<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>2bePOP &#187; Primavera Sound</title>
	<atom:link href="https://www.2bepop.it/tag/primavera-sound/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.2bepop.it</link>
	<description>Fucking Lifestyle</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2020 12:10:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.8.39</generator>
	<item>
		<title>Primavera in ritardo</title>
		<link>https://www.2bepop.it/primavera-in-ritardo/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/primavera-in-ritardo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 15:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera sound 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[stefano cuzzocrea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1561</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il titolo è salvo. La borsa non c’entra. Del resto le spa sono roba da ricchi, continuando a ...<a href="https://www.2bepop.it/primavera-in-ritardo/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/primavera-in-ritardo/">Primavera in ritardo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-1562" alt="primavera in ritardo" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/06/primavera-in-ritardo-1024x682.jpeg" width="1024" height="682" />Il titolo è salvo. La borsa non c’entra. Del resto le spa sono roba da ricchi, continuando a citare gli 80, o da omosessuali e signorine, tornando invece sugli zero in assoluto, e noi sia di revival che di apparenze ne abbiamo fatto indigestione<span id="more-1561"></span>. Il titolo è salvo perché pensato settimane fa originariamente per raccontare il gran finale del Primavera Sound: un seratone all’Apolo con i Deerhunter a tenere svegli i nostri sogni da adolescenti in via di guarigione.</p>
<p>Ho visto il futuro del rock’n’roll è il suo nome è Deerhunter sarebbe stato un ottimo attacco, ma Landau oggi è il braccio destro del Boss dopo avergli salvato la vita, dunque è un’espressione che porta subalternità oltre che denari. Cosa ci importa di più tra le due cose? Ebbene, tornando a Barcellona e a quei suoi palchi c’è da aggiungere che l’Atp ha fatto davvero una brutta fine: messo in angolo a sopportare la sorte che è toccata all’omonimo festival inglese, ovvero la bancarotta o quasi. Due anni fa era lo stage più sapido, forte di un rispecchiare idee nuove sulla direzione artistica, molto più culturali che affaristiche, oltre che a ridurre quasi a zero le distanze tra palco e realtà, in barba alle dissociazioni care a Ligabue. E invece sta finendo tutto tranne la birra.</p>
<p>Cambia la marca, certo, ma sono solo le nostre sbronze a lasciare che questo mondo resti in piedi: Heineken o San Miguel che sia lo sponsor, è una questione di palliativi e sopravvivenza. Andiamo avanti incoscientemente. Ed è ora di svegliarsi. Non solo di Pitchfork e Vice campa l’uomo, il ragazzetto è un’altra cosa, per temporanea fortuna, tant’è che i suoi baffi non sono conditi sale e pepe. Il gusto pieno della vita necessiterebbe però di punti di svolta e invece l’unica cosa veramente di sinistra o progressista, oggi, è la gastrite. “Ho un nodo in gola che è difficile mandare giù”, avrebbe rappato qualcuno, e potrebbe essere un Ovo sodo, ipotizzerebbe Virzì; ed entrambe le cose hanno a che fare con l’esofago, ok, ma anche con la nostalgia.</p>
<p>Continuando ad utilizzare il Primavera come metafora, nel mare di 90 dove abbiamo sguazzato per tre giorni, ci siamo e c’eravamo anche noi. Ma chi vuol fare la fine dei Jesus And Mary Chain? Immobili come mausolei di una tristezza che aspetta la morte, privi anche di quell’audacia in distorsione e della eco che li ha condotti al cospetto del passato ma non del futuro, in giacchette nere da impiegati dalle quali emergono pancioni Heineken o San Miguel come corde legate in vita per tirarli su proprio da quel mare in cui navighiamo tutti. Un amico mi ha detto che non ho capito un cazzo di quel live, eppure lui l’ha visto al pc. Certo, poi mi ha chiesto scusa, dopo aver confrontato il mio report con un’altra manciata di resoconti simili. Già perché di Gigi non frega niente a nessuno, neppure agli amici: loro bussano solo per La cremeria. È quella schiavitù da brand che ha fatto di No Logo un logo. “Niente è gratis, niente è a posto, le insegne luminose attirano gli allocchi”; chi è che mente a chi?</p>
