensate potesse reagire il cliente medio del suo esercizio commerciale, abituato com&#8217;era a ingollare Peroni o Raffo?</p>
<p>Fu uno shock. PER TUTTI!</p>
<p>Per me fu come assistere alla rivoluzione del punk rock, e pensavo a mio zio come ad un&#8217;icona della controcultura, la versione arbereshe di sua maestà <b>Iggy Pop</b>, l&#8217;iguana del luppolo, l&#8217;āyatollāh del malto d’orzo.</p>
<p>Vedete, per molte rock star l&#8217;avvento di <b>Elvis Presley</b> all&#8217;Ed Sullivan Show rappresentò la molla propulsiva per dedicarsi ad imbracciare una chitarra e a formare una rock band, ma per me, infante dagli occhi gonfi e sensibili ad ogni novità disponibile su piazza, l&#8217;odore di quei fusti di Heineken segnerà in maniera indelebile il passaggio dall&#8217;incoscienza alla consapevolezza che niente sarebbe più stato uguale a prima.</p>
<p>TENETEVI LE VOSTRE PERONI, E TENETEVI ANCHE LA VOSTRA OPINIONE: IO SONO E SARO&#8217; SEMPRE UN UOMO HEINEKEN!!!</p>
<p>&#8220;It&#8217;s a town full of losers and I&#8217;m pulling out of here to win.&#8221;Assolo di sax, dissolvenza&#8230; una Ritmo scarburata che romba in lontananza&#8230; FINE&#8230;</p>
<p>L&#8217;uomo che importò la Heineken a Marri (Lo zio della birra)</p>
<p align="right">Dario Greco</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/luomo-che-importo-la-heineken-a-marri-lo-zio-della-birra/">L&#8217;uomo che importò la Heineken a Marri (Lo zio della birra)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/luomo-che-importo-la-heineken-a-marri-lo-zio-della-birra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le cuffie sotto la pelle</title>
		<link>https://www.2bepop.it/le-cuffie-sotto-la-pelle/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/le-cuffie-sotto-la-pelle/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2013 16:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[dario greco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1667</guid>
		<description><![CDATA[<p>Oggi compio 50 anni. Anzi, 51. Sono corso in una pasticceria per farmi compatire. Loro si sono offesi, ...<a href="https://www.2bepop.it/le-cuffie-sotto-la-pelle/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/le-cuffie-sotto-la-pelle/">Le cuffie sotto la pelle</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i><img class="alignnone size-full wp-image-1668" alt="le cuffie sotto la pelle" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/07/le-cuffie-sotto-la-pelle.jpg" width="960" height="407" />Oggi compio 50 anni. Anzi, 51. Sono corso in una pasticceria per farmi compatire. Loro si sono offesi, hanno chiamato il titolare che viene qui da Roma. Alla fine della fiera siamo andati d’accordo così: “Io non disturbo più l’attività del negozio e loro mi fanno pagare la torta allo zabaione un euro meno invece che 85 euro<span id="more-1667"></span>. </i>(Maurizio Milani)</p>
<p>Qualcuno più bravo di me diceva che &#8220;sarebbe più semplice non cominciare. Ma sono obbligato ad iniziare. Vale a dire che sono obbligato a continuare&#8221; vale per tutti, o comunque per tanti, oggi. La primavera passa troppo in fretta e senza nessun significativo cambiamento dopo aver passato i trent&#8217;anni. La primavera ha perso la sua spinta propulsiva di rinnovamento. Ve lo dice uno che qualche estate l&#8217;ha trascorsa. Una vita al massimo o qualcosa del genere, alla ricerca di tutti quei Toseroni perduti.</p>
<p>Sul cuscino stamattina ho trovato un capello bianco. In testa ne ho altri tredici, così pare, così è. E&#8217; il tempo che possiede le nostre vite, non noi. I nuovi campi di cotone sono i call center. Le nuove catene non sono fatte di metallo, ma di plastica. Ce le mettiamo in testa con la convinzione di poter scegliere. La nostra unica libertà è la commessa che andremo a lavorare. Credo.</p>
