MIT 2013: nostalgia del futuro…
La nostalgia è un male? Dopo le teorizzazioni di Simon Reynlods una risposta certa non c’è. E sebbene si debba continuare a guardare avanti, andando incontro ad un futuro sempre prossimo, quella retromania della quale tanto si parla ha dei risvolti molto positivi. Adesso che mancano solo poche ore all’inizio di questa nuova(?) formula del Meet In Town si può addirittura fare del festival-rassegna, in piedi da 7 anni all’Auditorium Parco Della Musica di Roma , un caso esemplare Continua a leggere →
La prima volta che abbiamo sentito parlare di lui, in Italia, è stata nel 2009 con una serie di incredibili video girati per strada nei quali prima si campionava il beatbox (il ritmo di batteria fatto con la sola voce) su velocità dubstep con una pedaliera, poi cominciava a fare una serie di strani effetti al microfono che mandava in loop e, infine, tirava fuori melodie portentose in salsa soul, rap e reggae, a volte accompagnato da sassofonisti o altri musicisti occasionali. Dal check appena fatto quei video ora contano 16 e 17 milioni di visualizzazioni l’uno
Che settimana. C’è voluto qualche giorno per metabolizzare il chiacchiericcio tellurico. Che sia hip hop o semplicemente rap è comunque un mondo a parte. Non importa che i dischi raggiungano il grande pubblico o restino relegati in scaffali stipati nell’underground: il morbo è lo stesso. Un virus strano. Tant’è che la notizia che Neffa torni a strizzare l’occhio al boombap genera accordi e disaccordi. E poi esce il nuovo singolo dei Colle Del Fomento e le polemiche vanno in altra direzione
Basta guardarla Ebony Thomas, in arte Ebony Bones, per capire che ha carisma da vendere
Il tempo ora? Forse alla fine di questo viaggio scopriremo quanto vale, o meglio quanto valeva. Di sicuro quello intercorso tra il 2008 ed oggi è volato in fretta. È allora che si è iniziato a parlare dei Did
Cosa cazzo vi tweettate tutto il giorno, chi cazzo vi credete di essere?
Che nervi. Se c’è qualcosa che riesce a frustrare chiunque ami la musica quella è il jazz. Il jazz frustra chiunque tranne chi lo suona. Chi lo suona si libera, anzi è libero. I jazzisti, quelli bravi e non in cartacarbone, hanno un arto in più: un braccio a forma di contrabbasso, una mano-sax, cose così. Talvolta hanno 88 dita delle mani
Il moto è circolare. Che si creda al karma, al vortice della passione o al vinile come disco volante e non come cimelio hipster, per noi, insomma, il viaggio continua
Ogni abbecedario che si rispetti deve contenere un personaggio collodiano, e, fuor di metafora politica, il mio prescelto è Il Grillo Parlante, con l’articolo determinativo maiuscolo: la voce della coscienza, la saggezza, non quella di Guzzanti che rifaceva Dalla Porta, ma la conoscenza vera e profonda della vita, che fa tesoro di errori e mete raggiunte e conduce, si spera, l’ agire umano