<p>Non mi stancherò mai di ripetere che stiamo costruendo la stessa società clientelare che contestavamo, solo che la nostra è dei miserabili. Sapete che i magazine in ambito musicale più autorevoli e aggiornati non pagano? Che il compenso di un quotidiano nazionale è di circa 24 euro nette ad articolo? L’ho detto. E non lo affermo per risentimento: i soldi sono pezzi di carta e, pur non essendo George Best, li ho spesi quasi tutti in vizi e gli altri li ho sprecati. La dignità è un’altra cosa però. Avete mai letto sulla vostra rivista preferita una recensione della Pausini o di Ramazzotti? Ebbene ci sono loro al numero uno ogni volta che sfornano un album. E se si pensa che il direttore illuminato che ha piazzato Fabri Fibra in copertina ha preso vagonate insulti dai novelli fan degli Stones si potrà comprendere di come sia tutto un controsenso che rifiuta la realtà in cambio di sogni presi in prestito dal trapassato remoto e dalle feste dell’Unità. Ma allora di cosa stiamo parlando? Forse della band che ti manda il disco a casa per fartelo recensire e, dopo dieci recall, ottiene la stroncatura e la ignora con risentimento perché chi scrive non è un musicista? Minchia, ma manda il tuo fottuto album ai professori se il rock deve restare dei conservatori. Tutta sta faccenda non ha senso, o almeno non gliene trovo più molto.</p>
<p>L’unica retribuzione equa è il fatto di avere una grande famiglia ovunque, unita dal vincolo della passione e degli stenti. Ci vogliamo bene, questo è chiaro. Ma lobbysti e hobbysti, mimetizzati in foreste di luppolo, rischiano di lacerare anche questi vincoli carnali per cibarsene, ingordi come sono, viziati come sono, abituati come sono, privilegiati come sono, opportunisti come saranno. E quando rimarranno solo le carcasse, poi, loro saranno altrove, oppure guarderanno La Scena dalla stanza dei bottoni. E noi? Troppo vecchi per resistere alla battaglia o troppo affamati per non cibarci dei brandelli rimasti della famiglia Ugolino, di carne della nostra carne, perché di carne siamo fatti. Non ve ne accorgete di cosa può fare una carezza? Di quanto può corrompere? Non vi accorgete che la vostra playlist, la foto di vostro figlio e l’ultimo articolo che avete scritto ubbidiscono alla stessa logica del rapporto intercorrente tra Vasco, la vanità e Youtube? I don’t like it: pigio un tasto che mi è proibito concepire e resto connesso perché la coerenza è troppa noiosa.</p>
<p>Resto Gigi però, se pure ho il sangue gelato per una primavera che non arriva più. Forse non siamo più abituati alle mezze stagioni che pensavamo non ci fossero più? A dire il vero preferisco l’inverno e l’estate, il nero e il bianco, eppure il cielo è grigio come gli orizzonti di questa adolescenza protratta ad oltranza. Saremo quelli troppo giovani che ora stanno diventando troppo vecchi, questa è la verità. E comunque sarei felice di essermi solo accorto in ritardo di trovarmi in un’eterna primavera. Sperando che non sia, invece, già autunno…</p>
<p align="right">Stefano Cuzzocrea</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/guBijPVD5xI?feature=oembed&#038;wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/primavera-in-ritardo/">Primavera in ritardo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/primavera-in-ritardo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Primavera Sound 2013 (venerdì 24 maggio)</title>
		<link>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-venerdi-24-maggio/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-venerdi-24-maggio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 May 2013 15:44:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiccherie]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[honeybyrds and the birdes]]></category>
		<category><![CDATA[james blake]]></category>
		<category><![CDATA[James Blake Digital Lion]]></category>
		<category><![CDATA[james blake retrograde]]></category>
		<category><![CDATA[Jesus And Mary Chain]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound 2013 programma]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[shellac]]></category>
		<category><![CDATA[stefano cuzzocrea]]></category>
		<category><![CDATA[the knife]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1484</guid>
		<description><![CDATA[<p>Si torna a Roma. No, nessun aereo che conduca verso casa, non ancora. Il secondo giorno al Forum ...<a href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-venerdi-24-maggio/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-venerdi-24-maggio/">Primavera Sound 2013 (venerdì 24 maggio)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1485" style="width: 622px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-1485" alt="foto di Serena Belcastro" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/05/blur.jpg" width="612" height="612" /><p class="wp-caption-text">foto di Serena Belcastro</p></div>
<p>Si torna a Roma. No, nessun aereo che conduca verso casa, non ancora. Il secondo giorno al Forum di Barcellona, però, inizia in compagnia di una band capitolina. Campanilismo? Sempre meglio che cantare forza Italia al Camp Nou<span id="more-1484"></span>. E poi gli Honeybird &amp; The Birdies riassumono bene il momento: dentro hanno l’esterofilia verso gli Usa, la cantante è americana, oltre al variopinto spirito migratorio della patchanka, il funk dei bei tempi, quello del post dolce vita, una spolverata di antagonismo, che musicalmente è figlio dei 90 e oggi va in bici, lungo le vie del Pigneto state of mind, tra eco-sostenibilità,  sbronze a base di vini bio e velleità vegane. Bravi e sintomatici insomma. E poi la lontananza si fa sentire, nel bene e nel male. Tanto che da lì in poi parte la serata nostalgia.</p>