<p>&#8220;Buon giorno! La contatto da Edison, in merito alle riduzioni di prezzo sull&#8217;energia e il gas.&#8221; Qui non abbiamo il gas, abbiamo il bombolone, quello alla crema! Io ho sempre odiato il bombolone alla crema. Sono uno da marmellata, più che altro.</p>
<p>Desidera qualcosa? Sì, se non è troppo tardi gradirei una compressa di cianuro. Non si preoccupi, ho la ricetta. In un mondo che funziona all&#8217;incontrario è la nave che fa scendere i topi, non viceversa. Essere dipendenti provoca dipendenza: dipendenza da mancata <i>indipendenza</i>.</p>
<p>Finché c&#8217;è briefing c&#8217;è speranza. Nuvole in viaggio. Se vuoi farti bene la barba devi essere disposto a versare un po&#8217; di sangue. E&#8217; sempre stato così. Chi porta la barba ha qualcosa da nascondere, si dice.</p>
<p>Paesaggio lacustre commistionato e riconvertito a zona industriale posticcia. Massa di uomini, di pensieri, di speranze male assortite e male enunciate. Commistione di accenti e di consonanti fuori posto. Idiosincratici orizzonti. Solstizi di una stagione mai iniziata.</p>
<p>Paradossi temporali e temporali improvvisi ed improvvisati. Sarabanda di voci che starnazzano un solo belato… Il distributore automatico per cibi e bevande è mio alleato in questa rincorsa verso la consapevole decadenza o l&#8217;assenza di un vero obiettivo primario e primitivo. Non è semplice paranoia o dipendenza, è asettico stupore, è mancanza di fede, di focalizzare i propri risultati, di raggiungere una méta, una consapevole e ineluttabile ripetizione di riti, di sistemi e frasi, che portano alla decostruzione della memoria, della conoscenza e dell&#8217;umanità.</p>
<p>E&#8217; un sistema operativo che non si può craccare, che non possiamo duplicare. Easy Cim. Centro di igiene mentale con accesso facilitato. Puoi comodamente restare a casa. Tanto chiamiamo noi. Ho perso il tocco con i clienti, e non solo quello. Ho perso le parole e non solo per dare <i>bidoni</i>. Sono io stesso un cassonetto differenziato di rifiuti neurali, una <b>Memoria Liquida</b> che aggrega frasi di film, immagini, storie, le rielabora, ma ne perde il significato in questo <i>pastiche</i> di illusione e disperazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ la fabbrica del contatto. Asettica realtà. Simulata aspirazione. Simulate entusiasmo!</p>
<p>&#8230;L&#8217;incanto è una vittima illustre del processo evolutivo conseguente all&#8217;assunzione della posizione eretta, o di un contratto a tempo determinato&#8230; E intanto mentre fuori infuria una battaglia a metà tra il virtuale e il reale e fioccano pallottole in questa fresca notte mediterranea; nei call center outbound i team leader se la cantano e se la suonano manco fosse un neverending dj set dell&#8217;anima.</p>
<p>&#8220;Quando la tigre deve convivere con le scimmie diventa un gatto.&#8221;</p>
<p><i>&#8220;Come uomo sono sempre stato appassionato di cosmonautica. Come viaggi spaziali si sta già progettando di andare su Alfa Centauri, la stella a noi più vicina. Anzi, su Proxima Centauri. Sono cinque anni luce di distanza all’andata e otto anni luce al ritorno. Non ho mai capito perché, forse per motivi fiscali. Comunque siamo vicini a inventare un metodo che permetterà di andare 500 volte la velocità della luce. Però poi mi chiedo: ma cosa andiamo a fare su Alfa Centauri?&#8221; </i>(Maurizio Milani)</p>
