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	<title>2bePOP &#187; Michael Caine</title>
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		<title>La Grande Giovinezza</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 08:59:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Sapone]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sorrentino è un regista che della storia e dell’intreccio dei suoi film, quanto meno intesi come narrazione classica ...<a href="https://www.2bepop.it/la-grande-giovinezza/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/la-grande-giovinezza/">La Grande Giovinezza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2382" alt="Paolo Sorrentino" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2015/06/Paolo+Sorrentino+BFI+52+London+Film+Festival+2_2PnkB1F1gl.jpg" width="594" height="361" />Sorrentino è un regista che della storia e dell’intreccio dei suoi film, quanto meno intesi come narrazione classica e diretta, sembra fregarsene altamente da qualche anno a questa parte. È più interessato alla realizzazione di scene potenti ed imponenti, o alla comunicazione del suo pensiero e della sua idea attraverso i dialoghi dei personaggi. Sicuramente gli va riconosciuto il merito di pensare e realizzare cinema in grande e di riuscire ad ottenere sempre il massimo dai suoi attori, nonché di lavorare benissimo con la musica.</p>
<p><span id="more-2381"></span>L’Oscar, al quale di certo non mai aveva pensato, gli ha regalato il grande pubblico e la ribalta mondiale e, di conseguenza, conferito maggiore potere dal quale deriva maggiore responsabilità, proprio come per un super eroe.</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-2384" alt="La Grande Bellezza poster" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2015/06/013-210x300.jpg" width="151" height="216" />Del resto pur essendo imperfetto e ridondante, la Grande Bellezza è un film di enorme impatto e non soltanto visivo. Non sapremo mai se gli americani siano riusciti a cogliere del film tutto ciò che va oltre la bellezza eterna ed immobile di Roma e le suggestioni Felliniane, anche se Sorrentino, ha il difetto di mettere in ogni suo film tanta di quella carne al fuoco da correre il rischio di disorientare anche i sui fan storici e lo spettatore più attento e cinefilo. Non è infatti un caso che in Italia il film abbia diviso anche il pubblico e generato contro Sorrentino un esercito di haters, un po’ come per le rockstar, ed in generale per ogni personaggio pubblico che ottenga  grande polarità.</p>
<p>Il recente Festival di Cannes che vedeva in gara Moretti, Sorrentino e Garrone, ha avuto per  registi italiani gli stessi esiti ed effetti della sconfitta della Juventus in finale di Champions League. Buon risultato ma questa volta neanche la medaglietta di consolazione. Anche per loro, ingiustificata esultanza e soddisfazione degli haters da facebook che hanno lodato il mediocre ma “socialmente impegnato”  vincitore Audard tacciando di presunzione, arroganza e mediocrità Paolo Sorrentino. Per sempre ritenuto colpevole di avere vinto un oscar che secondo loro non meritava.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2393" alt="Youth" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2015/06/Youth_04472_picture-by-Gianni-Fiorito.jpg" width="1000" height="665" />Detto ciò, Youth non sarà un&#8217;opera perfetta, è sicuramente un film minore rispetto a “La grande Bellezza” ma anche più intimo, più doloroso e più personale. Come al solito il regista si interroga su temi importanti. La memoria, il ricordo, la famiglia, la solitudine ed il senso dell’arte e della vita. Compito non poco difficile e ed ambizioso. Non mancano le scene possenti, quelle barocche e visionarie  che ormai si possono definire tranquillamente Sorrentiniane più che Felliniane ma che, non per questo, meno inutili o scontate.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2395" alt="Youth" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2015/06/2015-05-21-1432168308-3553752-Youth_02884_picturebyGianniFioritocopia1-300x205.jpg" width="300" height="205" />Il Film è anche pieno di tantissime  cose e riferimenti ad altro cinema. Potremmo scomodare  Thomas Mann per alcune influenze “letterarie” o addirittura Mèliès per restare nella storia del cinema. Qualche scena mi ha ricordato anche la trilogia di Seidl più che Paul Thomas Anderson o Wes Anderson che ad alcuni dotti fa sempre comodo citare per sentirsi più “sul pezzo”.</p>
<p>In ogni caso, non possono essere le citazioni, gli omaggi o una reclamata mancanza di trama ad inficiare un film come Youth. Sicuramente pretenzioso, così come lo è tutto il cinema di Sorrentino, ma probabilmente suo miglior film. Ben venga la voglia di mettersi in discussione, osare , pensare e rischiare attarversola grandezza e l’eccesso. Discorso quest’ultimo estensibile anche per “il Racconto dei Racconti” di Garrone. Le riflessioni sul cinema, sull’arte e sulla vecchiaia che Sorrentino fa recitare a Jane Fonda , breve e sfatta,  sono intensissime. Giganteggiano per gran parte del film anche Michael Caine e Harvey Keitel, probabilmente alle prese con le migliori parti a loro riservate negli ultimi anni. Non sfigura neanche il giovane Paul Dano.</p>