<p>Il venerdì del Primavera è dedicato proprio alla nostalgia. Va da sé che una puntatina al Pitchfork sarebbe fuori tema. Dunque l’itinerario prevede passato e passato, passato in tutte le salse, compresa quella alioli, che da ste parti va per la maggiore. Infatti c’è spazio pure per i fantasmi delle edizioni passate, in questo itinerario a ritroso. Ma procediamo con ordine.</p>
<p>Django Django quindi. I ragazzetti sembrano uomini adesso, a distanza di poco più di un anno dal primo vero disco. Il successo li ha forgiati. Dimagriti e invecchiati, con un cambio di uniforme e alcune nuove teorie sull’elettronica, ecco come sono diventati. Partono morriconiani ovviamente. Eppure anche in questo loro tributo fa capolino l’Uk dei bei bassi. È tutto traslato su costruzioni che si arricchiscono di pulsioni electro. Più coinvolgenti insomma. Peccato per le cosucce che strizzano l’occhio all’house, ma non si può avere tutto dalla vita e la loro sta andando benone. Promossi per vigore e astaticità, questo è chiaro, eppure ci mancano già i loro timidi esordi. Ma non ci si siede sugli allori, ed è un bene, anche perché sono ancora le prime foglie. La pianta deve crescere.</p>
<p>Il tronco degli Shellac, invece, è secolare. Il power trio è sempreverde. E che gli si può obiettare? Potenza asciutta e coriacea di un rock che non muore mai. Basilari come basso, chitarra, batteria. Imprescindibili. Il futuro è lontano, ma la linea della aion è un presente al cubo, questo è una certezza.</p>
<p>I Jesus And Mary Chain arrivano subito dopo, sul palco più vicino. Attesissimi. Invecchiatissimi. Validissimi. Ma non superlativi. I volumi catastrofici sono lontani anni luce e le giacchette nere ormai d’ordinanza fanno intuire che di tempo ne è passato tanto, forse troppo. L’emozione è molta e non la guasta neppure il constatare che qualcuno della line-up sia diventato davvero molto simile a Toni Cacone: nessuno osa ridere di loro. Ci si aspettava più trasporto sia dagli ampli che dalla platea, diciamola tutta. Tant’è che il timore di trovarsi improvvisamente di nuovo nel 93, con brufoli sul viso, nu spinello in bocca e na mano dentro a’ sacca, per dirla con Pino, è talmente forte da rischiare il posto in prima fila per i Blur pur di tornare in questo millennio.</p>
<p>Direzione James Blake. Wow. Eppure ci piacerebbe essere detrattori, visto che nel 93 eravamo già maggiorenni e con questa gioventù che slinguazza sulle note di Limit to your love non abbiamo nulla in comune se non qualche amicizia su Facebook, ma il terzetto si riconferma una bomba. Certo, la nostalgia c’è sempre: al Primavera di due anni fa James e i suoi due amichetti avevano amplificato una lotta dura contro le sequenze e oggi stanno cedendo. C’è da dire però che i ritmi sono decisamente più spinti, almeno lungo la linea dei bassi: il mondo trema e sono scosse telluriche che fanno ben sperare. Destabilizzare è la parola d’ordine. Se poi si riesce, come in questo caso, a coniugarla con tre lettere facili facili come quelle della parola pop, allora è il paradiso dei paradossi. Almeno per chi come il sottoscritto ha cliccato mi piace sulla fan page degli ossimori.</p>
<p>Che oggi si appartenga ai giovani o ai non più giovani è un dubbio che rimane. E i  Blur non fanno altro che elevare a potenza il dilemma. Una folla di ragazzine canta a squarciagola tutte le canzoni. Sono signorinelle ancora a prova di cellulite, o almeno sembra così, in più hanno un’ottima memoria per i testi, forse perché li hanno scritti sul diario per sentirli veri. Qualcuna di queste fan è smemorata e lo chiama dildo invece che Damon, ma capita anche nelle migliori famiglie. Di sicuro la band di Albarn ha classe: apre con Boys And Girls, contravvenendo a regole tacite di hit a fine scaletta e favorendo un saltare che porta i beati ultimi, se non nel regno dei cieli, almeno sotto palco, compreso il sottoscritto. L’inizio è scalmanato e il resto diventa intimo. Ogni ritornello suona come quello di Nostalgia canaglia, giusto un tantino più brit. E tutto ciò vale più di un bis: un secondo tempo in piena regola che finisce, joystick in mano, al ritmo della Fifa degli anni 90.</p>
<p>Come tornare nel nostro tempo? Anche se fosse il loro, forse, ci piace, comunque, di più. Certo, l’atteso live dei Knife non è il massimo. Loro non ci sono quasi. L’enorme palco è pieno di ballerini, glitter e lustrini. Una saggio collega ne parla con entusiasmo e meraviglia e uno degli organizzatori del festival italiano che più amo parte subito di topic estatico online. Il disco in effetti è tra i più belli del 2012 e tale resterà. Eppure, se devo dirla tutta, magari mi manca questa sensibilità al teatro. Personalmente penso che siano più onesti i Kinfe a non far finta di suonare rispetto alla direzione artistica che, sapendo cosa stesse comprando, ha venduto un ottimo nome in cartellone e poco altro. E finalmente, dopo, anni, ecco la prima pecca del Primavera. Era pure ora, diamine (2beContinued…)</p>