<p style="text-align: right;">Dario Greco</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/le-cuffie-sotto-la-pelle/">Le cuffie sotto la pelle</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/le-cuffie-sotto-la-pelle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I fantasmi del sabato sera (Non mischiare mai la Tequila con la Vodka!)</title>
		<link>https://www.2bepop.it/i-fantasmi-del-sabato-sera-non-mischiare-mai-la-tequila-con-la-vodka/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/i-fantasmi-del-sabato-sera-non-mischiare-mai-la-tequila-con-la-vodka/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 10:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[dario greco]]></category>
		<category><![CDATA[le origini del male]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1557</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ostinarsi ad uscire il sabato sera è po&#8217; come essere Julian Ross, lo sai che uscendo dagli spogliatoi ...<a href="https://www.2bepop.it/i-fantasmi-del-sabato-sera-non-mischiare-mai-la-tequila-con-la-vodka/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/i-fantasmi-del-sabato-sera-non-mischiare-mai-la-tequila-con-la-vodka/">I fantasmi del sabato sera (Non mischiare mai la Tequila con la Vodka!)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i><img class="alignnone size-full wp-image-1558" alt="sabato sera" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/06/sabato-sera.jpg" width="960" height="645" />Ostinarsi ad uscire il sabato sera è po&#8217; come essere Julian Ross, lo sai che uscendo dagli spogliatoi per entrare in campo ad aspettarti c&#8217;è la morte<span id="more-1557"></span>.</i> (G. Gallo)</p>
<p><i>&#8220;Il problema dei giovani d&#8217;oggi è che non sempre riescono bene a coniugare l&#8217;utile con il divertevole&#8221;</i> (A. Massimo)</p>
<p>Se non hai trascorso un sabato sera a Campobasso, Catanzaro, Riva Ligure o Caltanissetta, puoi tranquillamente dire di non aver mai trascorso un vero sabato sera italiano. Per dirla un po&#8217; alla Peter Bogdanovich.</p>
<p>La vera Italia, infatti, per chi non lo sapesse, non è rappresentata da Roma, Milano, Torino o Napoli, la vera Italia è Ascoli Piceno, Avellino, Domodossola (che non è un luogo inventato per giocare a nomi/cose/città).</p>
<p>Fatevelo dire da uno che a diciassette anni, viveva esclusivamente in funzione dell&#8217;uscita del sabato sera. Chi vi parla è lo stesso sbarbatello che non sapeva un cazzo di come si imbarca un sabato sera e che mai si è divertito e l&#8217;ha vissuto fino in fondo. Sono passati quasi dieci anni da quando penso al fatto che il sabato sera è un usanza superata e che sarebbe giusto realizzare un documentario sui relitti del sabato sera, come testamento per i posteri.</p>
<p><i>Forse sto solo cercando il cuore del sabato sera, qui a Santa Maria del Cedro, sulla riviera tirrenica.</i></p>
<p>Vi faccio una domanda, alla quale tenterò di rispondere prima io. Per quale motivo, nel 2013, alla veneranda età di uno che non possiede neanche una veranda, dovrei preoccuparmi di come andrà a finire l&#8217;ennesimo sabato sera?</p>
<p>Il sabato sera per quanto mi riguarda se lo sono inventato John Travolta, Max Pezzali o se siete più radical chic, Tom Waits.</p>
<p>Di fatto il sabato sera non esiste! E&#8217; solo un tempo morto tra il venerdì lavorativo e fattivo e la domenica delle salme caramellate!</p>
<p>Gli Afterhours dicevano che i milanesi ammazzano il sabato… è possibile, ma invece che mi dite dei casertani? O dei brindisini? (&#8220;<i>Ah, a proposito, ragà fatevi un bel brindisi ogni tanto!</i>&#8220;)</p>
<p>La notte è un dirigibile, ma qualsiasi senso abbia… chi lo sa! va bene, ho sbagliato citazione! Pazienza, Andrè&#8230;</p>
