CoroMoro, le Alpi e l’Africa mai così vicine

di 2bePOP - 19 aprile 2016

Coro Moro

di Sara Dellabella

Cantano “La montanara” in dialetto piemontese, ma sono africani. Da poco più di un anno girano il Piemonte ed il nord Italia e tra circa un mese uscirà il primo cd. Loro sono “CoroMoro”, sette africani richiedenti asilo che grazie all’intuizione di Luca Baraldo e Laura Castelli, oggi sono un vero e proprio fenomeno sociale. Sono decine gli articoli che parlano di loro e quest’estate hanno già molte date fissate per far capire alla gente come i canti tradizionali, abbandonati dai giovani, siano invece capaci di unire chi è anni luce lontano dalle nostre Alpi innevate.

E’ proprio Laura a spiegarci come nasce questo esperimento di integrazione. “Quando io e Luca siamo venuti ad abitare a Ceres, a circa 50 chilometri da Torino, ci siamo scontrati con una comunità piccola e per certi versi chiusa. La sera però andavamo al bar, dove gli uomini al termine della giornata lavorativa si incontrano e dopo qualche bicchiere intonano i canti tradizionali. La nostra integrazione è passata dall’imparare quei canti che ci hanno reso comunità. In fondo, quando siamo arrivati non eravamo poi così diversi dai richiedenti asilo”.

Quando Luca e Laura sono andati a conoscere quei ragazzi africani ospitati al centro d’accoglienza, alcuni sentendoli cantare gli hanno chiesto di imparare quelle melodie. Così è nato CoroMoro. Sette ragazzi giovanissimi provenienti da Senegal, Gambia e Costa d’avorio, Luca, Laura e Flavio, l’unico musicista del gruppo. Cinque di loro hanno ricevuto il riconoscimento di status, uno è fuori dai progetti Sprar ed è attualmente ospite di una famiglia in uno dei paesini della Valle di Lanzo. Solo uno dopo vari dinieghi è irregolare. “La difficoltà – racconta Laura – è proprio questa. Tra pochi mesi molti usciranno dai progetti di accoglienza che fino ad oggi hanno garantito vitto e alloggio e i ragazzi avranno bisogno di pagarsi un affitto, badare a se stessi. Vorremmo che per loro “CoroMoro” diventasse un lavoro. Noi per adesso ci siamo accontentati di piccoli rimborsi spese per pagarci la benzina. Anche perché essendo in dieci dobbiamo spostarci sempre con due o tre macchine, almeno finché non troveremo la maniera di comprare un furgone”. Intanto sulla pagina Facebook del gruppo c’è chi propone di lanciare il crowfounding per permettere al gruppo di attrezzarsi (https://www.facebook.com/CoroMoro-603298536465180/timeline).

Coro Moro Live

Tuttavia le difficoltà non sono solo economiche. Perché la resistenza culturale che questi ragazzi devono affrontare è ancora alta e il razzismo rimane una piaga. E nei piccoli centri dove la tendenza a scrutarsi sembra il comune denominatore, allora tutto diventa più complicato e difficile da affrontare. Tuttavia Luca e Laura tengono duro, sono testardi e anche i ragazzi che fanno parte del progetto non arretrano di un passo.

Tra un mese uscirà il Cd delle canzoni piemontesi cantate dagli africani. Un progetto al quale hanno collaborato gruppi musicali come Mau Mau e L’Orage (gruppo valdostano che ha accompagnato De Gregori all’Arena di Verona) e che consentirà durante le date estive di approntare un minimo di merchandising.

Coro MoroDall’intuizione e dall’entusiasmo di due cinquantenni è nato un progetto di integrazione senza precedenti e ad impatto zero. Sono riusciti dove migliaia di cooperative troppo intente al profitto hanno fallito. Ma la musica è un linguaggio universale e stavolta ha unito le Alpi alla calda Africa.

 

Foto: CoroMoro