<p align="right">Stefano Cuzzocrea</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-venerdi-24-maggio/">Primavera Sound 2013 (venerdì 24 maggio)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-venerdi-24-maggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Primavera Sound 2013 (sabato 25 maggio)</title>
		<link>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-sabato-25-maggio/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-sabato-25-maggio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 May 2013 18:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiccherie]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[camera obsucura]]></category>
		<category><![CDATA[foxhiund]]></category>
		<category><![CDATA[foxound primavera sound]]></category>
		<category><![CDATA[John Talabot]]></category>
		<category><![CDATA[lies]]></category>
		<category><![CDATA[mbv]]></category>
		<category><![CDATA[Mount eerie]]></category>
		<category><![CDATA[My Bloody Valentine]]></category>
		<category><![CDATA[My Bloody Valentine MBV]]></category>
		<category><![CDATA[Neutral Milk Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[nick cave]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound 2013 programma]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera sound 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[stefano cuzzocrea]]></category>
		<category><![CDATA[wu-tang]]></category>
		<category><![CDATA[Wu-Tang Clan 2013]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1490</guid>
		<description><![CDATA[<p>Impressionante. Trovarsi difronte alla distanza che separa il palco del Primavera dallo spazio riservato ai pro e alla ...<a href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-sabato-25-maggio/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-sabato-25-maggio/">Primavera Sound 2013 (sabato 25 maggio)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1491" style="width: 622px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-1491" alt="foto di Serena Belcastro" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/05/dead-can-dance.jpg" width="612" height="612" /><p class="wp-caption-text">foto di Serena Belcastro</p></div>
<p>Impressionante. Trovarsi difronte alla distanza che separa il palco del Primavera dallo spazio riservato ai pro e alla stampa è, alla luce del giorno, estenuante al solo pensiero di doverla percorrere; e pensare che di notte è un tragitto che si compie continuamente e senza sforzi<span id="more-1490"></span>. Sembrerà una banalità, ma la musica lenisce. Altrimenti perché continueremmo a correre chilometri, accumulando le frustrazioni lavorative dovute ad un ambiente, quello del rock, che somiglia ad una guerra tra poveri?</p>
<p>E pensare che, giunti a destinazione, questa aberrante solitudine si risolve in cifre da capogiro: 170.000 presenze al festival nella sola giornata di venerdì, praticamente l’intera città di Cosenza, senza nessun Franco, si spera, viste le omonimie traumatiche che hanno dominato questi luoghi in passato. Ecco, oggi scorderemo il passato, un po’ per non cadere in un’altra serata nostalgia, come quella di ieri, ma soprattutto perché gli organizzatori, sempre in conferenza stampa, guardano al domani: sono ancora le 18 di sabato 25 maggio 2013 ed è già stato annunciato l’haedliner dell’edizione 2014: i Neutral Milk Hotel.</p>
<p>Siamo agli sgoccioli, intanto. L’unica cosa che importa, senza pensare alla fine, è accaparrarsi più show possibili, cercando il nuovo, almeno oggi, buttandoci alle spalle il passato, per quanto possibile. Un occhio di riguardo ai palchi piccoli allora. Gli Hal Flavin non sono affatto male ad esempio. La band lussemburghese ha un sound elegante, con venature wave e cura per l’elettronica, peccato che il palco Adidas abbia un impianto che non ne premia i paladini, succede ogni giorno e ad ogni ora. Eppure, poco più tardi, il fonico che si sono portati da casa i torinesi Foxhound lo fa suonare con una certa mole. Loro ne escono vincenti e non horrors. Quando si dice all’avanguardia con le tecniche.</p>
<p>Tra i due spettacoli emergenti si fa una capatina poco più in là, all’Atp. Mount Eerie ha il potere di ricongiungerci col mondo. Che serafica pacatezza. Tant’è che il leader Phil Elverum riesce a ridere e farci sorridere del disturbante frastuono proveniente dallo stage di fianco, senza proferire parola: gli basta ballicchiarne le note, nel silenzio tra una canzone e un’altra. Adam Green non ce la fa a fare infuriare il suo collega di Washington, che continua imperterrito a sussurrare canzoni, accompagnato dalle sue tre signorine, concedendoci pace, serenità e addirittura poesia. E c’è da ribadire che più che patetici siamo famelici, sia chiaro.</p>