<p>Il sabato sera è un concetto che non appartiene più a questa generazione, ma continuano a propinarcelo, un po&#8217; come Sanremo o come il varietà di Rai Uno, non interessa a nessuno, però ce lo propongono lo stesso!</p>
<p>Che poi, a volervela dire tutta, io un posto segreto per il mio sabato sera ce l’avrei anche, però adesso non so se voglio condividerlo con voi, ma sappiate che esiste un luogo, dalle nostre parti, vicino alla foce del fiume Lao, lì dove il mare si mescola con il fiume, con la testa sul mare e il corpo in riposo, che descrive lontano una curva sopra una vasta regione e la coda perduta nella profondità dell’interno… lì c&#8217;è il posto dove è dolce trascorrere un sabato sera romantico. Dove voglio essere adesso, nudo e casto, anzi… Cast Away!</p>
<p>Insomma, per me il sabato sera è una cosa d&#8217;altri tempi, un po&#8217; come le atmosfere delle canzoni di Paolo Conte, del tipo: <i>“era una canzone che diceva e non diceva, l&#8217;orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato</i><i>&#8220;</i></p>
<p>E se ve lo dice uno che ha sempre adorato i Drifters, potete fidarvi! Vi chiedete ora se potete fidarvi? Vi rispondo che… dovreste!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Citazioni, ispirazioni ed elementi di disturbo:</p>
<p>Apocalypse Now</p>
<p>The Last Picture Show</p>
<p>The Heart Of Saturday Night</p>
<p>Boogie</p>
<p>I milanesi ammazzano il sabato</p>
<p align="right">Dario Greco &amp; Friends</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/i-fantasmi-del-sabato-sera-non-mischiare-mai-la-tequila-con-la-vodka/">I fantasmi del sabato sera (Non mischiare mai la Tequila con la Vodka!)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/i-fantasmi-del-sabato-sera-non-mischiare-mai-la-tequila-con-la-vodka/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Grosso guaio a Verbicaro</title>
		<link>https://www.2bepop.it/grosso-guaio-a-verbicaro/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/grosso-guaio-a-verbicaro/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 18:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[dario greco]]></category>
		<category><![CDATA[le origini del male]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1509</guid>
		<description><![CDATA[<p>Change your coffee, change your life. &#8220;Credo che per abbattere la Carrà ci vorrebbe una pallottola d&#8217;argento!&#8221; (cit.) ...<a href="https://www.2bepop.it/grosso-guaio-a-verbicaro/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/grosso-guaio-a-verbicaro/">Grosso guaio a Verbicaro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1510" alt="grosso guaio a verbicaro" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/05/grosso-guaio-a-verbicaro.jpg" width="960" height="645" />Change your coffee, change your life<span id="more-1509"></span>.</p>
<p>&#8220;Credo che per abbattere la Carrà ci vorrebbe una pallottola d&#8217;argento!&#8221; (cit.)</p>
<p>Ieri mi sono addormentato presto. Non mi capitava da quando avevo 13 anni. Peccato che avevo mangiato i peperoni ripieni.</p>
<p>Dopo i 40 anni i peperoni ripieni, alla sera, sono come l&#8217;uranio impoverito. Letali. Ho sognato. Cose che voi umani non potete immagine &amp; cose che un calabrese di provincia non può immaginare. Neppure oggi. Neppure dopo questi fatti recenti. Mi trovavo a Orsomarso. A bordo di un autoarticolato assieme a Giuvanni Burtone, nativo di Mandatoriccio e omonimo del Burtone politico, ma diversa estrazione sociale e tempra psico-fisica.</p>
<p>Giuvanni è il più grande radioamatore che io abbia conosciuto. Il suo CB è Falco69. Non chiedetemi cosa voglia simboleggiare, non ne ho la più pallida idea. Era una notte, buia e tempestosa di maggio, ma ad esser sinceri poteva anche essere pomeriggio presto. Eravamo al sesto caffè al ginseng, perché dovete sapere che Giuvanni è un <i>salutista di ferro</i> e beve solo bibite al ginseng.</p>