<p style="text-align: left"><img class="aligncenter size-full wp-image-2388" alt="Youth" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2015/06/youth-giovinezza-recensione-sorrentino-cinema.jpg" width="990" height="465" />Youth non è film di facile fruizione,  per apprezzarlo e restarne coinvolti emotivamente bisogna lasciarsi trasportare dalle scene e dalla sensazioni. Non si può restare indifferenti rispetto al Maradona obeso che palleggia con una pallina da tennis, all’alpinista che rassicura la figlia dal vuoto durante una scalata portandosela in spalla, dalla Venezia semi sommersa dalla acque che terrorizza Michael Caine. Se ciò non dovesse succedervi, se la vostra attenzione dovesse concentrarsi  esclusivamente sull’esile trama, sull’inutilità eccessiva di alcune scene o sulla banalità di qualche dialogo, rischiereste di restare in superficie soffermandovi esclusivamente sulla storia di due vecchi artisti in un albergo svizzero alle prese con tempo che passa e che per loro diminuisce drammaticamente. Che comunque, diciamolo con grande franchezza, già basta ed avanza per piacerci un bel po’.</p>
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		<title>E il tappeto dava un tono all’ambiente (Chiamatemi Alfred!)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 13:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Alfred Pennyworh]]></category>
		<category><![CDATA[Bret Easton]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>“La vita è uno sforzo che sarebbe degno di miglior causa.” (Karl Kraus) Alfred Pennyworth è sempre stato ...<a href="https://www.2bepop.it/e-il-tappeto-dava-un-tono-allambiente-chiamatemi-alfred/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/e-il-tappeto-dava-un-tono-allambiente-chiamatemi-alfred/">E il tappeto dava un tono all’ambiente (Chiamatemi Alfred!)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1445" alt="dario" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/05/dario.jpg" width="716" height="870" />“La vita è uno sforzo che sarebbe degno di miglior causa<span id="more-1444"></span>.” (Karl Kraus)</p>
<p><b>Alfred Pennyworth</b> è sempre stato una vecchia checca isterica per me. Represso, cattivo, eccessivo. Se la prende con un piccolo orfano, testimone oculare di un fatto di sangue efferato. Un personaggio dai connotati gotici, che però nel cinema ha preso le sembianze del mite e beffardo <b>Michael Caine</b>, attore eccelso e dal notevole bagaglio tecnico, adattato ad un ruolo forse non tanto vicino alle sue corde naturali.</p>
<p>Alfred è inglese, come la zuppa inglese e il pasticcio di rognoni, motivo più che sufficiente per immolarlo come martire ad una puntata di Masterchef.</p>
<p>Da giovanissimo il mio sogno era frequentare l&#8217;Accademia dei maggiordomi e diventare una <i>cattivona</i> come <b>Alfred Pennyworth</b>. Per fortuna mio fratello, intorno agli otto anni, mi fece capire con feroce realismo, che il mio era un sogno irrealizzabile, visto che ero un tamarro di San Benedetto Ullano, e quindi un calabrese di provincia come tanti.</p>
<p>Allora iniziai a giocare con scarsissimo successo a calcio, facevo il mio compito, ed ero felice. Però nella mia testa un pensiero si faceva largo, mentre con le mie scarpette da poche migliaia di lire calpestavo campetti polverosi: voglio essere un cinico e beffardo maggiordomo inglese, voglio essere come Alfred, voglio dare filo da torcere a <b>Bruce Wayne</b> e farlo sentire ancora più un orfano disadattato, che per compensazione si traveste da uomo pipistrello e passa le sue serata a prendere a ceffoni manigoldi, gaglioffi e brutti ceffi, lì a Gotham! Il problema è il lignaggio, altroché!</p>
<p style="text-align: center;"><b>                                              &#8211; L’ORA DEL THE -</b></p>
<p><i>“Faccio questo mestiere da una vita, non so nemmeno io per quale ragione. Non c’è uno scopo, non c’è una prospettiva. Il signorino mi piace, gli voglio un gran bene anche se faccio fatica ad esternare. E’ sempre stato così, anche quando ero giovane. Fare il maggiordomo è un po’ come fare il prete: è una missione, è una vocazione, e io sono nato per servire… Il the lo gradisce con o senza latte?” (<b>Tea break is over</b>)</i></p>
<p>Adesso ho 34 anni, ho fatto diversi lavori, ho fatto cose di cui non vado affatto fiero, come sputare nella birra di un amico e leggere i libri di <b>Chuck Palahniuk</b> e di <b>Bret Easton Ellis</b>. Ho ascoltato le peggiori band italiane di musica indie. <i>Ho sguazzato nel pacificismo</i>, prima ancora che nel pop, e ho attraversato mari di menzogne e fiumi di lava e di brodo primordiale. Ho oltrepassato le Alpi, superato le barriere di Ercole e sognato di perdermi nel Mediterraneo, come un Ulisse post moderno, ma l&#8217;unico rimpianto che mi resta è quello di non aver seguito il mio sogno di diventare un maggiordomo come <b>Alfred Pennyworh</b>. Sarebbe stato bello da raccontare ai miei nipoti, molto meglio che assistere al lancio europeo dell&#8217;iPhone, o alla venuta dei netbook in sostituzione dei vetusti laptop con lettore dvd.</p>
<p>E&#8217; la vita&#8230; o forse la (mia) vita di provinciale sardella dentro una boccia di cristallo&#8230; E il tappeto dava veramente un tono all&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align: right;">Dario Greco</p>
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