<p>Al Pitchfork, quindi, bisogna passarci per forza: intrappolati nella nostalgia che ha animato il giorno precedente ci siamo persi il live di Solange, che pare essere stato uno dei migliori dell’intera rassegna. Oggi, dunque, si corre lì. Menomale: Melody’s Echo Chamber delizia, sbrana, cattura e intrappola. Il progetto della bella Melody Prochet è davvero wow. Molto meglio degli amatissimi Wild Nothing, almeno live, condividendone i tratti ed elevandoli a quadro. Una delle cose meglio riuscite in assoluto in questa tre giorni in cui ci si perde qualche pezzo per via degli spettacoli spesso in contemporanea. La band le dà una grossa mano, certo. La leader però è degna del posto di comando. Ci si innamora insomma. Tornando giovani per un po’.</p>
<p>Purtroppo la tentazione di non dimenticare le vecchie passioni è un vizio. I Dead Can Dance meritano una corsa verso il Ray Ban stage, eccome se la meritano. Performance da encomio. Eppure pare di essere di fronte ad una festa chill out di un tempo ormai andato. Ci siamo ricascati insomma. Riposiamo le stanche membra e ci lasciamo morire sulle scalinate. L’ascesa verrà. Il mantra di oggi è questo.</p>
<p>Comunque se errare è umano perseverare rischia di essere diabolico. Però sarebbe ancora peggio mancare l’appuntamento con la storia del rap, o almeno della sua golden era. Del resto chi si perderebbe il live del Wu-Tang Clan? Non ci sono proprio tutti, pare manchi il pezzo forte, ma cosa cambia? Vedere la crew al lavoro è come scoprire chi eravamo. Sono invecchiati i ragazzi. Eppure l’energia non gli manca. Si sparano Cream quasi subito e giocano al call and response rubacchiando ai Beatles, restituendo il blues agli afroamericani, un po’ come avrebbe fatto Robin Hood. Il compianto A.D.B. è citato e decantato più volte, segno che anche loro non riescono a lasciarsi nulla alle spalle. RZA, invece, alle spalle si lascia pure la consolle in uno spettacolino da dj vecchia scuola che gestisce con mani, piedi, lingua e maestria. Signori e signore era l’hip hop. Ne restano i cocci, oggi e altrove, che chi lo ha rotto sfrutta. Avremmo mai potuto perderci un’ora e venti di Wu-Tang e giustizia dunque? Gli eroi, oggi, vanno tutelati.</p>
<p>Non a caso, anche da Nick Cave c’è il pienone. E che te lo dico a fare, Sonnie? Altrove i Camera Obscura portano il romanticismo. Belle cose. Tanto amore e qualche speranza in un domani migliore che guarisca il cuore  infranto.</p>
<p>La missione successiva? Non far tardi al live dei Lies. Una bomba. Energia che rischia addirittura di rendere troppo audaci. Ci si guadagna una prima fila per ingordigia e si finisce intrappolati in una performance al fulmicotone e in bassi che stonano come una botta in testa o altrove. Respiriamo l’aria e inspiriamo assaporando Primavera. Eccoli i nuovi eroi, cercavamo proprio gente come loro. L’elettronica e il rock non hanno ancora smesso di proliferare segno che il domani esiste. Non è tempo per essere scettici: è il momento di gioire dell’adrenalina indotta. Missione compiuta.</p>
<p>L’altro lato di questa medaglia al valore è, però, la perdita di udito e coraggio per tentare di toccare con mano i My Bloody Valentine. Ci si accontenta di file meno intime e di un live che va in crescendo. La nostalgia muore e porta i 90 ad essere ancora un decennio da emulare. Altro che disfatte. È la band che più ha saputo consegnare ai ragazzi di oggi i limiti da oltrepassare. Ok, i volumi non sono quelli di un tempo: nessun morto e nessun ferito dunque, ma su <i>Feed Me With Your </i>Kiss e sulla contundente ed agrodolce<i> You Made Me Realize</i> i feedback tornano quelli maestosi, avvolgenti, penetranti dell’immaginario collettivo che lega Kevin Shields all’orizzonte tra realtà concreta e proiezioni oniriche che ci ha fatto continuare a sognare, con o senza amore. Non siamo ancora fottuti, non siamo ancora fottuti, questo è il mantra. Manca poco, troppo poco però. È la fine.</p>
<p>Il resto sono gli Hot Chip che sembrano pronti per l’uno maggio a Piazza San Giovanni, qualche ragazzetta con troppo md in corpo e un festone finale che fa sembrare il dj-set di John Talabot la manna dal cielo e noi dei miscredenti e detrattori ad ogni costo: parlare male della sua selezione del giovedì è da irriconoscenti. Becchiamoci Dj Coco allora. Ci sta bene. Se non si apprezzano gli sforzi non resta che una condanna alla dozzinalità. Oppure, guardando il festival, alle 6 e 30, mezzo pieno come il proverbiale bicchiere, sentiamoci già a casa, eliminando l’effetto jet lag. La triste quotidianità è già (ri)iniziata. Fortuna che gli dei ci proteggono e Apolo prevede un’altra possibilità per noi (2beContinued…)</p>