<p>Dunque. Era sicuramente pomeriggio, di quelli oscuri, forse anche notte. Io facevo da secondo a Giuvanni Burtone, un asso dell&#8217;autoarticolato come pochi. Sulle strade impervie di Mayerà saliamo, nelle gole di Grisolia il mezzo pesante si muove. Sento scricchiolare quasi il terreno. e mi sento come se stessi bussando alle porte di una magione.</p>
<p>Dovete sapere poi che Giuvanni è un esperto di musica popolare folk e che è convinto di avere una bella voce. Trasmettono alla radio tarantelle da almeno 40 minuti. Sempre lo stesso giro armonico. Tiri-tiri-tiri-tiri tara-tara, tara ereditaria.</p>
<p>Sono stanco, ho sonno e mi sento una pesantezza di stomaco che mi ci vorrebbe una carriola di malox per riprendermi. E Giuvanni se non l&#8217;ho già detto è un asso del volante, specialmente in curva. Ci fermiamo per una pausa ristoro in una piccola cantina, nei pressi di Verbicaro.</p>
<p>Io vado in bagno a sciacquarmi un attimo. Giuvanni ordina per tutti e due. Per lui un caffè al ginseng, per me un quartino  di vino. “Bravo Giuvanni, ‘n amico!”</p>
<p>Entrano cinque orientali con le loro giacchette da damerini in gran tiro. E mi scambiano per un loro amico. Iniziano a parlare una strana lingua che non comprendo. Probabilmente mandarino o</p>
<p>forse è solo tarocco. Io senza rendermi conto rispondo nello stesso linguaggio, ma loro sono contrariati. Tirano fuori dei<em>nunchaku</em>.</p>
<p>Ma che clacson succede?</p>
<p>Giuvanni, uomo d&#8217;azione e ormai dopato di caffè al ginseng, lesto come una faina nel pollaio, prende un palo di scopa e inizia a farlo roteare vorticosamente sopra la sua testa pelata. Fa una strana piroetta e per poco non si da una bastonata sul muso. Non so se ridere o se farmela sotto. Sti <i>ching, </i>che effettivamente sono in quattro<i>,</i> mi sembrano alquanto minacciosi. E mi vedo proiettato in una pellicola oscura e criptica alla Sonny Chiba. E ci tengo a dire che non ho mai visto un&#8217;oscura e criptica pellicola di Sonny Chiba!</p>
<p>Me ne sono successe tante fino a questo punto, ma mai, dico mai, mi ero ritrovato bloccato a Verbicaro, dentro un sogno, in compagnia di un personaggio come Giuvanni Burtone e di quattro manigoldi asiatici!</p>
<p>Domani riso in bianco <i>alla cantonese</i> o pastina… a cena è sempre meglio tenersi leggeri!</p>
<p>E buona serata ai sopravvissuti!</p>
<p><b>(Fine)</b></p>
<p>Nda: Verbicaro &#8211; <i>Vruvëcàrë</i> in calabrese &#8211;  è un piccolo centro della provincia di Cosenza, situato nei pressi della Costa Tirrenica, tra Diamante e Scalea, dove si produce un ottimo vino rosso, e dopo si svolgono delle lunghe e interessanti feste religiose a carattere truculento. La notte del Giovedì Santo, infatti, si ripete l&#8217;antichissimo rito dei Battenti Flagellanti, alcuni uomini penitenti, vestiti in rosso, a piedi nudi e gambe scoperte percuotono i loro arti inferiori con il “<b><i>cardillo</i></b><i>”</i> (un pezzo di sughero sul quale sono infisse 5 acuminate punte di vetro) fino a farli sanguinare.</p>
<p>(Il titolo è un personale tributo al maestro del cinema John Carpenter e ad uno dei suoi film che più ho amato durante la mia infanzia di tamarro calabrese violento.)</p>
<p style="text-align: right;">Dario &#8220;Jack&#8221; Greco</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/grosso-guaio-a-verbicaro/">Grosso guaio a Verbicaro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/grosso-guaio-a-verbicaro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