<p style="text-align: right;">Stefano Cuzzocrea</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-sabato-25-maggio/">Primavera Sound 2013 (sabato 25 maggio)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-sabato-25-maggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Primavera Sound 2013 (giovedì 23 maggio)</title>
		<link>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-giovedi-23-maggio/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-giovedi-23-maggio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 16:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[animal collective]]></category>
		<category><![CDATA[Death Grips]]></category>
		<category><![CDATA[dinosaur jr.]]></category>
		<category><![CDATA[Fucked up]]></category>
		<category><![CDATA[Grizzely Bear]]></category>
		<category><![CDATA[j masics]]></category>
		<category><![CDATA[Phoenix]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound 2013 programma]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[savage]]></category>
		<category><![CDATA[stefano cuzzocrea]]></category>
		<category><![CDATA[Tame Impala]]></category>
		<category><![CDATA[The Postal Service]]></category>
		<category><![CDATA[Wild Nothing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=1476</guid>
		<description><![CDATA[<p>Piove. Roma è sommersa dall’acqua e il volo non può atterrare. L’arrivo è previsto due ore prima ma ...<a href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-giovedi-23-maggio/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-giovedi-23-maggio/">Primavera Sound 2013 (giovedì 23 maggio)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1477" style="width: 622px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-full wp-image-1477" alt="phonenix primavera sound 2013" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/05/phonenix-primavera-sound-2013.jpg" width="612" height="612" /><p class="wp-caption-text">foto di Serena Belcastro</p></div>
<p>Piove. Roma è sommersa dall’acqua e il volo non può atterrare. L’arrivo è previsto due ore prima ma noi italiani siamo abituati a ritardi ben maggiori, soprattutto paragonando i nostri festival con il Primavera sound di Barcellona<span id="more-1476"></span>. Andiamo tutti lì. Tanto che l’aereo sembra una gita scolastica, ci conosciamo tutti o quasi, sebbene siano incontri casuali. L’aneddoto potrebbe sembrare trascurabile ma non lo è affatto: quest’anno lo staff ufficiale è affiancato da un ufficio stampa del Belpaese, Sfera Cubica, è questo la dice lunga sulla notorietà del pluridecennale cartellone dalle nostre parti. Nulla succede per caso: pare che i mangiaspaghetti in Spagna siano la comunità più grande, indigeni a parte, superando per numero finanche i pakistani, quelli che vendono le birre ovunque, per strada. A proposito di luppolo: lo sponsor alcolico numero uno, San Miguel, ha ceduto il posto all’olandese Heineken, segno che la questione trascende più che mai la nazionalità. E a proposito di nazionalità: tra gli italiani in Spagna vengono contati anche molti nati in Sudamerica, Argentina in testa, ecco perché il primato, immeritato come quello delle band nostre band di suonare al festival: quelle in cartellone non sono né rappresentative della scena e né rappresentative della scemenza diffusa in classifica. Restiamo tra color che sono sospesi. Del resto l’importante, tanto, non è la caduta ma l’atterraggio e la speranza è l’ultima a morire.</p>
<p>Ecco, la speranza. Gliela si legge in viso ai Wild Nothing. Hanno le sembianze di bimbi, di bimbi che stanno realizzando un sogno. Hanno gli occhi smarriti di chi non si sente ancora troppo all’altezza. Iniziano con un fare più da maldestri e timidi che da belli e dannati. Eppure ce la fanno: dopo tre pezzi lasciano gli indugi e guardano in faccia la realtà: hanno un tesoro tra le mani e lo intonano con quel fare chill wave tipico del sogno o son desto. Inteneriscono insomma. E in più hanno il buon gusto di intervallare con altri brani il loro Nocturne, che alle 6 del pomeriggio rischiava di essere troppo fuori luogo.</p>
<p>Il luogo della musica invece è questo. Il brutto del Primavera è che spesso i concerti sono in contemporanea gli uni tra gli altri, dunque ci si perde sempre qualcosa. Programma alla mano è bene farsi un itinerario e correre da una parte all’altra. Una sorta di sport per patitissimi.</p>
<p>Cosa ci siamo persi? Molti degli show sui palchi minori e un po’ di quelli del più interessante tra quelli piccoli: il Pitchfork; del resto se Four Tet suona in contemporanea con gli Animal Collective e l’ubiquità è un dono che Babbo Natale ci ha rifiutato anche quest’anno come fare? Da quelle parti, quelle hipster per eccellenza, ci siamo andati giusto per un paio di cosette: le Saveges e i Fucked Up. Le prime sono davvero brave, come le patate più gettonate insomma, ma si parla di tapa e non di topa sia ben chiaro. Certo, le ragazze, se pure suonano benone, pare siano un po’ ferme al 1977, nonostante la giovane età. Hanno un sound a metà tra i Gang Of Four e i Pil, senza nessuna intromissione filo-moderna, anzi con un cantato che a livello fonetico ricorda Patty Smith, la Smith senza ancora la canottiera intrisa del sudore di Springsteen però, comunque lei. Sui Fucked Up un velo pietoso: se la band ricorda una versione sgangherata dei Mogwai, con disaccordi e monotonia a sancirne le distanze, il leader è la parodia dell’hardcore; fa scenette e tenta di far ridere, insomma si sbatte assai e non fa il suo lavoro. Tutte chiacchiere e distintivo, per citare un film già visto troppe volte.</p>
<p>Chi invece non si vede quasi mai live sono i Postal Service. Eccoli i redivivi: ci sono anche loro come promesso. Pop d’autore tirato a lustro per l’occasione con qualche orpello dance. Eleganti, gustosi e lavativi: l’unico che si dà un gran da fare è James Tamborello. Gli altri cantano e basta, se pure ogni tanto si fingono polistrumentisti e fanno scena. Eppure vale la pena seguirli in questa impresa. La prossima volta potrebbe essere l’ultima, non si sa mai.</p>
<p>Si spera invece che non sia mai l’ultima canzone in scaletta al concertone dei Tame Impala. Non tutto il vintage vien per nuocere, anzi. Who, Beatels e Rolling Stones, questi i caposaldi di ciò che li ha ispirati. Giusto tre nomi trascurabili insomma. E per di più i giovanotti si dimostrano all’altezza di questi paragoni esagerati. Straordinari nella normalità del rock. E scusate se è poco.</p>
<p>È ancora poco invece per i Death Grips. Di loro si è già parlato su 2bePOP due giorni fa, ma un festival non è un club e tornano a casa con un risultato effimero. Intanto sul palco principale Grizzly Bear c’è un bagno di folla. Impeccabili lo sono, soporiferi a tratti. E poi il tragitto fino al palco dei Phoneix è lungo e il tempo pochissimo.</p>
<p>Viva la France. Mentre il mondo parla e sparla dei loro parenti Daft Punk la band di Thomas Mars ha sfornato un nuovo album tanto bello quanto trascurato. C’è spazio però anche per le vecchie canzoni nel loro set. Inizia con uno sfondo rosso di passione. Prosegue con più passione ancora. Pop, e che male c’è? Sì, anche perché il rock sembra la loro arte del riarrangiarsi. E c’è pure il tempo per un gran finale: una sorta di stage diving che distoglie l’attenzione dal palco, dove J. Masics suona la chitarra lontano da occhi indiscreti, corso lì dagli amici dopo la performance con i suoi Dionsaur jr. Due gran finali in uno in sostanza.</p>
<p>Un altro gran finale è quello sul main stage. Arrivano gli Animal Collective e la loro scenografia africana. Tribalismi. Dubbetterie. Citazioni dei Clash a livello di outfit. L’unica pecca è che il quartetto, perso in un viaggio personale, concentrato sulla propria evoluzione, perde di vista la platea. Rimedierà con My Girl reinterpretata a metà scaletta, contrariamente al vezzo di non suonarla spesso dal vivo per snobbismo finanche verso se stessi. Benone. Tutto perfetto. Tutto tanto perfetto che ci si aspetta un’intrusione dei Daft Punk sul palco. Ebbene sì: anche qui se ne parla troppo. E comunque non solo non soggiungono i robot lì in Tanzania ma non arriva neanche il bis.</p>
<p>L’unico a bissare è Talabot. Conclude lui la serata ma in dj-set. Ormai abituati a vederlo fare il musicista ci si rimane male, anche perché il prestigioso dj dell’Apollo fa un set degno della migliore serata a L’oasi, sul lungomare di Paola. Del resto tutto il mondo è paese, se pure il Primavera è un mondo a parte. (2be continued…)</p>
<p style="text-align: right;">Stefano Cuzzocrea</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-giovedi-23-maggio/">Primavera Sound 2013 (giovedì 23 maggio)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013-giovedi-23-maggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A conquistare il nostro Primavera dove sorge la beer dell&#8217;avvenir</title>
		<link>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013/</link>
		<comments>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 01:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[2bePOP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Stati di Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Pil]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound 2013 programma]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera Sound Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[San Miguel]]></category>
		<category><![CDATA[stefano cuzzocrea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.2bepop.it/?p=744</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ecco il programma del Primavera Sound 2013. Mi ricordo quella volta che, a quel festival, ho avuto un ...<a href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013/" class="read-more">Continue Reading</a></p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013/">A conquistare il nostro Primavera dove sorge la beer dell&#8217;avvenir</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-745" alt="primavera" src="http://www.2bepop.it/wp-content/uploads/2013/01/primavera.jpg" width="620" height="877" />Ecco il programma del Primavera Sound 2013. Mi ricordo quella volta che<span id="more-744"></span>, a quel festival, ho avuto un attacco di panico. Stava suonando i Pil; gran bel concerto, soprattutto per gente ormai entrata di seconda nella terza età.</p>
<p>Il live era quasi finito. Cazzo, ero da solo: tra 14 palchi e 200.000 persone capita di perdersi gli amici. Ecco, il lato più brutto del Primavera non è la solitudine ma il fatto che mentre stai guardando uno show non te lo gusti perché te ne stai perdendo almeno altri tre ai quali avresti voluto assistere. Uno strazio. Corri sull’ultima nota e vaffanculo al bis perché vuoi arrivare in tempo per non mancare almeno l’ultima ventina di minuti di un altro spettacolo. Roba per aspiranti Mennea. Il posto è grosso. Poi c’è chi vuole sentirsi Ben Johnson e si dopa.</p>
<p>Io no, non ero fatto per niente, non assumo nulla, giusto ettolitri di birra, ma non avevo bevuto quasi per niente. Miracolo. Eppure stavo male. Mi sono messo su una poltrona, in zona chill out, e intanto sbirciavo la performance di Big Boy degli Outkast. Hey ya; capito che momentanea degenza? Altro che sala d’aspetto.</p>
<p>Una tizia belga voleva offrirmi un cannone. Che cogliona. Credo fosse bruttina, oppure mi ero arricchiunito per quanto stessi male. E poi l’ultima volta che ho comprato l’erba per me c’era ancora la lira. Figuriamoci se in quelle condizioni mi sarei fatto fottere dall’euro belga.</p>
<p>Insomma stavo male, cazzo se stavo male. Poi è arrivato Guido, un mio amico che era lì per conto di Vice. Fa il fotografo ed è un matto sensibile. Lui aveva un altro genere di paranoie in quei giorni, storie dovute ad una donna, non belga tra l’altro, quindi figa. Dunque, io, lui e un suo amico skater, che si era mollato da poco con la ragazza e si è spaccato per tutto il festival, siamo andati dal medico: ci sono un po’ di ambulanze dentro la location.</p>
<p>Il dottore mi ha visitato. Quelle cose tipo dici A, metti il braccio così che ti misuro la pressione, domande sulle droghe che avevo ipoteticamente assunto; dottò i Pil, nient’altro di tanto psicotropo. E dunque mi ha detto guardarmi, guardami, un po’ come Giucas Casella, e aveva pure un taglio di capelli simile: in Spagna sono tamarri un po’, simpatici ma talvolta tamarri. E alla fine ha capito tutto, un po’ come quando ho un attacco di panico e ci sono i miei amici storici: avevo un po’ di pensieri di troppo. Tutto qui.</p>
<p>Mi ha consigliato di farmi tre birre e di divertirmi. Minchia, là la birra è acqua santa. Sto Cazzo di San Miguel è un dio della birra. Figurarsi che prima di entrare ai concerti, prima di mostrare il pass all’entrata (o il biglietto per la maggior parte delle persone) ci sono milioni di bengalesi e indiani che vendono lattine gelate a un euro, a volte poco più a volte poco meno. Esci dalla metropolitana e con un paio di monete entri dentro alle arene già allegrotto.</p>
<p>Ebbene, il mio amico, che vive lì a Barcellona da anni e mi ospita sempre quando vado al Prmavera, mi ha spiegato che per tenere le lattine così fresche le lasciano a refrigerarsi nella fogna, sotto i tombini. Uno schifo, perché Barcellona è piena di topi enormi, topi mostruosi disegnati da Gaudì originariamente; sagrate familie di roditori elefantiaci, con tanto di proboscidi inietta germi sulle lattine. E dalle lattine di birra non bevi con la cannuccia, cazzo. Ma prima di sapere questa cose ne avrò ingurgitate almeno una trentina in quei giorni. Eppure non ho avuto nessun malanno.</p>
<p>Anzi il consiglio del medico mi è stato utilissimo: ho ballato fino alle sei del mattino, fino alla fine dei set di Holy Ghost e poi di dj Shadow. Nessun malore. Come se la birra fosse acqua di Luordes o della cucchiarella di San Francesco di Paola (picchì sanfrancisco è pure du mio). Birra santa insomma.</p>
<p>In effetti il Primavera, sia per la musica che per sto San Miguel protettore della birra, è una sorta di santuario. Un’esperienza trascendente.  Chi non ci va non può capire. Chi non c’è mai stato non può parlare di live fino all’anno dopo. Sempre che non perda di nuovo l’occasione di redimersi. Insomma, gente senza religione. Ma soprattutto gente senza birra.</p>
<p style="text-align: right;">Stefano Cuzzocrea</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013/">A conquistare il nostro Primavera dove sorge la beer dell&#8217;avvenir</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.2bepop.it">2bePOP</a>.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.2bepop.it/primavera-sound-2013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
